Ddl caregiver, confronto tra Aila e i parlamentari: “Serve più coraggio nelle riforme”

Il dibattito parlamentare sul disegno di legge dedicato ai caregiver familiari si accende grazie al contributo diretto di chi opera quotidianamente sul campo. Nella giornata di ieri, 6 maggio 2026, la presidente di Aila Ada Orsatti e la responsabile dei rapporti con le istituzioni Jenny Santi hanno preso parte a un confronto in videoconferenza con diversi componenti della commissione Affari Sociali della Camera. Al centro della discussione le criticità e le proposte di miglioramento riguardanti l’attuale testo normativo, in un dialogo che ha toccato punte di confronto serrato ma sempre orientato alla ricerca di soluzioni concrete per milioni di cittadini.
Il confronto con la Commissione
Durante la call, Ada Orsatti ha illustrato i punti del disegno di legge che, secondo l’associazione, non rispondono adeguatamente alle necessità dei caregiver familiari. Nonostante un iniziale scetticismo da parte dei parlamentari, legato principalmente alla scarsità delle risorse economiche attualmente disponibili, i rappresentanti delle istituzioni hanno assicurato che le proposte di miglioramento avanzate da Aila verranno esaminate con attenzione nelle sedi opportune prima della discussione definitiva in aula.
Il valore del caregiver in Italia
Uno dei temi centrali del colloquio è stato l’impatto sociale ed economico di questa figura nel panorama nazionale. Si stima infatti che in Italia siano tra i tre e i quattro milioni le persone che assistono un familiare, spesso sacrificando la propria carriera e la vita privata. «I caregiver familiari – sottolinea l’associazione Aila – fanno risparmiare al welfare statale somme ingenti, nell’ordine di sei o sette miliardi di euro all’anno, svolgendo una funzione sociale, affettiva e di civiltà che risulta fondamentale per la tenuta del sistema».
Le proposte di miglioramento al DDL
La presidente Orsatti ha presentato una memoria dettagliata, frutto di un lungo lavoro di analisi, per evidenziare le lacune dell’attuale proposta governativa. L’obiettivo dell’associazione è ottenere il riconoscimento di tutele reali che vadano oltre le dichiarazioni di principio. Resta tuttavia un velo di sconcerto per quella che viene percepita come una scarsa attenzione da parte dell’esecutivo verso un tema che tocca così tante famiglie, lasciando spesso i singoli cittadini a farsi carico di compiti che meriterebbero un sostegno pubblico più strutturato.
Le aspettative per la discussione parlamentare
Ada Orsatti e Jenny Santi confidano ora che i punti sintetizzati nella loro memoria tecnica possano trovare spazio all’interno del ddl. La speranza è che il confronto di ieri non resti un episodio isolato di ascolto, ma si trasformi in modifiche legislative capaci di dare dignità a chi dedica la propria vita all’assistenza. «Confidiamo – hanno ribadito Ada Orsatti, presidente e Jenny Santi, responsabile rapporti istituzioni – che le proposte vengano analizzate dettagliatamente e che almeno qualche punto venga approvato e inserito nel testo finale».
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