Da Fernanda Torres a Serena Brancale, il Taormina Film Festival 72 esalta la sua matrice internazionale nel cinema e nella musica

13 Giugno 2026 - 01:06
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Da Fernanda Torres a Serena Brancale, il Taormina Film Festival 72 esalta la sua matrice internazionale nel cinema e nella musica

Il parterre degli ospiti è ogni sera di tutto rilievo. Tra star nazionali e internazionali, il Teatro Antico di Taormina ha visto susseguirsi, sul famosissimo palcoscenico, solo nel corso della serata dell’11 giugno, personalità rinomate e attese quali Clive Owen, Can Yaman, Abbie Cornish, Tim Blake Nelson, Michael J. Gallagher, Bruno Colella, Ninni Bruschetta, Lina Sastri, Eugenio Bennato, Grace Caroline Currey, Michael Zelniker, Pio e Amedeo, la madrina della manifestazione Anna Valle e due performer musicali del calibro di Giusy Ferreri ed Eugenio Bennato. E, accanto ad esse, altre due stelle del firmamento del cinema, in un caso, e della canzone, nell’altro hanno allietato e fatto splendere la seconda giornata del Taormina Film festival 72. Fernanda Torres, con la forza delle su parole, e Serena Brancale, con i suoi pensieri e un’esibizione all’altezza della sua meritatissima fama di artista musicale completa e tecnicamente molto preparata, hanno assicurato delle emozioni uniche nel festival organizzato dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia, guidata dal commissario straordinario Bernardo Campo.

Protagoniste con fascino e talento, le due artiste, sono state intervistate dalla direttrice artistica della manifestazione Tiziana Rocca, la quale ha premiato, assieme all’attrice siciliana Donatella Fionocchiaro, la vedette brasiliana con il Taormina Film Festival Achievement Award.

Fernanda Torres è stata al centro, nel corso della giornata, di una masterclass, con molti giovani ad aspettare le sue idee sul cinema e sul mondo. Idee che ha esposto anche nel corso della serata in teatro. «Per me», ha affermato interprete di Rio de Janeiro, in un italiano deciso e chiaro, «è stato bellissimo conversare con tutti i giovani e ricevere il premio proprio in un luogo magico come questo. È la prima volta che vengo in questa terra meravigliosa. La cosa più bella che avete in Sicilia è il fatto di mostrarvi per quello che siete: siete veri. Avete carisma e personalità. La vostra bellezza è proprio nell’autenticità delle vibrazioni che regalate.»

«Se sono qui», ha aggiunto Torres «è grazie al film di Walter Salles “Io sono ancora qui” (Ainda estou aqui). Io sognavo di essere in un teatro come questo, dove sono arrivata grazie a Tiziana Rocca che mi ha invitata a Venezia. E sono lieta di avere partecipato, assieme a tante artiste, al panel dedicato alle donne, intitolato “Donne oltre lo sguardo”, un ‘iniziativa dalla grande importanza sociale. Come attrice, devo dire che ho la fortuna di poter esplorare vari aspetti della vita e penso che la modalità migliore per farlo sia farsi guidare dall’empatia, per creare una comunicazione umana tra le persone, che manca molto nel mondo oggi. Secondo me, l’empatia è il linguaggio più adatto per la tragedia e la commedia

La protagonista della settima arte, premiata giovanissima (appena ventenne), al Festival di Cannes, nel 1986, con il Prix d’interprétation féminine per “Eu sei que vou te amar”, ha voluto soffermarsi sulla figura maschile e sulla sua situazione attuale affermando che: «gli uomini si sono un po’ persi. Le donne, invece, stanno incominciando ad avere un potere maggiore e, forse, gli uomini non sono ancora pronti. Dovremmo proteggerli e salvarli. Stanno diventando una specie protetta».

Legata al grande cinema italiano la dedica a Ugo Tognazzi per il premio ricevuto. Dedica che ha assunto un importante carattere sociale, connettendosi alla stretta attualità, quando Torres ha sostenuto: «in questo momento rivolgo il mio pensiero anche a tutti gli immigrati italiani che sono andati in Brasile. La mia stessa famiglia è venuta, in parte, dalla Sardegna, e, in parte, dalla Puglia. Mi piacerebbe dedicare questo premio a tutti gli immigrati che hanno fatto la differenza in Brasile». In un momento come questo, in cui prevalgono atteggiamenti di chiusura verso l‘altro, un messaggio di buon senso e di speranza.

Altro momento di grande appeal della serata, quello con Serena Brancale (encomiata con il Taormina Film Festival Best Music Award da Bernardo Campo e dal sovrintendente della Fondazione Taormina Arte Sicilia Felice Panebianco), performer che si rivela, ancora una volta, assoluta protagonista del palco, per la gestione della voce, la creatività e l’uso dei movimenti del corpo che sono in simbiosi, con i testi e le musiche che propone.

Concetti che venano le parole dell’artista che ha asserito che: «Io seguo quello che mi piace, senza sentirmi mai un pesce fuor d’acqua, ma sempre coerente con quello che è la musica e la passione. Perché io canto per passione, canto ciò che mi piace e chiudo gli occhi, se devo cantare un brano d’amore, e mi diverto e ballo, se devo, nel momento giusto, ballare. È giusto rimanere coerente ogni volta che si fa musica. Io spero di farlo sempre.»
A Sanremo la cantante pugliese ha commosso tutti con “Qui con me”, la canzone dedicata alla madre, scomparsa nel 2020. E proprio sul palco taorminese ha spiegato che: «quest’anno ho deciso di mettermi a nudo e di raccontare qualcosa come Serena persona, Serena figlia. E volevo dedicare un pezzo di cuore a mia madre che cantava come me.»

Un pensiero profondo ed emozionante che ha aggiunto ulteriore umanità ad un’artista – che sarà, per volontà della Fondazione Taormina Arte Sicilia, in concerto a Taormina il prossimo 11 luglio – che sa fare vibrare le corde dell’anima con le sue interpretazioni uniche e peculiari.

di Gianmaria Tesei

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