Dal Petruzzelli a Londra: il viaggio di Bell’Epokèr

03 Giugno 2026 - 12:01
0

Nel cuore del Puglian Italian Fest 2026, tra musica, gastronomia, incontri culturali e appuntamenti dedicati alla comunità italiana nel Regno Unito, c’è un evento che porta sul grande schermo una Puglia meno turistica e molto più teatrale, malinconica e visionaria. Domenica 7 giugno 2026, alle 16:30, The Garden Cinema di Londra ospita la proiezione di Bell’Epokèr, film del regista pugliese Nico Cirasola, inserito nella rassegna CinemaItaliaUK e seguito da un incontro con l’art director Daniele Trevisi. L’evento, organizzato nell’ambito del festival promosso da Pugliesi nel Mondo UK, è anche un’occasione per incontrare il volto televisivo e comico pugliese Alessio Giannone, conosciuto dal grande pubblico come Pinuccio.

Non si tratta soltanto di una proiezione cinematografica. Bell’Epokèr è un viaggio nella Bari del primo Novecento, tra aristocratici, ballerine, giocatori di carte e figure popolari che si muovono nei saloni dorati del leggendario Teatro Petruzzelli. È un film che recupera memoria, ironia e immaginario meridionale, trasformando la storia di uno dei più importanti teatri italiani in racconto corale. Per la comunità pugliese e italiana a Londra, questo appuntamento diventa quindi molto più di una serata al cinema: è un ponte culturale tra Bari e la capitale britannica.

Bell’Epokèr a Londra: il cinema pugliese incontra il Puglian Italian Fest

La proiezione londinese di Bell’Epokèr si inserisce in un contesto più ampio e molto significativo. Il Puglian Italian Fest 2026, in programma a Londra dal 6 al 15 giugno, nasce con l’obiettivo di raccontare la Puglia attraverso linguaggi diversi: cinema, musica, cucina, fotografia, letteratura e incontri culturali. Non è una semplice celebrazione regionale, ma un progetto che porta nella capitale britannica una delle identità più riconoscibili e dinamiche del Sud Italia. Il programma ufficiale di Pugliesi nel Mondo UK presenta la proiezione come parte della sezione CinemaItaliaUK, confermando il ruolo del cinema come strumento privilegiato per raccontare una comunità lontana dalla propria terra ma ancora profondamente legata alle sue storie.

L’appuntamento si terrà domenica 7 giugno 2026 alle 16:30 presso The Garden Cinema, al 39-41 Parker Street, London WC2B 5PQ. La scelta della sede non è casuale. The Garden Cinema è uno dei cinema indipendenti più interessanti della capitale, specializzato in film d’autore, retrospettive, rassegne internazionali e proiezioni pensate per un pubblico curioso e culturalmente attento. La scheda ufficiale del cinema conferma che il film verrà presentato in partnership con CinemaItaliaUK, con biglietti disponibili per il pubblico adulto e tariffe agevolate per i membri del cinema attraverso la pagina dedicata a Bell’Epokèr al Garden Cinema.

Il film, diretto da Nico Cirasola, è indicato nelle schede dell’evento come produzione italiana del 2003, della durata di 100 minuti. Al centro della storia c’è la Bari di inizio Novecento, osservata attraverso l’atmosfera sospesa della Belle Époque e filtrata dallo sguardo ironico, popolare e poetico del regista. Aristocratici, danzatrici, giocatori d’azzardo e personaggi di varietà si incontrano dentro il mondo del Teatro Petruzzelli, trasformato in spazio simbolico dove la città sogna, recita, perde e ricorda. Già dal titolo, Bell’Epokèr, il film dichiara la propria natura ibrida: da una parte il richiamo alla Belle Époque, dall’altra il poker, il gioco, il rischio, la maschera e la teatralità della vita sociale.

L’evento londinese assume ulteriore valore grazie al Q&A successivo con Daniele Trevisi, art director e scenografo legato alla costruzione visiva del film. La presenza di una figura tecnica e creativa consente al pubblico di entrare nel dietro le quinte dell’opera, comprendendo come si costruisce un immaginario cinematografico capace di evocare una Bari scomparsa senza ridurla a cartolina nostalgica. A questo si aggiunge la partecipazione di Pinuccio, nome d’arte di Alessio Giannone, volto molto noto della satira pugliese e televisiva italiana. La sua presenza rafforza il legame tra cinema, comicità, identità regionale e pubblico contemporaneo.

Per Londra Da Vivere, l’interesse dell’evento sta proprio in questa stratificazione. Non è soltanto una serata per pugliesi all’estero, né una proiezione per cinefili italiani. È un caso esemplare di cultura diasporica: una comunità porta a Londra un film che parla della propria memoria, lo presenta in un cinema indipendente britannico e lo trasforma in occasione di incontro tra generazioni, linguaggi e appartenenze. In questo senso, Bell’Epokèr diventa uno degli appuntamenti più raffinati del Puglian Italian Fest, perché usa il cinema per raccontare non solo una regione, ma il modo in cui una regione continua a vivere anche fuori dai propri confini.

Nico Cirasola, il Teatro Petruzzelli e una Bari che non esiste più

Per comprendere davvero il valore culturale di Bell’Epokèr bisogna partire dal suo autore. Nico Cirasola occupa infatti una posizione particolare nella storia del cinema pugliese. Molto prima che la Puglia diventasse una delle regioni italiane più richieste da produzioni internazionali e molto prima della nascita di una vera industria audiovisiva regionale, Cirasola raccontava Bari e il Mezzogiorno attraverso uno stile personale, ironico e profondamente legato alla cultura popolare. I suoi film hanno sempre evitato sia il folklore da cartolina sia il realismo più cupo, scegliendo invece una strada originale fatta di personaggi eccentrici, atmosfere surreali e affetto sincero per il territorio.

In Bell’Epokèr questa visione raggiunge una delle sue espressioni più affascinanti. Il film non si limita a ricostruire un periodo storico. Costruisce una sorta di grande affresco teatrale in cui la Bari della Belle Époque diventa quasi una dimensione sospesa tra realtà e fantasia. I personaggi si muovono all’interno di una città che sogna la modernità, guarda all’Europa e cerca di costruire una propria identità culturale. In questo scenario emerge la figura del Teatro Petruzzelli, non soltanto come edificio, ma come simbolo di ambizione, eleganza e trasformazione sociale.

Il Petruzzelli rappresenta uno dei monumenti culturali più importanti dell’Italia meridionale. Inaugurato nel 1903, è il più grande teatro privato d’Europa e uno dei principali simboli della città di Bari. Ospitò nel corso del Novecento artisti, musicisti, compagnie teatrali e grandi eventi internazionali, contribuendo a trasformare il capoluogo pugliese in un centro culturale di primo piano. La sua storia è segnata anche dalla tragedia dell’incendio del 1991 che distrusse gran parte della struttura e lasciò una ferita profonda nella memoria cittadina. Soltanto dopo una lunga e complessa ricostruzione il teatro tornò ad aprire le proprie porte nel 2009. La storia ufficiale del teatro è raccontata attraverso il sito della Fondazione Petruzzelli, istituzione che oggi ne gestisce le attività artistiche e culturali.

Quando Cirasola realizza Bell’Epokèr, il Petruzzelli è ancora assente dalla vita culturale barese. Questo elemento conferisce al film un valore ulteriore. Guardandolo oggi, lo spettatore non osserva soltanto una ricostruzione della Belle Époque. Osserva anche una dichiarazione d’amore verso un luogo simbolico che in quel momento non era ancora tornato alla città. Il teatro diventa quasi una presenza fantasma, un simbolo di ciò che Bari ha perduto e spera di recuperare.

Questa dimensione nostalgica, tuttavia, non domina mai completamente il racconto. Cirasola preferisce utilizzare l’ironia, il grottesco e la commedia per raccontare la società dell’epoca. I suoi personaggi non sono eroi monumentali, ma figure umane, spesso buffe, contraddittorie e irresistibilmente teatrali. Attraverso di loro emerge una città vivace, piena di contrasti sociali e di aspirazioni culturali. La Belle Époque pugliese non viene rappresentata come un’età dell’oro perfetta, ma come un mondo attraversato da ambizioni, illusioni e piccoli drammi quotidiani.

È proprio questa prospettiva a rendere Bell’Epokèr particolarmente interessante per il pubblico contemporaneo. In un momento storico in cui molte produzioni ambientate nel passato tendono a privilegiare la spettacolarizzazione visiva, il film sceglie di concentrarsi sull’anima dei luoghi e dei personaggi. Bari non è semplicemente uno sfondo. È una presenza viva che influenza il comportamento di tutti i protagonisti. Le strade, i salotti, i teatri e i caffè diventano parte integrante della narrazione.

Per gli italiani che vivono a Londra, questa dimensione assume un significato ancora più forte. Guardare Bell’Epokèrlontano dalla Puglia significa confrontarsi con una memoria collettiva che continua a esercitare fascino anche oltre i confini nazionali. Il film permette di riscoprire una stagione culturale poco conosciuta e, allo stesso tempo, di riflettere sul rapporto tra identità locale e modernità. Non è un caso che il Puglian Italian Fest abbia scelto proprio questa opera per rappresentare il cinema pugliese a Londra. Attraverso il Petruzzelli, la Bari della Belle Époque e lo sguardo di Nico Cirasola, il film racconta una storia profondamente pugliese che riesce però a parlare a chiunque abbia vissuto il legame tra memoria, appartenenza e trasformazione culturale.

La Belle Époque pugliese tra gioco, spettacolo e memoria collettiva

Uno degli aspetti più affascinanti di Bell’Epokèr è la capacità di trasformare un preciso periodo storico in una grande rappresentazione collettiva. La Bari raccontata da Nico Cirasola non è soltanto una città. È un palcoscenico sul quale si incontrano classi sociali diverse, ambizioni personali, passioni artistiche e desideri di modernità. Attraverso una narrazione che alterna ironia, nostalgia e osservazione sociale, il regista costruisce un ritratto della Belle Époque pugliesemolto distante dalle immagini stereotipate che spesso accompagnano il racconto del Sud Italia.

Il titolo stesso contiene una chiave di lettura fondamentale. Bell’Epokèr nasce dalla fusione tra “Belle Époque” e “poker”. Non si tratta di un semplice gioco linguistico. Nel film il concetto del gioco attraversa l’intera narrazione. Il poker diventa metafora dell’esistenza, delle relazioni sociali e delle ambizioni personali. I protagonisti bluffano, rischiano, sognano e costruiscono la propria immagine pubblica esattamente come farebbero attorno a un tavolo da gioco. La società della Belle Époque appare così come una grande partita in cui ciascuno cerca di conquistare prestigio, amore, denaro o riconoscimento.

Questa impostazione conferisce al film un tono quasi teatrale. Non è sorprendente se si considera il ruolo centrale svolto dal Petruzzelli nella storia. Tutto sembra ruotare attorno al concetto di rappresentazione. Gli aristocratici mettono in scena la propria eleganza, gli artisti costruiscono personaggi, i giocatori nascondono le proprie intenzioni dietro una maschera di sicurezza. Perfino la città stessa sembra recitare una parte, tentando di presentarsi come una moderna capitale culturale del Mezzogiorno.

La scelta di ambientare la vicenda agli inizi del Novecento permette inoltre a Cirasola di raccontare un momento di profonda trasformazione. La Belle Époque rappresenta infatti una fase in cui l’Italia vive un forte entusiasmo per il progresso tecnologico, per l’arte e per l’innovazione. Anche Bari partecipa a questo clima di cambiamento. Nuove architetture, nuovi luoghi di spettacolo e nuove forme di intrattenimento contribuiscono a modificare il volto della città. In questo senso il film offre uno sguardo prezioso su una stagione storica spesso trascurata dal cinema italiano.

Uno degli elementi che ha contribuito a rendere Bell’Epokèr un piccolo cult regionale è proprio la sua capacità di unire ricostruzione storica e immaginazione popolare. Il film non pretende di essere un documentario. Al contrario, utilizza la libertà narrativa per evocare un’atmosfera, un sentimento collettivo e un’identità culturale. È un approccio che richiama, per certi aspetti, il cinema di Federico Fellini, pur mantenendo una voce profondamente pugliese e personale.

Guardando oggi il film, oltre vent’anni dopo la sua uscita, emerge anche un altro aspetto interessante. Molte delle tematiche affrontate risultano ancora attuali. La ricerca dell’identità culturale, il rapporto tra provincia e modernità, il desiderio di riconoscimento sociale e il valore simbolico dei luoghi culturali sono questioni che continuano a riguardare non solo la Puglia, ma molte comunità italiane nel mondo. È probabilmente uno dei motivi per cui la proiezione londinese assume un significato particolare.

Per gli italiani residenti nel Regno Unito, Bell’Epokèr offre infatti una prospettiva diversa rispetto ai racconti più convenzionali dell’emigrazione. Non parla direttamente di chi è partito, ma racconta ciò che rimane nella memoria collettiva di una comunità. Attraverso il cinema, il pubblico può riscoprire una Bari elegante, teatrale e sorprendente, lontana dagli stereotipi e ricca di sfumature culturali. È un viaggio nel passato che permette anche di riflettere sul presente.

Questa capacità di collegare memoria locale e pubblico internazionale spiega perché il film continui a essere proiettato in contesti culturali come il Puglian Italian Fest. Non è soltanto un’opera cinematografica. È una testimonianza di come una storia profondamente radicata in un territorio possa continuare a dialogare con spettatori provenienti da contesti molto diversi. E proprio in una città cosmopolita come Londra, dove convivono identità e tradizioni provenienti da ogni parte del mondo, questo dialogo assume un valore ancora più significativo.

Quando il cinema diventa un ponte tra Bari e Londra

La presenza di Bell’Epokèr all’interno del Puglian Italian Fest racconta qualcosa di importante non soltanto sul film, ma anche sulla comunità che lo accoglie. Negli ultimi anni Londra è diventata una delle principali città europee per numero di italiani residenti, e tra questi la presenza pugliese continua a essere particolarmente significativa. Festival come quello organizzato da Pugliesi nel Mondo UK svolgono quindi una funzione che va ben oltre il semplice intrattenimento. Diventano occasioni di incontro, di riconoscimento reciproco e di valorizzazione di un patrimonio culturale che rischierebbe altrimenti di restare confinato entro i confini regionali.

Il cinema possiede una capacità unica di costruire questi collegamenti. Attraverso un film, chi vive all’estero può ritrovare luoghi, linguaggi, atmosfere e riferimenti culturali che appartengono alla propria storia personale. Allo stesso tempo, chi non conosce la Puglia può avvicinarsi a una realtà diversa da quella raccontata dalle campagne turistiche o dagli stereotipi mediatici. In questo senso Bell’Epokèr svolge una duplice funzione: conserva una memoria culturale e la rende accessibile a un pubblico internazionale.

Anche la scelta di ospitare l’evento al Garden Cinema contribuisce a questa dimensione di dialogo. Londra offre centinaia di sale cinematografiche, ma pochi luoghi possiedono la vocazione culturale di questo cinema indipendente. La sua programmazione privilegia opere che stimolano la riflessione e favoriscono il confronto tra culture differenti. Inserire Bell’Epokèr in questo contesto significa presentare il cinema pugliese non come curiosità folkloristica, ma come parte integrante del panorama cinematografico internazionale.

La partecipazione di ospiti come Daniele Trevisi e Pinuccio rafforza ulteriormente il carattere comunitario dell’iniziativa. Il pubblico non si limita a guardare un film. Ha l’opportunità di dialogare con chi ha contribuito alla sua realizzazione e con figure che rappresentano, ciascuna a modo proprio, la cultura contemporanea pugliese. Questo trasforma la proiezione in un evento vivo, capace di creare relazioni e stimolare nuove conversazioni.

Per Londra Da Vivere, appuntamenti come questo rappresentano perfettamente il significato di una città globale. Londra non è soltanto il luogo in cui si incontrano culture provenienti da ogni parte del mondo. È anche il luogo in cui queste culture continuano a reinventarsi, a dialogare tra loro e a trovare nuovi pubblici. Il viaggio di Bell’Epokèr dal Teatro Petruzzelli al Garden Cinema racconta proprio questo processo. Una storia nata a Bari attraversa il tempo e lo spazio, arriva nella capitale britannica e continua a generare emozioni, riflessioni e senso di appartenenza.

In un’epoca dominata dalle piattaforme digitali e dalla fruizione individuale dei contenuti, eventi come questo ricordano anche il valore dell’esperienza collettiva. Sedersi in una sala cinematografica insieme ad altri spettatori, condividere risate, ricordi e discussioni, significa restituire al cinema la sua dimensione originaria di luogo d’incontro. È forse questa la lezione più importante che Bell’Epokèr porta con sé a Londra: le storie diventano davvero vive quando vengono condivise.

Le domande più frequenti su Bell’Epokèr e CinemaItaliaUK

Quando si svolge la proiezione di Bell’Epokèr a Londra?

La proiezione è in programma domenica 7 giugno 2026 alle ore 16:30 presso The Garden Cinema, nel centro di Londra.

Dove si trova The Garden Cinema?

L’indirizzo è 39-41 Parker Street, London WC2B 5PQ, a pochi minuti a piedi da Covent Garden e Holborn.

Chi è il regista di Bell’Epokèr?

Il film è diretto da Nico Cirasola, considerato uno dei pionieri del cinema pugliese contemporaneo e autore di numerose opere legate alla cultura del Mezzogiorno.

Di cosa parla Bell’Epokèr?

La pellicola racconta la Bari della Belle Époque attraverso una galleria di personaggi che gravitano attorno al Teatro Petruzzelli, tra gioco, spettacolo, ambizioni sociali e trasformazioni culturali.

Perché il Teatro Petruzzelli è così importante nel film?

Perché rappresenta il simbolo culturale della Bari del primo Novecento e diventa il fulcro narrativo attorno al quale si sviluppano le vicende dei protagonisti.

Chi parteciperà all’evento londinese?

Oltre alla proiezione è previsto un incontro con l’art director Daniele Trevisi. Sarà inoltre presente Alessio Giannone, noto al pubblico come Pinuccio.

Cos’è il Puglian Italian Fest?

È un festival culturale organizzato da Pugliesi nel Mondo UK che porta a Londra eventi dedicati alla cultura pugliese, tra cinema, musica, gastronomia e incontri con ospiti provenienti dall’Italia.

È necessario essere pugliesi per apprezzare il film?

Assolutamente no.

Pur essendo profondamente radicato nella cultura pugliese, Bell’Epokèr affronta temi universali come l’identità, la memoria, il desiderio di riscatto sociale e il fascino del mondo dello spettacolo.

Le immagini utilizzate sono su Common free license o tutelate da copyright. È vietata la ripubblicazione, duplicazione e download senza il consenso dell’autore.

 

The post Dal Petruzzelli a Londra: il viaggio di Bell’Epokèr first appeared on Londra Da Vivere : il più grande portale degli italiani a Londra.

Qual è la tua reazione?

Mi piace Mi piace 0
Antipatico Antipatico 0
Lo amo Lo amo 0
Comico Comico 0
Wow Wow 0
Triste Triste 0
Furioso Furioso 0
Redazione

Redazione Eventi e News

Commenti (0)

User