Chiellini sui colleghi che hanno perso tutto: "Cattiva gestione". Spese folli: "La prima supercar a 24 anni, poi tre Ferrari"
Il dirigente della Juventus, ex difensore dei bianconeri e della Nazionale, parla del suo rapporto con il denaro
Giorgio Chiellini, ex difensore e capitano della Juventus, nonché della Nazionale, e attuale dirigente del club bianconero, intervistato dal podcast Smash & Cash parla del suo rapporto con il denaro. Di seguito i passaggi più interessanti, come riportati da Tuttosport.
"Non ho mai davvero pensato al denaro fino a quando non sono uscito di casa. Poi ho iniziato a gestirmi la classica paghetta, come tutti gli adolescenti. Era qualcosa che serviva a soddisfare esigenze pratiche: i vestiti quando servivano, le scarpe da calcio quando c’era da giocare. Non mi sono mai interessato particolarmente al denaro e in casa non se ne parlava molto".
"Se ho mai avuto un periodo in cui hai pensato: “Adesso me la godo”? No. Non sono proprio io. La mia prima supercar l’ho presa a 24 anni. Ma considerando il tenore di vita che avevo non era una spesa folle. Quali sono stati gli sfizi più importanti che mi sono tolto? Le macchine. Negli anni ho avuto tre Ferrari, ma poi erano scomode per la mia schiena. Poi la passione per gli orologi, arrivata dopo i 30 anni. Se ho mai avuto la sensazione di essere arrivato? No. Mi sono sempre sentito molto fortunato, ma mi ha sempre animato la voglia di migliorarmi e andare avanti".
Il dirigente della Juve ha raccontato anche alcune brutte esperienze che ha vissuto da testimone, come suoi colleghi che hanno perso tutto: "Come è successo? Per cattiva gestione. Non necessariamente perché sperperano, ma perché non hanno un piano strategico per la loro carriera e per il loro patrimonio. Se ho mai avuto paura di perdere tutto? No. Ho iniziato a programmare molto presto, poco dopo i 20 anni. Quando sono arrivato a Torino ho iniziato a comprare immobili, fare investimenti e a programmare la fine della carriera. Se avevo un piano preciso? Sì. Prima dei 25 anni avevo già un piano decennale. Volevo arrivare alla fine della carriera senza debiti".
"Se capisco chi come Cristiano Ronaldo, dice che rinuncerebbe a parte del denaro pur di avere più privacy? Sì, lo capisco. Lui è stato a un livello nettamente più alto. Io vivo una vita normale, passeggio in centro. Lui non riuscirebbe a farla. Io vado al supermercato a prendere il caffè, al ristorante, a portare a danza le bambine".
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