Comune di Genova, proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti: stop a straordinari e cambi turno

22 Giugno 2026 - 21:55
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Comune di Genova, proclamato lo stato di agitazione dei dipendenti: stop a straordinari e cambi turno
palazzo tursi

Genova. È scontro totale tra i sindacati e i vertici del Comune di Genova. Le sigle RSU, FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, USB P.I. e DICCAP hanno proclamato ufficialmente lo stato di agitazione per tutto il personale dell’Ente a partire dal 23 giugno 2026.

La decisione fa seguito a un’assemblea generale dei lavoratori svoltasi il 15 giugno. Al centro della protesta vi è il piano di tagli governativi che prevede la perdita di 570 posti di lavoro tra il 2023 e il 2028, a fronte – denunciano i sindacati – di un potenziamento delle figure dirigenziali di vertice. Tra i motivi della mobilitazione figurano anche la gestione fuori controllo del lavoro straordinario (con oltre 92.000 ore complessive accumulate nel 2025 tra pagamenti e recuperi), il blocco delle relazioni sindacali su temi chiave come smart working e buoni pasto, e una progressiva spinta verso le esternalizzazioni.

La crisi investe trasversalmente tutti i settori: dai servizi demografici e cimiteriali al collasso, alla Polizia Locale sovraccaricata di compiti, fino ai servizi sociali e culturali in forte carenza di organico. Allarme rosso anche per i servizi educativi 0-6, dove si contesta l’introduzione dell’ “educatore di plesso”, misura considerata un taglio lineare alle ore di sostegno per i bambini con disabilità.

Con l’apertura dello stato di agitazione, i dipendenti comunali interromperanno la disponibilità a svolgere ore straordinarie e cambi turno non programmati. I sindacati hanno contestualmente richiesto alla Prefettura di Genova l’attivazione immediata delle procedure di raffreddamento e conciliazione del conflitto.

 

Le reazioni

“Al di là degli annunci d’impatto, la gestione della giunta Salis si scopre indigesta anche per i lavoratori e i sindacati. La proclamazione dello stato di agitazione del personale del Comune di Genova, sottoscritta da tutte le sigle sindacali, dimostra un malcontento che va ben oltre i provvedimenti-bandiera sul salario minimo a cifre peraltro già previste – dichiara Ilaria Cavo, deputata ligure, presidente del Consiglio nazionale di Noi Moderati e capogruppo di Noi Moderati Orgoglio Genova – Il comunicato denuncia carichi di lavori intollerabili, tagli agli organici, gestione fallimentare degli straordinari, mancate risposte politiche e altre scelte addebitate all’amministrazione comunale in carica e agli indirizzi portati avanti. I dipendenti di Palazzo Tursi non saranno più disponibili a coprire le esigenze di servizio con straordinari o con cambi turni. Una protesta che rischia di paralizzare l’intera macchina comunale e che la sindaca non può certo provare a scaricare, ancora una volta, su qualcun altro, che sia il governo o la precedente amministrazione. Chiedo a Silvia Salis di assumersi le proprie responsabilità e avviare finalmente un serio confronto con le sigle sindacali per evitare che, anche in questo caso, siano i cittadini genovesi a subire le conseguenze. Non può accadere su ogni tema lo scaricabarile, cosi come si sta provando a fare sul tema della sicurezza. L’assessore Viscogliosi ha capito che deve ascoltare i municipi, dare risposte e che la gestione della sicurezza non significa fare la lista della spesa per la prefettura?”.

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