Dai colossi internazionali all’università, la sfida dell’intelligenza artificiale protagonista a Laveno

Maggio 09, 2026 - 17:39
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Dai colossi internazionali all’università, la sfida dell’intelligenza artificiale protagonista a Laveno
Generico 04 May 2026

«La partita è già persa» ne è convinto Davide Tosi, docente dell’Insubria e delegato della rettrice all’Intelligenza artificiale. Intervenuto sabato 9 maggio a Laveno in occasione del Festival della meraviglia, Tosi, ha analizzato la posta in palio nella corsa dell’intelligenza artificiale, che ha messo nella mani di un manipolo di aziende un potere talmente grande, da arrivare – in un futuro non troppo lontano – a minacciare il primato del potere politico degli stati.

Uno scenario che sembra lontano, ma che comincia a diventare più credibile se si osservano i numeri dell’industria dell’IA. Per “allenare” un modello di intelligenza artificiale generativa come ChatGpt 5.2, sono stati consumati 20 gigawattora (pari a quanto 20.000 famiglie di un paese avanzato consumano in un anno). Contemporaneamente, per raffreddare i processori necessari, all’interno del “data center” sono passati 10 milioni di litri d’acqua.

Se ci fossero ancora dei dubbi, per scioglierli una volta per tutti secondo Tosi basta dare un’occhiata alle differenze nella mole di investimenti pubblici tra Europa e il resto del mondo. La Commissione europea ha di recente stanziato 200 milioni di euro per promuovere lo sviluppo di nuovi modelli IA. Una goccia nel mare di fronte ai 650 miliardi di dollari messi in campo in un anno da Cina e Stati Uniti.

A tutto questo si aggiunge il tema della sovranità dei dati: un’altra partita che secondo il docente dell’Insubria l’Europa ha già perso in partenza. «Fin dal 2008 – ricorda Tosi – mettevamo in guardi dall’affidare le nostre informazioni digitali ad aziende straniere. Oggi i nostri dati sono amministrati quasi esclusivamente in Cina e negli Stati Uniti».

L’Intelligenza artificiale in Università

L’Intelligenza artificiale è diventata uno strumento fondamentale anche in Università, tanto nella didattica quanto nella ricerca. Sul palco del Festival della meraviglia, Davide Tosi ha ricordato l’incontro che ha organizzato mercoledì 6 maggio a Varese per approfondire come l’IA viene utilizzata all’interno dei dipartimenti dell’Università dell’Insubria.

Dalla medicina e dalla biologia fino alla cyber sicurezza passando per l’economia e il diritto. «Io stesso – ha rivelato Tosi – mi sono stupito di quante applicazioni dell’IA esistano nell’ateneo in cui insegno di cui prima non ero neppure a conoscenza».

Una vera rivoluzione, che l’ateneo di Como e Varese ha deciso di approcciare con attenzione, pubblicando un non-decalogo con le linee guida per un utilizzo utile ed etico, ma anche attraverso investimenti concreti, come l’ambizioso progetto di un hub quantistico intitolato ad Alessandro Volta che sorgerà a Como e svolgerà un ruolo centrale nella ricerca e nell’applicazione dell’intelligenza artificiale.

Un cambiamento che impone di ripensare anche il ruolo di chi si occupa di insegnamento, «Tra qualche anno – suggerisce Tosi – i docenti non saranno più generatori di conoscenza, ma revisori».

La bussola da seguire per orientarsi in questo viaggio? Per Tosi non ci sono dubbi: è la meraviglia. «Il mondo è cambiato – aggiunge –, bisogna inseguire il cambiamento ma il rapporto umano e le relazioni. Continuiamo a emozionarci e a stupirci, questo le macchine non saranno mai in grado di farlo».

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