CINEMA D’IDEA – MIGLIOR LUNGOMETRAGGIO DOCUMENTARIO “GIRLS DON’T CRY”, A “DEAR LARA” IL COURAGE AWARD E A “RUN ME WILD” LO SPECIAL AWARD

25 Giugno 2026 - 10:21
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Per il ritratto realizzato, così profondamente umano, onesto e toccante di ragazze adolescenti provenienti da diverse parti del mondo, oltre ad un’esplorazione cinematografica di speranza, identità e resilienza. Attraverso una narrazione semplice ma potente, con immagini evocative, il film crea momenti autentici e ispiratori che riflettono in modo intimo e vivido le esperienze vissute dai suoi personaggi. È un’opera davvero calda, sincera e toccante, di notevole valore emotivo e umano.”

Queste le motivazioni che hanno spinto la Giuria della X edizione di Cinema d’iDEA – Women’s International Film Festival, il primo Festival della Capitale dedicato alla regia delle donne, a premiare il documentario tedesco GIRLS DON’T CRY di Sigrid Klausman con il Premio Best Documentary, al Miglior Lungometraggio Documentario.

Ieri, 24 giugno, la serata conclusiva e di premiazioni della kermesse – diretta da Patrizia Fregonese de Filippo e realizzata con il Patrocinio del Municipio I Roma Centro e con il Sostegno di Anac – Associazione Nazionale Autori Cinematografici e di Aut – Federazione Aut Autori – ha visto brillare anche il lungometraggio di finzione RUN ME WILD, opera prima della regista tedesca Catharina Lott, a cui è stato assegnato lo Special Award con le seguente motivazione: “Per la straordinaria delicatezza della regia e una sapiente, intimista direzione delle attrici, capaci di restituire con profonda autenticità la timidezza e la paura iniziale nell’esprimere un amore diverso, che stenta a rivelarsi per il timore di non omologarsi ma che infine esplode con tutta la sua travolgente potenza emotiva; per l’eleganza formale di una fotografia naturale che si fa complice della narrazione, utilizzando la luce per accarezzare i volti e i silenzi, avvolgendo l’intera opera in un’atmosfera sospesa e di rara sensibilità visiva che eleva la narrazione oltre i canoni del genere. La Giuria desidera onorare la memoria della giovane attrice protagonista, recentemente scomparsa, la cui magnetica, coraggiosa e struggente interpretazione rimarrà per sempre impressa sulla pellicola come il cuore pulsante, vitale e indimenticabile di questo film”.

La Giuria, presieduta dalla regista iraniana Azadeh Bizargiti, ha consegnato il Courage Award al documentario DEAR LARA, coraggiosissima opera prima della violinista di fama mondiale Lara Saint John che ci rivela come il mondo della musica classica sia purtroppo davvero oscuro e danneggiato e danneggi le giovani donne soprattutto, ma non solo, per colpa di alcuni famosissimi insegnanti, Maestri e Direttori d’orchestra, molestatori e pedofili, di cui nessuno, prima di lei, aveva avuto il coraggio di rivelare nomi e misfatti che non erano mai stati perseguiti. A lei l’onore e l’onere di scoperchiare il vaso di Pandora. Questa la motivazione: “La giuria conferisce questo premio a Dear Lara per la forza cinematografica e per il modo audace e coraggioso in cui affronta un tema delicato e urgente. Attraverso una narrazione precisa e una struttura coesa, il documentario tratta la questione degli abusi sessuali e delle carenze sistemiche nel mondo della musica classica, creando uno spazio profondamente umano e toccante grazie alle testimonianze personali. Dando voce ai sopravvissuti con chiarezza e rispetto, il film si afferma come un’opera potente, necessaria e destinata a lasciare il segno. Un grande riconoscimento alla regista, in questa sua opera prima per aver avuto il coraggio di raccontare e raccontarsi mettendo così anche a rischio la sua carriera, nonostante la fama.”

Il Premio Best Photography è andato al documentario tunisino EXILE diretto da Yesmine FersiLina Hamouda Minyar Mrabti. A detta della Giuria: “Exile è un documentario sperimentale di 45 minuti, autoprodotto da tre giovanissime filmmaker tunisine iscritte al Corso di laurea in cinema alla Hochschule di Darmstadt in Germania, e nato dal dolore di una perdita personale e dalla necessità di gettare luce su un tema tabù nella Tunisia di oggi, come la repressione del movimento LGBTQIA+ e la conseguente difficoltà di fare prevenzione contro la diffusione dell’HIV specie all’interno della comunità gay maschile. Costruito come un racconto a due voci maschili, dall’interno di un mondo segnato dall’interdizione sociale ma anche dalla mancanza di solidarietà all’interno stesso della comunità gay tunisina, Exile ha dovuto rispondere alla sfida di mettere in immagine storie di vita vera attraverso un’estetica di cura, di prossimità ma anche d’urgenza, fatta di volti, corpi e voci sottratti dalla riconoscibilità, per proteggere le persone e gli interpreti coinvolti nella lavorazione. Tutto questo ha prodotto un tour de force in termini di costruzione dell’immagine, sul piano della scelta delle luci e dell’orchestrazione della fotografia cinematografica, che presenta un valore aggiunto importante. Per tutte queste ragioni, il Premio per la fotografia della X edizione del festival Cinema d’iDea va a Exile.

Il Best Medium-Length Doc è stato assegnato a WHERE IS HOME di Lamtiar Simorangkir, “Per il coraggio e la straordinaria costanza registica nel seguire, lungo l’arco di anni, l’evoluzione di una ferita sociale e una tragedia umana; per aver saputo esplorare con assoluta lucidità entrambi i lati del racconto, ponendo la madre e il bambino sullo stesso piano di sofferenza, di evoluzione e di lotta, senza alcuna parzialità e senza giudizio ma evidenziando il comune e disperato tentativo di evadere da una gabbia sociale opprimente; per l’efficacia drammaturgica di una potente ellissi temporale che restituisce il percorso di un’infanzia divisa tra l’amore materno e l’impossibilità di un ritorno alle origini. La giuria esprime profonda ammirazione per un’opera straziante, necessaria e di altissimo valore civile”.

Best International short è il corto iraniano HIDDEN MOON di Mahsa AhmadzadehMiglior Corto per gli studenti della Libera Università del Cinema è lo spagnolo LA CROCE DI ELISA di Arianna Usai.

Tre le Menzioni SpecialiFULL STEAM AHEAD, alla presenza delle due registe islandesi Susan Muska e Greta Olafsdottir, che hanno saputo intrecciare temi diversi e difficili quanto urgenti come l’ambiente e le molestie sessuali riuscendo a rendere straordinariamente le difficoltà ed il lavoro delle donne in campo scientifico,  il documentario iraniano SECOND BREATH di Mojgan Ilanlou , un ritratto esplicito della ferocia del regime iraniano, che le donne sono costrette a subire, e il documentario americano THE KAHIKI 3 AND ME di Amber Monet, per riportare alla luce fatti antichi  di mero razzismo in un percorso personale e  sociale – ahimè – invece, di estrema attualità.

Si è conclusa la X edizione, con le splendide poesie iraniane e palestinesi lette da Rita Pasqualoni e Romano Talevi, accompagnati dalla musica del Maestro Tiziano Novelli.

Molti i momenti di commozione di questa edizione. Tra tutti ricordiamo la proiezione di WOMEN WHO SAID NO, film dedicato alle persone, ma soprattutto alle donne di religione Bahai, crudelmente perseguitate, alla presenza del regista iraniano Sepher Atefi e di Yaganeh Agahi, giovane testimone che ha subito ben tre volte il carcere da innocente e che ci ha raccontato la sua terribile esperienza personale: una coraggiosa ragazza, un’eroina moderna che, con la sua testimonianza ci ha toccato il cuore. Un film importante, diciamo un documento di cui si dovrebbe parlare di più, all’interno di una edizione dedicata al Coraggio delle Donne.

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