Cooperazione e intelligenze naturali, Cispel porta in cattedra Stefano Mancuso

In un tempo in cui l’intelligenza artificiale domina il dibattito pubblico, cresce anche la consapevolezza dei suoi costi ambientali: non solo consumo di elettricità, ma anche di acqua, suolo, minerali critici. Secondo il rapporto Environmental Cost of AI's Energy Use: Carbon, Water and Land Footprints, pubblicato dall’United Nations University, entro il 2030 i data center globali che alimentano l’intelligenza artificiale potrebbero consumare 945 TWh di elettricità l’anno, quasi il triplo dei consumi elettrici annuali combinati di Pakistan, Bangladesh e Nigeria. L’impronta idrica associata arriverebbe a 9,3 trilioni di litri, pari ai bisogni domestici annui di base di 1,3 miliardi di persone dell’Africa subsahariana.
Eppure ci sono intelligenze naturali ben più improntate all’efficienza. A partire da quella delle piante, che sarà al centro dell’appuntamento Cooperazione e Intelligenze Naturali: è il titolo della lectio magistralis che il prof. Stefano Mancuso – scienziato e divulgatore, Professore ordinario presso l’Università di Firenze, ordinario dell’Accademia dei Georgofili, direttore del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale – terrà giovedì 18 giugno alle ore 11.30 presso la Sala Convegni dell’AC Hotel (Via Luciano Bausi, 5) a Firenze.
L’iniziativa è organizzata da Confservizi Cispel Toscana e Ti Forma nell’ambito della XX Assemblea annuale dell’Associazione regionale delle imprese di servizio pubblico che operano in Toscana, con la media partnership di greenreport, e sarà introdotto dal presidente di Confservizi Cispel Toscana, Nicola Perini.
Sarà l’occasione per interrogare sistemi viventi che hanno attraversato tempi evolutivi incomparabilmente più lunghi rispetto alla specie umana. Homo sapiens è comparso sulla Terra circa 300mila anni fa; le piante popolano il pianeta da circa mezzo miliardo di anni, dimostrando una straordinaria capacità di adattamento e sopravvivenza.
Mancuso ha dedicato gran parte del proprio lavoro proprio a questa prospettiva, spiegando che la “Nazione delle piante” si autogoverna da milioni di anni. Ha risolto il problema della sopravvivenza non attraverso un’organizzazione centralizzata, ma distribuendo funzioni e capacità lungo l’intero organismo. A differenza degli animali, le piante non dipendono da organi vitali singoli come cuore o cervello: una struttura che le rende più resistenti, flessibili e capaci di reagire alle perturbazioni. Le radici formano inoltre reti complesse di collaborazione, attraverso cui gli alberi possono scambiare informazioni e sostenersi a vicenda.
Per le utility toscane, chiamate ogni giorno a gestire acqua, energia, rifiuti, trasporti e servizi essenziali, si tratta di una metafora molto concreta. La transizione ecologica richiede reti più intelligenti, ma anche istituzioni e imprese capaci di collaborare, condividere conoscenze, ridurre sprechi, prevenire crisi e costruire servizi più vicini ai bisogni dei territori.
La lectio di Mancuso offrirà dunque uno sguardo laterale ma profondamente cogente: imparare dalle intelligenze naturali per ripensare le organizzazioni umane, le infrastrutture e i servizi pubblici in chiave più cooperativa e resiliente.
La partecipazione all’evento è gratuita. Per iscriversi o ricevere maggiori informazioni è possibile scrivere a vfusco@tiforma.it.
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