Il Comitato Varesino per la Palestina: “Basta presidi a orario, ora serve la mobilitazione ad oltranza”

Il Comitato Varesino per la Palestina cambia strategia di protesta. Dopo i numerosi presidi organizzati negli ultimi mesi, il gruppo annuncia una svolta: non più manifestazioni concentrate in fasce orarie, ma una forma di opposizione continuativa al sistema.
“Smettiamo di collaborare ed essere complici di un sistema marcio in tutti i modi e a tutti i livelli”, si legge nel documento diffuso dal comitato, che critica apertamente quella che definisce “la paradossale mancanza di reazione delle istituzioni davanti a tutto quello che sta accadendo” e punta il dito contro “grandi eventi di protesta gestiti da chi tiene i piedi in due scarpe”, considerati solo “un modo di normalizzare il dissenso”.
La proposta è radicale: “Mobilitiamoci davvero, ad oltranza. Non dalle 18:00 alle 19:30. Non su appuntamento dopo il lavoro, lo studio, il padel. Non nel fine settimana. Non per due ore e poi ce ne torniamo a casa”. Il comitato invita a “ridurre i consumi, fare scelte di acquisto etiche ed essenziali” e a “chiamare le cose con il loro nome: amici gli amici, fascisti i fascisti, partigiani i partigiani, terroristi i terroristi, Resistenza la Resistenza”.
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