Digitale, il mercato vale 84 miliardi. L’AI cresce del 47%. Dal Checco: “Ora un piano industriale”

01 Luglio 2026 - 16:01
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Digitale, il mercato vale 84 miliardi. L’AI cresce del 47%. Dal Checco: “Ora un piano industriale”

I DATI ANITEC ASSINFORM

Digitale, il mercato vale 84 miliardi. L’AI cresce del 47%. Dal Checco: “Ora un piano industriale”



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Il mercato italiano del Digitale vale 84,4 miliardi di euro, in crescita del 3,4%. I servizi ICT – AI e cybersecurity in testa – i comparti più dinamici. L’ecosistema ICT conta oltre 132mila imprese e 638mila addetti. I dati del Rapporto “Il Digitale in Italia 2026” di Anitec-Assinform.

Pubblicato il 1 lug 2026



Camera_Presentazione Rapporto Anitec-Assinform Il Digitale in Italia 2026

Il mercato digitale italiano ha chiuso il 2025 a 84,4 miliardi di euro, in crescita del 3,4% rispetto all’anno precedente e a un ritmo superiore a quello del PIL nazionale. È il dato principale che emerge dalla lettura del Rapporto “Il Digitale in Italia 2026”, giunto quest’anno alla 57esima edizione, presentato da Anitec-Assinform, l’associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende del digitale, alla Camera dei Deputati. Il documento, realizzato in collaborazione con NetConsulting cube, descrive un ecosistema chiamato a gestire, nel prossimo triennio, il passaggio dalla spinta del PNRR, ormai in fase di chiusura, a un modello di crescita autonomo, capace di trasformare gli investimenti tecnologici in valore diffuso sul territorio.

Nel complesso l’ecosistema ICT italiano conta 132.832 imprese e 638.150 addetti; nel primo semestre 2026 le startup e le PMI innovative del comparto sono 10.754, con oltre 52mila addetti.

Crescono i servizi ICT

Lo sviluppo più significativo ha riguardato i Servizi ICT, che raggiungono i 18,8 miliardi di euro con un incremento dell’8,1%, sospinti dalla diffusione di soluzioni di intelligenza artificiale, cybersecurity e cloud.

Il comparto Software e Soluzioni ICT si attesta a 9,8 miliardi (+4,1%), mentre Contenuti e Pubblicità Digitale arriva a 16,9 miliardi (+4,8%).

Resta positivo anche il comparto Dispositivi e Sistemi, che fa segnare 20,6 miliardi (+1,8%).

I Servizi di Rete TLC calano dello 0,7% a 18,3 miliardi, sotto la pressione della concorrenza sulle tariffe.

AI e Cyber Security le principali leve di crescita

All’interno del mercato digitale, la spesa per le tecnologie di intelligenza artificiale raggiunge 1,38 miliardi di euro, con un incremento del 47,6% in un solo anno: il tasso di crescita più elevato tra tutte le tecnologie monitorate dal Rapporto.

Il comparto Big Data & Analytics vale 2,1 miliardi (+10,4%), mentre l’Internet of Things sale a 5,1 miliardi (+7%).

Cresce anche la spesa per la cybersicurezza, che raggiunge 2,24 miliardi di euro (+12%), sospinta dall’aumento degli attacchi informatici e dall’uso dell’intelligenza artificiale da parte dei cybercriminali.

Il digitale coinvolge trasversalmente tutti i principali settori economici: banche e assicurazioni investono in IA, cloud e cybersicurezza, il manifatturiero accelera su robotica, Industrial IoT, automazione e digital twin, mentre utility ed energia integrano digitale e transizione energetica. Pubblica amministrazione e sanità restano sostenute dal PNRR, con progetti su cloud, interoperabilità, identità digitale, telemedicina e Fascicolo Sanitario Elettronico. Sul piano territoriale la spesa digitale resta concentrata nel Nord Ovest e nel Centro, mentre il Mezzogiorno dipende in misura maggiore dagli investimenti pubblici.

Dal Checco: “Serve un piano industriale per il digitale”

Per Massimo Dal Checco, presidente di Anitec-Assinform – l’associazione che riunisce oltre 700 aziende del settore digitale – questi numeri confermano che “la trasformazione digitale si conferma una leva strategica per migliorare efficienza, qualità dei servizi, capacità amministrativa e competitività del Paese”. Dal Checco osserva come i finanziamenti del PNRR, conclusi alla fine di giugno, siano stati “un ottimo trampolino per migliorare il nostro apparato tecnologico”, ma indica la necessità di un passo ulteriore: “l’Italia ha bisogno di un vero piano industriale per il digitale. Una visione di lungo periodo, costruita insieme, istituzioni e imprese”. Il presidente di Anitec-Assinform chiede inoltre che gli incentivi “sostengano in modo semplice e accessibile chi investe in tecnologie e competenze, riconoscendo il digitale per quello che è: una leva di competitività, non una spesa da contenere”.

Previsioni 2026-2029: verso un modello “digital first”

Il Rapporto stima per il triennio 2026-2029 una crescita media del mercato digitale italiano del 3,6% annuo, sostenuta dal passaggio verso un modello “digital first” fondato sull’integrazione di dati, intelligenza artificiale, sicurezza e cloud. All’interno di questo perimetro il segmento dei Digital Enabler e Digital Transformer, le tecnologie che abilitano la trasformazione digitale, cresce a un ritmo nettamente superiore al resto del comparto ICT: l’11,7% stimato al 2029 contro il 3-4% atteso per il settore nel suo complesso. Le previsioni di crescita più alte riguardano ancora intelligenza artificiale, cloud e cybersicurezza, mentre la blockchain, finora rimasta indietro, dovrebbe accelerare nel corso del 2026.

Oltre alle applicazioni generative già diffuse nella produzione di contenuti e nello sviluppo software, il Rapporto prevede la crescita di soluzioni agentiche capaci di coordinare processi in autonomia e di applicazioni dell’intelligenza artificiale in robot, droni, veicoli autonomi e sistemi industriali, insieme a un aumento degli investimenti in data center, server basati su GPU, analytics, edge computing e IoT. L’Italia rafforza in questo modo il proprio ruolo di hub europeo per data center e supercalcolo.

Le reazioni della politica: credito alle PMI e sicurezza nazionale

All’evento, che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti istituzionali, alcuni interventi hanno toccato temi di diretto interesse per le imprese.

Massimo Garavaglia, presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato, ha ricordato che gli strumenti di sostegno agli investimenti “già esistono, dai fondi nazionali e regionali fino agli incentivi fiscali”, ma ha indicato come nodo principale l’accesso al credito per le piccole e micro imprese, proponendo la creazione di “un fondo di garanzia, fondamentale per incentivare la transizione digitale, favorire lo sviluppo delle competenze e rafforzare la competitività del sistema produttivo”.

Sul fronte della sicurezza è intervenuto Ettore Rosato, segretario del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (COPASIR), secondo cui “ogni giorno un’azienda o un’istituzione italiana subisce un attacco da parte di uno Stato straniero”. Rosato ha chiesto che la sicurezza digitale diventi un obbligo per le imprese al pari della sicurezza sul lavoro, con gli amministratori delegati chiamati ad adottare “le necessarie misure legate alla cybersicurezza”.

Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, ha collegato il tema della sovranità digitale alla capacità industriale e alla protezione delle infrastrutture critiche, esprimendo un giudizio favorevole sul Digital Omnibus, il pacchetto europeo che punta a semplificare le regole sul digitale.

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