Delirio social di Ilaria Salis su Roggero e chi lo difende: “Giustizia da fascisti perché italiano, bianco e di classe media”

Non si smentisce mai Ilaria Salis, a cui comunque va riconosciuta una granitica coerenza veementemente ideologica delle sue posizioni e dichiarazioni. Peccato che affondino le radici sempre dalla parte sbagliata della barricata (almeno a nostro giudizio). Eh sì, perché specialmente se c’è da salire in cattedra e impartire lezioni di moralismo spicciolo, l’europarlamentare di Avs non manca di intervenire via social. E non manca di presenziare online, naturalmente, sul drammatico caso del gioielliere settantaduenne Mario Roggero – condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di carcere per aver ucciso due rapinatori che avevano minacciato la sua famiglia – e riesce nell’impresa di trasformare una tragedia umana in un manifesto di delirante propaganda ideologica.
Delirio Salis, il caso del gioielliere Roggero catapultato nella bolgia della lotta di classe
Per l’eurodeputata di Avs il problema non è l’iniquità di una pena draconiana inflitta a un anziano commerciante aggredito. No, per la Salis è una paradossale questione di razza e di censo. Roggero sarebbe colpevole di essere un «uomo italiano, bianco e di classe media», beneficiario di un presunto «doppio standard» della destra che difenderebbe gli amici a fronte di “punizioni” indirizzate a «nemici stranieri o marginalizzati».
Il delirio ideologico di Ilaria Salis sul caso Roggero
Scrive infatti l’ex maestra salita agli onori del pulpito parlamentare europeo e dopo aver beneficiato dell’investitura politica di Avs per saldare il conto con la giustizia ungherese: «Quando si tratta di persone straniere, razzializzate o semplicemente povere e marginalizzate, ma anche di attivisti o dissidenti, l’estrema destra invoca il carcere duro e chiede di buttare via la chiave senza neanche attendere il giudizio finale. Quando invece si tratta di un uomo italiano, bianco e di classe media, come ad esempio Mario Roggero, l’orefice condannato in via definitiva per aver ucciso due persone dopo aver subito una rapina, gli stessi gridano allo scandalo e parlano di ingiustizia».
Salis su Roggero e la teoria azzardata del doppio standard
E ancora. «Io non auguro mai il carcere a nessuno – prosegue Salis –. E sinceramente, vorrei che anche il sig. Roggero potesse prendere consapevolezza dell’inaudita gravità del crimine compiuto e intraprendere un percorso di riabilitazione e reinserimento invece di essere lasciato a marcire in galera fino alla fine dei suoi giorni. Ma questi doppi standard, e il modo in cui se ne sta parlando in questi giorni, sono indecenti e pericolosi».
Ossia, tra un colpo assestato al cerchio della giustizia e una bordata alla botte dell’attacco al governo, nel centro del mirino finisce il gioielliere che ha appena fatto il suo ingresso nel carcere di Bollate, ci proietta in un totale capovolgimento della realtà. Ridurre la disperazione di un lavoratore onesto, aggredito con le armi nel proprio negozio, a una bizzarra dinamica di scontro di classe o di “giustizia di parte” («la tipica giustizia dei fascisti», scrive la Salis nel suo post) sembra quanto meno estremo…
La verità è che il popolo italiano avverte comunque questa sentenza come una profonda ingiustizia. Pertanto, chiedere di tutelare chi si difende non è un cliché da “doppio standard”. È semplice buonsenso. Ma per chi è abituato a non pagare i propri conti, forse la realtà dei cittadini onesti resta un pianeta sconosciuto…
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