Delitto di Garlasco, la procura di Pavia chiude le indagini su Sempio: “Chiara Poggi uccisa con crudeltà e per odio”
Era una mossa attesa e scontata. Dopo l’interrogatorio fiume di mercoledì a Pavia, dove aveva scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, Andrea Sempio ha ricevuto oggi l’atto di notifica di chiusura delle indagini da parte della Procura guidata da Fabio Napoleone, uno degli ultimi passaggi che precede la richiesta di rinvio a giudizio del 38enne indagato nell’inchiesta-bis sull’omicidio di Chiara Poggi. Spetterà poi al Gup decidere se ci sono elementi sufficienti per mandare Sempio a processo. È lui, per gli inquirenti, l’unico colpevole dell’omicidio avvenuto la mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco.
Non solo. In contemporanea il procuratore capo di Pavia ha reso noto che “provvederà” a inoltrare alla Procuratrice generale di Milano Francesca Nanni “l’atto contestato” al 38enne nel corso dell’interrogatorio di ieri per valutare un’istanza di revisione della condanna per Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara condannato in via definita a 16 anni di reclusione.
Per la Procura di Pavia l’omicidio sarebbe stato dettato dal fatto che Chiara Poggi avesse rifiutato le avance sessuali di Sempio, amico del fratello Marco. Recatosi a casa Poggi, dove Chiara era da sola mentre i familiari erano in vacanza, Sempio secondo la ricostruzione degli inquirenti avrebbe avuto una colluttazione per poi “colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente (dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra), facendola cadere a terra”. Poi “la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina” e, dopo che la 26enne “provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi” sempre alla testa “facendole perdere i sensi”. A seguito di ciò “spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi” ancora alla nuca, “cagionando” a Chiara Poggi “lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”. Accuse con aggravanti, ovvero quello di “aver agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto. Con l’aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”.
“L’avviso è conferma a quella che era l’imputazione nell’invito a comparire per ieri. Quanto alla portata della accusa, non c’è nessuna novità”, è stato il commento dell’avvocato Liborio Cataliotti, che con Angela Taccia difende Sempio.
A “carico” dell’indagato ci sono poi delle intercettazioni, frasi svelata dai pm ieri durante la deposizione di Marco Poggi, anche lui ascoltato per una nuova deposizione. Sempio parlando da solo in auto il 14 aprile del 2025, un mese dopo aver saputo delle nuove indagini a suo carico, avrebbe detto di aver visto i video intimi di Chiara e Alberto Stasi sul pc della famiglia Poggi, di aver chiamato Chiara prima del delitto e di aver tentato un approccio. Lei gli avrebbe detto: “Non ci voglio parlare con te”, poi avrebbe attaccato il telefono.
L’intercettazione, secondo la Procura, sconfessa Sempio in merito alle telefonate a casa Poggi. Già nel 2007 l’uomo aveva dichiarato di aver telefonato al fratello Marco, suo amico, in quei giorni in vacanza coi genitori. Per gli inquirenti, invece, le telefonate erano dirette a Chiara, che lo avrebbe respinto, con tanto di cornetta buttata giù. Per la difesa di Sempio questa ricostruzione non reggerebbe: il soliloquio del 38enne era un semplice riferimento ad elementi ascoltati su un podcast, commentato da Sempio con riflessioni estemporanee.
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