Dio dona misericordia
At 22, 23-30; Sal 56 (57); Gv 10, 31-42
Ma quando l’ebbero disteso per flagellarlo, Paolo disse al centurione che stava lì: «Avete il diritto di flagellare uno che è cittadino romano e non ancora giudicato?». Udito ciò, il centurione si recò dal comandante ad avvertirlo: «Che cosa stai per fare? Quell’uomo è un romano!».
Paolo non esita a usare tutti gli strumenti a sua disposizione per mettersi a servizio del vangelo: la sua cittadinanza romana, di fatto, non è rivendicata per ottenere privilegi personali, bensì per poter giungere sino a Roma a essere giudicato, così da poter fare arrivare la buona notizia di Gesù fino al centro dell’impero, lasciando che quella notizia sconvolga la vita di molti, come già accaduto a lui.
I cristiani non rimangono inerti rispetto a quanto accade nella storia, ma sanno vivere nella storia, nel rispetto di tutti, fino a mettersi in gioco in prima persona perché molti possano incontrare Gesù.
In quale modo questo può essere lo stile con cui affrontare il proprio tempo?
Preghiamo
Saldo è il mio cuore, o Dio,
saldo è il mio cuore.
Voglio cantare, voglio inneggiare:
svégliati, mio cuore,
svegliatevi, arpa e cetra,
voglio svegliare l’aurora.
dal Salmo 56 (57)
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