Da Zampolli a Lombardi: anche gli americani amici di Trump spiazzati dalle parole su Meloni

L’inviato di Trump, Paolo Zampolli, cerca di smorzare, invitando a «guardare oltre». Il presidente del Republican Liberty Caucus Italy, George Guido Lombardi, a sua volta vicino al presidente Usa, non nasconde di essersi sentito «mortificato». I titoli dei principali giornali americani focalizzano l’attenzione sull’impatto della replica di Giorgia Meloni. Le offensive e sgangherate parole di Donald Trump sulla premier non hanno spiazzato e lasciato «allibita» solo la parte italiana. Anche negli Usa e in chi gli Usa li interpreta e li rappresenta a queste latitudini suscitano turbamento.
Zampolli cerca di minimizzare: «Guardiamo oltre»
Zampolli, intervistato dall’agenzia di stampa Adnkronos, non lo dice esplicitamente. Ma si evince tra le righe delle sue rassicurazioni e del suo appello ad andare avanti. «Sono certo che verranno superate tutte le incomprensioni e saremo pronti a tornare al lavoro per il bene delle relazioni fra Italia e Stati Uniti», ha detto l’inviato di Trump per le crisi globali.
L’appello a Tajani su Miami: «Vieni»
«Sarebbe bello che Antonio venisse. Serve fare la pace, altro che la guerra, next, guardiamo oltre. Anzi Antonio venga domenica 21 che è in programma a Miami la partita di Coppa del Mondo Uruguay-Capo Verde, possiamo guardare assieme la partita, nello spirito della sport diplomacy, come insegnano il mio secondo capo, Marco Rubio, e il presidente della Fifa, il King Gianni Infantino», ha aggiunto Zampolli, a proposito della decisione del ministro degli Esteri Antonio Tajani di annullare la visita a Miami, dove era atteso per il business forum. Decisione, peraltro, poi condivisa anche da Confindustria.
Lombardi: «Mi sono sentito mortificato e addolorato»
Molto più esplicito è stato George Guido Lombardi, che ha confessato di sentirsi «profondamente mortificato e addolorato per il comportamento che il Presidente Donald Trump ha tenuto nei confronti del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni». «Lo dico – ha aggiunto il presidente del Republican Liberty Caucus Italy – nonostante l’amicizia trentennale che mi lega a Donald e nonostante l’enorme rispetto che nutro per lui, come amico e come Presidente, per l’instancabile lavoro che continua a svolgere per gli Stati Uniti. Proprio perché ho sempre cercato di difenderlo, oggi faccio fatica a trovare le parole». Lombardi non ha escluso un problema di traduzione e poi di un suo uso strumentale, ma anche in questa eventualità ha ravvisato un errore di fondo da parte di Trump nel rilasciare dichiarazioni direttamente a un giornalista, del quale non si sapeva nulla».
«Resto coerente con i nostri valori conservatori»
«Io resto coerente con i nostri valori conservatori, condivisi con la coalizione di governo. Quante volte, in passato, sono stato accanto a Umberto Bossi o al grande Silvio Berlusconi, ad Arcore come a Gemonio. Sono fedele alle nostre tradizioni di libertà, di rispetto per il prossimo e per le istituzioni. E resto un sincero e, soprattutto, leale ammiratore della nostra eccezionale Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. God Bless Italy, God Bless the Usa», ha concluso l’imprenditore italo-americano.
«Né io né l’Italia imploriamo mai» sui media americani
I principali media americani, poi, hanno focalizzato l’attenzione sulle conseguenze del gravissimo inciampo di Trump e sulla ferma replica di Meloni. La frase della premier italiana «Né io né l’Italia imploriamo mai» campeggia sulle homepage. La Cnn rilancia anche la notizia che «il ministro degli Esteri italiano annulla il viaggio negli Stati Uniti a causa delle dichiarazioni di Trump su Meloni», parlando delle parole di Trump come di «un nuovo incidente diplomatico». Anche The Hill, il giornale politico di Washington D.C, riferisce che «Meloni replica a Trump sulle affermazioni relative alla foto del G7: “Né io né l’Italia imploriamo mai”». Il New York Post spiega che «La premier italiana Meloni critica duramente Trump» dopo le sue affermazioni e sottolinea che il ministro degli Esteri «cancella il viaggio negli Usa».
Nuovo boom di follower per Meloni
Anche l’edizione americana del Guardian titola con la frase di Meloni e sottolinea che la premier «smentisce le affermazioni “inventate” di Trump sul vertice del G7». Sull’edizione britannica del giornale, poi, alla vicenda sono dedicati due titoli, entrambi focalizzati sulla reazione di Meloni ed entrambi in cima alla classifica delle notizie più lette: sono la seconda e la terza, superate solo dalla tregua in Libano. Particolarmente indicativo, poi, il commento più cliccato sul Financial Times, che titola sul fatto che «Meloni accusa Donald Trump di assecondare i nemici dell’Occidente». «L’unico leader (una donna) che ha avuto il coraggio di rispondere per le rime quando è stata offesa», vi si legge.
Sui social sentiment negativo record verso Trump: è all’82%
Del resto, come rilevato da Arcadia mood, nelle ultime 24 ore l’account Instagram di Meloni «è cresciuto di altri 100mila nuovi follower». Secondo un instant report, elaborato in esclusiva per l’agenzia di stampa Adnkronos, da Spin Factor tramite Human, la propria piattaforma di social listening AI driven, con il suo attacco Trump ha raccolto tra gli italiani sui social un sentiment negativo record pari all’82%. Dall’analisi della società, leader in Italia nella consulenza strategica politico-istituzionale e nell’analisi dei dati, emerge che le emozioni prevalenti espresse dai nostri connazionali in rete sono rabbia al 38%; tristezza 20%; preoccupazione 18%; disgusto 12%; ironia 12%. I macrotemi su cui si è sviluppata la discussione sono difesa del prestigio e della credibilità internazionale dell’Italia (36%); capacità di leadership di Meloni nei rapporti con Trump (28%); equilibrio tra alleanza con gli Stati Uniti e autonomia nazionale (15%); critica dello stile comunicativo e relazionale di Trump (14%); conflitto tra narrazioni mediatiche e polarizzazione politica (7%).
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