Dacia Sandero Streetway, la gamma motori in arrivo: dal GPL all’ibrido
Dacia Sandero è il modello più venduto del marchio in Europa attraverso tutti i canali di vendita, e non è un primato conquistato per caso, né grazie a sconti aggressivi o campagne di marketing elaborate. È il risultato di una formula semplice e onesta: dare all’acquirente quello di cui ha davvero bisogno, al prezzo più basso possibile, senza aggiungere sovrastrutture inutili. Il restyling 2026 segue esattamente questa filosofia, aggiornando la gamma motori con intelligenza senza stravolgere quello che già funzionava.
La Sandero Streetway, la versione più accessibile della famiglia, si presenta con tre motorizzazioni già disponibili e una quarta in attesa. Un menù abbastanza ampio per una berlina che parte da 15.800 euro, e che dimostra come Dacia abbia capito meglio di molti che il mercato di volume non chiede un solo prodotto per tutte le esigenze, ma una gamma che sappia coprire richieste diverse senza gonfiare il listino.
Confermato il benzina
La porta d’ingresso della gamma rimane il 1.0 SCe 65, un tre cilindri aspirato da 65 CV abbinato esclusivamente al cambio manuale a cinque marce. Non è un motore brillante ma fa il suo lavoro con una semplicità che si traduce in affidabilità nel tempo e costi di manutenzione contenuti. Il consumo dichiarato è di 5,5 litri per 100 km, ma la reattività non è delle migliori, soprattutto in salita o durante i sorpassi autostradali. Per chi percorre principalmente strade urbane e non ha fretta, il suo lavoro lo fa egregiamente. Per chi guida anche fuori dalla città, la risposta si trova un gradino sopra.
Il 1.0 TCe 100 è il benzina che ha senso scegliere per la maggior parte degli acquirenti. Con i suoi 100 CV offre una spinta decisamente più piacevole, consumi paragonabili con 5,4 litri per 100 km in ciclo misto e una reattività da cambio manuale a sei marce che rende gli spostamenti quotidiani molto più scorrevoli. Il prezzo di listino è superiore di 1.000 euro rispetto all’SCe 65: uno scarto minimo che, nella pratica, si recupera in tempi brevi grazie alla maggiore efficienza ad alte velocità e alla guidabilità più soddisfacente.
Tra i due benzina, la scelta razionale è quasi sempre il TCe 100. L’SCe 65 resta lì per chi ha un budget davvero al limite e non intende muoversi fuori città, o per chi preferisce la massima semplicità meccanica possibile.
GPL al centro dell’offerta
Ma il vero protagonista del restyling 2026 è il nuovo Eco-G 120. Dacia ha preso il motore GPL che già conoscevamo e lo ha aggiornato in modo sostanziale su tre fronti: potenza, cambio e autonomia. Sul fronte della potenza, il salto è netto. Il precedente motore GPL si fermava a 100 CV; il nuovo arriva a 120 CV, con un incremento del 20% che si sente davvero alla guida, soprattutto nelle situazioni in cui la Sandero deve muoversi con passeggeri e bagagli.
Il motore è un tre cilindri da 1.2 litri con turbocompressore, capace di funzionare sia a GPL sia a benzina con un passaggio tra i due carburanti che avviene in modo completamente trasparente, tramite pulsante, senza interruzioni di marcia.
La vera novità che mancava è il cambio automatico a doppia frizione a sei rapporti. Per la prima volta nella storia di Dacia, il GPL si sposa con un automatico. Non è un dettaglio da poco: in Italia, il cambio automatico è sempre più richiesto su tutte le fasce di mercato, e la sua assenza sulla versione GPL teneva lontani una parte degli acquirenti che avrebbero altrimenti scelto questa motorizzazione. Adesso quella barriera non c’è più.
Il terzo aggiornamento riguarda l’autonomia. Il serbatoio GPL è stato aumentato da 40 a 49,6 litri, dieci litri in più. Il risultato, combinato con il serbatoio di benzina da circa 50 litri, porta l’autonomia totale dichiarata a 1.590 km. Per chi percorre molti chilometri ogni anno, questa autonomia significa fermarsi a fare il pieno con una frequenza che si misura in settimane, non in giorni.
Il risparmio economico rimane il punto di forza principale. Con il GPL che si mantiene strutturalmente al di sotto di benzina e diesel in termini di costo per chilometro di circa il 40-50%, chi sceglie l’Eco-G 120 può aspettarsi un risparmio annuo che, su 15.000-20.000 km, si traduce in diverse centinaia di euro.
Differenze di listino
Mettere in fila i prezzi aiuta a capire meglio dove si posiziona ciascuna versione:
- SCe 65 da 15.800 euro: la porta d’ingresso, per chi ha il budget minimo e percorrenze prevalentemente urbane;
- TCe 100 da 16.800 euro: mille euro in più, motore decisamente più piacevole e consumo simile;
- Eco-G 120 manuale da 16.600 euro: meno del TCe 100, 120 CV e GPL. La scelta razionale per chi percorre tanti chilometri;
- Eco-G 120 automatico da 18.200 euro: il salto più significativo, ma porta in dote il comfort dell’automatico e la stessa autonomia della versione manuale.
Il punto interessante è che l’Eco-G 120 con cambio manuale costa 200 euro in meno del TCe 100 a benzina, pur offrendo 20 CV in più e una motorizzazione bi-carburante con costi di gestione nettamente inferiori. È una di quelle situazioni in cui la matematica dice chiaramente cosa scegliere, e il mercato italiano, che sul GPL ha una lunga tradizione, è svelta a recepire il messaggio.
Il prezzo dell’automatico GPL, a 18.200 euro, richiede invece un ragionamento leggermente diverso. Chi percorre molti chilometri in città, chi ha difficoltà con il manuale o chi semplicemente preferisce la guida automatica troverà in quel divario di 1.600 euro rispetto alla versione manuale un investimento che si ripaga con la comodità quotidiana, negli altri casi può anche essere risparmiato.
In arrivo il full hybrid
La quarta motorizzazione è quella che mancava e che arriverà entro la fine del 2026: un full hybrid da 155 CV, basato su un motore 1.8 benzina abbinato a due motori elettrici e una batteria di piccole dimensioni che si ricarica esclusivamente in frenata rigenerativa, senza bisogno di presa a muro. Il full hybrid di Dacia che abbiamo visto anche sui modelli di gamma superiori e che a breve arriva su la piccola della casa, a un prezzo intorno ai 20 mila euro. In ambito extraurbano e autostradale il vantaggio è minore, ma l’efficienza in urbano è evidente.
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