Corvetto, una “rete” per far socializzare i ragazzi


Un lavoro in rete per essere vicino a bambini e ragazzi. È l’esperienza dell’oratorio della parrocchia di San Michele Arcangelo e Santa Rita in zona Corvetto (Decanato Vigentino) a Milano. Qui le attività dell’oratorio si svolgono in collaborazione con un Centro di Aggregazione Giovanile (Cag).
La collaborazione
«Il municipio ha stanziato fondi per creare spazi dedicati ai ragazzi dalla scuola media fino ai 18 anni – spiega il parroco don Roberto Villa -. Luoghi di incontro per sostenerli nello studio e di aggregazione libera per socializzare, con due o tre educatori che li aiutano, li ascoltano e organizzano attività creative e laboratori». L’accesso alle strutture è libero e gratuito. La collaborazione con l’oratorio è nata perché un Cag ha chiuso e il Municipio cercava un’altra realtà che potesse subentrargli. «La cooperativa “La Strada”, attiva sul nostro territorio, ha proposto una collaborazione con noi e il Consiglio pastorale, dopo aver valutato i pro e i contro, ha deciso di fare una prova», aggiunge Villa.
Così, nell’arco dell’anno, si svolgono attività in comune soprattutto per quanto riguarda le scuole medie. Dopo lo svolgimento dei compiti, l’oratorio è aperto anche ai ragazzi del CAG e si condividono gli spazi. Il momento in cui però la frequenza è maggiore è sicuramente l’estate.
L’oratorio estivo dura tre settimane e vi partecipano ragazzi di tutte le fasce d’età. Gli animatori sono adolescenti, collaborano anche gli educatori del Cag e sono presenti molti volontari adulti. Oltre a giochi, balli, attività manuali, gite in piscina e momenti di preghiera, sono previsti laboratori con professionisti esterni.
La conoscenza aiuta
«L’elemento che maggiormente aiuta in questa collaborazione – spiega don Luca Crespi, che si occupa della Pastorale giovanile parrocchiale – è il fatto che gli educatori conoscono bene i ragazzi che durante l’anno frequentano il Cag, hanno presente le loro storie e le loro attitudini e questo favorisce tutto: le diverse attività si svolgono con maggiore affiatamento e anche i bambini che vengono solo per l’estate riescono a inserirsi più facilmente».
Esperienze che si intersecano tra loro. Spesso capita che durante l’anno i ragazzi che frequentano l’oratorio si uniscono al Cag e viceversa. Molti adolescenti poi decidono di fare l’attività di animatori in estate per i bambini. “Pensano che sia una bella esperienza perché imparano per la prima volta la fatica di mettersi a servizio degli altri: preparare e condurre i giochi, essere solidali e responsabili. Sono dinamiche molto preziose», precisa don Crespi.
Il tema dell’estate 2026 è la figura di San Francesco. «L’abbiamo accolto volentieri perché permette di essere affrontato come una narrazione», sottolinea. Prendendo come spunto il materiale della Fom ogni settimana si affronta un brano del Vangelo e lo si approfondisce con passi della vita del Santo di Assisi
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