Delitto di Garlasco, Anm: “No a show e spettacolarizzazioni”
L’Associazione nazionale magistrati si è espressa sul delitto di Garlasco, sui recenti sviluppi dell’inchiesta e sul modo in cui spesso il caso viene trattato dai media. “Sulla questione di Garlasco e sul processo mediatico in generale penso che bisogna fare una riflessione molto matura”. “La prima vittima del processo mediatico è il principio di non colpevolezza, con l’indagato che diventa un presunto colpevole in attesa di giudizio. I cittadini hanno diritto di essere informati, ma bisogna rifuggire dallo ‘show’, perché il processo è una cosa molto seria, nella quale si misurano e si consumano diritti e sofferenze”, ha detto il segretario dell’Anm Rocco Maruotti, a margine dell’Assemblea generale straordinaria dell’Associazione.
Sul punto il presidente Giuseppe Tango ha affermato: “L’Associazione nazionale magistrati non è un quarto grado di giudizio e non esprimerà mai valutazione sul singolo caso concreto e nel merito della vicenda, per il grande rispetto che si deve al lavoro di tutti coloro che se ne occupano, e per i familiari delle vittime”. Quanto alla “spettacolarizzazione del processo dovremmo chiederci tutti se è un bene per qualcuno e se soprattutto tutela davvero coloro che sono coinvolti nella vicenda, a cominciare dalle vittime”.
Anm: “Riforma delle impugnazioni? Pronti a contributo”
“Se Nordio, o il legislatore, o il governo, vorranno affrontare il tema dell’impugnazione o meno delle sentenze, e avremo un testo davanti, come sempre saremo pronti a dare il nostro contributo tecnico“, ha aggiunto il presidente Tango parlando con i giornalisti. Il riferimento è alle dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio che considera sbagliata la disciplina che ha permesso la condanna di Alberto Stasi, arrivata dopo due assoluzioni in primo e secondo grado.
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