Cristiano Ronaldo spacca il Portogallo: rischio di una "guerra civile" nello spogliatoio, "grazie, è il momento di andare"
Portogallo, cresce il caso Cristiano Ronaldo: accuse di “boicottaggio” e timori di spaccatura nello spogliatoio
Dopo il deludente pareggio all’esordio contro la Repubblica Democratica del Congo, in Portogallo attorno a Cristiano Ronaldo sta montando una polemica che alimenta il timore di una possibile frattura interna alla nazionale lusitana nel pieno del Mondiale.
Al centro del dibattito c’è la scelta del commissario tecnico Roberto Martínez di lasciare in campo per tutti i 90 minuti l’attaccante dell’Al Nassr. Da una parte c’è chi ritiene che Ronaldo non debba più essere considerato un titolare intoccabile; dall’altra, chi difende quella che viene ancora considerata la più grande icona della storia del calcio portoghese. Alcuni tifosi sono arrivati persino a sostenere l’esistenza di un presunto boicottaggio nei confronti del numero 7.
Al termine della gara contro la RD Congo, i profili social di diversi giocatori portoghesi sono stati presi di mira dai sostenitori di Ronaldo. Bruno Fernandes, Vitinha, João Neves e Pedro Neto, tra gli altri, hanno ricevuto una valanga di commenti e accuse su Instagram. Molti utenti hanno contestato ai compagni di squadra di non aver servito adeguatamente Ronaldo durante la partita, accusandoli di sottovalutarne il ruolo o addirittura di essere invidiosi dei suoi successi.
RISCHIO DI 'UNA GUERRA CIVILE'
Secondo Vítor Pinto, vicedirettore del quotidiano sportivo Record, il clima che si è creato attorno alla Nazionale rischia di diventare pericoloso: "Questa situazione dimostra il rischio di una sorta di guerra civile all’interno della Nazionale. Qualsiasi critica rivolta a Cristiano Ronaldo genera reazioni estreme e una forte polarizzazione"
Come riferisce Marca, testata spagnola sempre molto attenta alle vicende dell'ex stella del Real Madrid, le polemiche hanno coinvolto in particolare João Neves. Alcuni tifosi gli attribuiscono dichiarazioni secondo cui Ronaldo sarebbe ormai "un giocatore come gli altri" all’interno del gruppo, pur nel rispetto della sua straordinaria carriera. Inoltre, il centrocampista è stato accusato di non aver cercato abbastanza il capitano durante il match inaugurale.
LE ACCUSE DI BOICOTTAGGIO
Le critiche non si sono fermate a un singolo giocatore. Una parte dell’opinione pubblica sostiene infatti che diversi elementi della nazionale abbiano deliberatamente evitato di servire Ronaldo. Una teoria che Vítor Pinto respinge con decisione: "Non credo che ci sia stato alcun boicottaggio nei confronti di Cristiano Ronaldo, e questo va chiarito subito. Non c’è stata alcuna azione organizzata contro di lui all’interno della Nazionale. È vero però che il Portogallo non è riuscito a collegarsi efficacemente con il proprio centravanti e non ha sviluppato una strategia offensiva capace di valorizzarlo".
STAMPA DIVISA
Il dibattito sul ruolo di Ronaldo non è una novità in Portogallo, ma negli ultimi giorni alcune prese di posizione sono apparse particolarmente nette. Nuno Saraiva, editorialista del quotidiano A Bola, ha pubblicato un commento dal titolo eloquente: "Grazie di tutto, Cristiano. Ora è il momento di andare". Nell’articolo sostiene che il fuoriclasse dell’Al Nassr non rappresenti più il principale punto di riferimento tecnico della nazionale e che sia arrivato il momento di aprire una nuova fase. Il ct Roberto Martínez dovrà trovare rapidamente una soluzione. Il prossimo impegno contro l’Uzbekistan assume infatti un’importanza cruciale: un altro passo falso rischierebbe di complicare sensibilmente il percorso del Portogallo nella Coppa del Mondo e di alimentare ulteriormente le divisioni che stanno emergendo.
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