DDR5, i prezzi non si normalizzeranno prima del 2028 secondo AMD
Siamo ormai dentro alla crisi dei chip di memoria causata dalla corsa all’intelligenza artificiale da quasi un anno, e se qualcuno sperava in qualche fortunato colpo di scena che migliorasse le prospettive di una risoluzione entro il 2028, beh, può allegramente (si fa per dire) chiudere questo articolo. Secondo David McAfee, vicepresidente e responsabile del business Client Channel di AMD, il mercato delle RAM di nuova generazione non tornerà a condizioni più equilibrate prima di circa due anni.
L’avvento dell’intelligenza artificiale arriva da lontano, quando noi la chiamavamo ancora “solo” machine learning o reti neurali, ma negli ultimi due anni le cose hanno cominciato a prendere davvero velocità. La domanda di memoria ad alte prestazioni è cresciuta rapidamente, spinta soprattutto dall’espansione delle applicazioni legate all’intelligenza artificiale. Data center, infrastrutture AI e sistemi dedicati all’elaborazione avanzata stanno assorbendo quantità sempre maggiori di chip di memoria, mettendo sotto pressione l’intero settore dell’informatica.
Per rispondere a questa richiesta, i principali produttori stanno investendo nell’espansione degli impianti e aumentando la capacità produttiva dedicata alla DDR5. Tuttavia, la transizione ha avuto un effetto collaterale forse imprevisto: gran parte della capacità produttiva è stata spostata dalle DDR4 verso le DDR5, riducendo progressivamente la disponibilità delle memorie della generazione precedente, che sulla carta avrebbero dovuto essere più economiche. Se da un lato la DDR5 continua a registrare costi particolarmente elevati a causa della forte domanda, dall’altro la scarsità tiene alti i prezzi anche della DDR4.
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