Crea e Georgofili insieme per sostenibilità filiera agroalimentare
Roma, 29 mag. (askanews) – Il Crea e l’Accademia dei Georgofili hanno firmato un accordo di collaborazione che ha l’obiettivo di promuovere iniziative comuni per la realizzazione di progetti anche sul piano internazionale e di favorire ogni sinergia volta al trasferimento delle conoscenze e delle nuove acquisizioni tecnico-scientifiche alle nuove figure professionali chiamate a svolgere un ruolo attivo e operativo nel sistema produttivo del settore primario.
I programmi di ricerca e sperimentazione, informazione e supporto tecnico saranno ispirati a principi di sostenibilità ambientale, sociale ed economica lungo tutta la filiera produttiva e saranno incentrati su sviluppo e innovazione, con il diretto coinvolgimento delle imprese agricole e delle loro rappresentanze nella realizzazione dei progetti previsti.
“Con questo Memorandum di Intesa rafforziamo una collaborazione di grande valore scientifico e istituzionale con l’Accademia dei Georgofili, storica realtà di riferimento per il mondo agricolo e agroalimentare con oltre 200 anni di storia. Il Crea conferma così il proprio impegno nel promuovere ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico a supporto delle imprese, dei territori e delle nuove professionalità, affinché la conoscenza prodotta possa tradursi sempre più efficacemente in sviluppo sostenibile e competitività lungo tutta la filiera produttiva”, ha commentato il presidente del Crea, Andrea Rocchi.
“L’accordo siglato con il Crea consolida una sinergia naturale e strategica per il futuro del comparto. Da oltre 270 anni i Georgofili operano per la ‘pubblica utilità’, e oggi questo mandato si traduce nella necessità di governare le transizioni ecologica e digitale – ha evidenziato il presidente dell’Accademia dei Georgofili, Massimo Vincenzini – attraverso la solidità delle evidenze scientifiche. Lavoreremo insieme per far sì che il patrimonio di conoscenze e le innovazioni tecnologiche non restino confinati nei laboratori, ma vengano trasferiti capillarmente sul territorio, valorizzando le imprese e formando le nuove figure professionali che guideranno un’agricoltura sempre più resiliente, sostenibile e competitiva”.
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