Chi è Domenico Teti, possibile nuovo ds del Milan: da Icardi ai 5 mesi al Wolverhampton, da Cipro all'Arabia Saudita, la sua carriera
Ancora alla ricerca di un nuovo direttore sportivo dopo il licenziamento di Igli Tare, il club rossonero sta pensando anche a una soluzione italiana: chi è l'ex dirigente del Wolverhampton.
19 giugno. E il Milan ancora non ha un direttore sportivo dopo il licenziamento di Igli Tare. Ma occhio, perché all'orizzonte si è stagliato un nome nuovo: Domenico Teti.
Diversamente dai profili analizzati nelle ultime settimane, da Devin Ozek a Sebastian Kehl, Teti è italiano. L'ultima esperienza lavorativa risale al Wolverhampton, in Inghilterra. Secondo Sky anche lui è entrato nel casting per il nuovo ds dopo il nulla di fatto per la coppia tedesca Krosche/Hardung.
Ma chi è Domenico Teti? La carriera e dove ha lavorato il possibile nuovo direttore sportivo del Milan.
LA SAMPDORIA E ICARDI
Teti, intanto, è un profilo piuttosto giovane per il ruolo: ha 49 anni. Ma da un ventennio circa staziona nell'ambiente calcio ai massimi livelli.
Inizia infatti la carriera a nemmeno 30 anni come responsabile del settore giovanile del Verona, dal 2005 al 2007, prima di varcare i confini nazionali per la prima volta in carriera (diventerà un'abitudine): lo chiama il Lugano per affidargli il ruolo di direttore sportivo.
Quindi il ritorno in Italia. E la prima vera gioia. Nel 2011 va a fare il direttore tecnico della Sampdoria, appena retrocessa in Serie B dopo l'ebbrezza della qualificazione in Champions League. E anche col suo lavoro contribuisce a riportarla al piano superiore.
Gli elementi di quella rosa che si costruiranno poi una carriera ad alti livelli: Shkodran Mustafi ma soprattutto un giovane Mauro Icardi, portato a Genova proprio nell'estate del 2011 dalle giovanili del Barcellona. Oltre a Sergio Romero, futuro portiere della Nazionale argentina.
SEMPRE CON LA VALIGIA IN MANO
Teti è uno che non mai avuto il timore di esplorare nuovi orizzonti. E la sua carriera, condotta praticamente in ogni dove, lo conferma.
Dopo la Sampdoria ecco il Novara, come direttore sportivo: l'avventura comincia bene, con la promozione in Serie B del 2015, ma si conclude male, con il ritorno in Serie C del 2018. Fino alla separazione. Nel mezzo la A sfiorata da neopromossa, come ai tempi di Tesser: nel 2016 il cammino si conclude col ko nella semifinale playoff.
Dal 2018 in avanti, inizia un girovagare che porta Teti praticamente in ogni parte del mondo: Domenico vince il campionato a Cipro con l'APOEL Nicosia, lavora in Arabia Saudita con l'Al Shabab di Yannick Ferreira-Carrasco e Ivan Rakitic. Quindi ecco l'ultima esperienza: con il Wolverhampton, in Premier League.
LA ROTTURA COL WOLVERHAMPTON
Ai Wolves le cose non vanno esattamente per il verso giusto. E di certo la situazione della squadra, con un piede e mezzo in Championship già dopo poche settimane dall'inizio della stagione, non contribuisce a migliorare la situazione.
Teti viene chiamato a ricoprire il ruolo di Direttore dell'Area Professionale nel giugno del 2025. Ma la sua esperienza dura solamente cinque mesi: nel novembre dello stesso anno i Wolves ne annunciano la partenza "di comune accordo", due giorni dopo l'esonero del manager Vitor Pereira voluto dalla proprietà.
“Domenico ha affrontato il suo ruolo con la massima professionalità - dirà il presidente Jeff Shi - e ha instaurato solide relazioni lavorative in tutto il club durante il periodo trascorso con noi. Ha dato un contributo positivo ai nostri processi calcistici e si è sempre comportato con integrità. Lo ringraziamo per il suo impegno e il suo supporto e gli auguriamo ogni successo per il futuro".
Il motivo della rottura va ricercato proprio nel disaccordo verso la decisione di allontanare Pereira, poi semifinalista dell'Europa League con il Nottingham Forest: i due avevano già lavorato assieme all'Al Shabab.
TRA MILAN E LECCE
Nonostante la macchia dei pochi mesi al Wolverhampton, Teti gode di una discreta stima in Serie A. Tanto che anche il Lecce, nei giorni scorsi, è stato segnalato concretamente sulle sue tracce.
Proprio lui sarebbe considerato in Salento il potenziale sostituto di Pantaleo Corvino. Specialmente dopo il nulla di fatto con Sean Sogliano, che alla fine è rimasto al Verona nonostante la retrocessione degli scaligeri in Serie B.
Alla corsa si è aggiunto ora il Milan, disperatamente a caccia di profili che possano rimpolpare un organigramma dirigenziale attualmente semivuoto. Compreso un ruolo di direttore sportivo che, quasi un mese dopo l'addio di Tare, è ancora vacante.
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