Chip fino a 1000 volte più veloci di quelli attuali - e senza generare calore?
Dall’alba dell’informatica i chip sono basati sul silicio. Sono evoluti tantissimo nel corso di questi decenni, ma continuano ad avere un problema fondamentale: il calore. Semplificando tantissimo, maggiore è la frequenza operativa, maggiore è il calore generato. Questo comporta consumi energetici elevati e costi infrastrutturali enormi per tenerli freddi, soprattutto nei data center dedicati all’intelligenza artificiale e al cloud computing. Già da qualche tempo si ragiona sull’ipotesi di costruire chip radicalmente diversi senza limiti di questo tipo, sfruttando il magnetismo.
Un gruppo di ricercatori dell’Università di Tokyo ha raggiunto un traguardo molto importante in questo senso negli scorsi giorni: ha sviluppato uno switch in grado di azionarsi fino a 1.000 volte più velocemente rispetto agli acceleratori AI più rapidi oggi disponibili, consumando allo stesso tempo molta meno energia e producendo praticamente zero calore extra. Il dispositivo è basato su una lega di manganese e stagno chiamata Mn3Sn, anche noto come antiferromagnete.
Gli scienziati sono stati in grado di invertire lo stato binario dello switch con un impulso elettrico della durata di 40 picosecondi (servono 1.000 miliardi di picosecondi per fare un secondo). Nei processori attuali, l’ordine di grandezza è quello dei nanosecondi (1 miliardo di nanosecondi per fare un secondo). Lo studio è stato pubblicato in questi giorni sulla rivista accademica Science, e sembra molto promettente, ma è chiaro che siamo ancora molto distanti dalla realizzazione di chip commerciali veri e propri.
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