Diritti e inclusione delle persone con disabilità, parte da Genova il percorso nazionale del piano di azione triennale

Genova. Dopo due anni di lavoro dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e il completamento dell’iter istituzionale, prende il via da Genova il percorso nazionale di informazione e diffusione del Piano di Azione Triennale per la promozione dei diritti e l’inclusione delle persone con disabilità. Un percorso pensato per favorire la conoscenza nei territori e accompagnare l’attuazione attraverso il coinvolgimento di istituzioni, amministrazioni e organizzazioni rappresentative.
L’appuntamento genovese apre un ciclo di dieci incontri territoriali promossi nell’ambito del percorso nazionale di informazione e diffusione del Piano, con il coinvolgimento delle associazioni delle persone con disabilità, dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e delle Federazioni FISH e FAND. La tappa ligure è organizzata da AISM, con il patrocinio e l’ospitalità della Regione Liguria nella Sala di rappresentanza “Liguri nel Mondo”.
Presentato il 3 dicembre scorso e successivamente approvato al termine del previsto iter istituzionale, che ha visto il passaggio in Consiglio dei Ministri, la promulgazione da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la pubblicazione ufficiale, il Piano è frutto di un percorso partecipato sviluppato nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità, che ha coinvolto amministrazioni centrali, regioni, enti competenti, organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità ed esperti. Articolato in sette linee di intervento e sessantasei linee di azione, definisce obiettivi, responsabilità, strumenti di monitoraggio e indicatori utili a verificarne nel tempo l’attuazione e i risultati.
Il documento affronta in maniera integrata temi quali accessibilità universale, salute e benessere, inclusione lavorativa, istruzione e formazione, progetto di vita, sicurezza inclusiva e sistemi di monitoraggio, secondo una logica che supera la frammentazione degli interventi e promuove una visione coordinata delle politiche per la disabilità.
A vent’anni dall’entrata in vigore della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, il Piano costituisce uno degli strumenti attraverso cui l’Italia intende rafforzare l’attuazione dei principi di inclusione, partecipazione e pari opportunità, in continuità con il percorso avviato dalla riforma della disabilità e con gli impegni assunti a livello nazionale e internazionale.
“Il Piano di Azione Triennale è il risultato di un grande lavoro condiviso che ha coinvolto istituzioni, amministrazioni, associazioni e organizzazioni rappresentative delle persone con disabilità. Oggi si apre la fase più importante: quella della sua diffusione e attuazione. Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti per trasformare le azioni previste in cambiamenti concreti nella vita delle persone. Dobbiamo continuare a lavorare insieme per affermare una visione della disabilità fondata sulla valorizzazione delle capacità, dei talenti e del contributo che ogni persona può offrire alla comunità”, dichiara il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli.
“Il Piano di azione triennale non è un documento destinato a restare sulla carta, ma uno strumento operativo per costruire una nuova visione della disabilità, non come un’emergenza da gestire, ma come una parte integrante delle nostre comunità, – afferma Massimo Nicolò, assessore alla Sanità, Politiche sociosanitarie e Terzo Settore della Regione Liguria -. La sfida è superare una concezione limitata alla sola cura sanitaria, puntando su una presa in carico globale della persona sul territorio. Accessibilità, inclusione lavorativa, autonomia abitativa e lavorativa sono diritti fondamentali che definiscono la dignità dei cittadini. Il cuore del Piano è il Progetto di Vita individuale – conclude Nicolò- un approccio innovativo che integra sanità, sociale e territorio in un percorso personalizzato, cucito addosso alle aspirazioni e alle necessità della singola persona”
A margine dell’incontro, Cristina Lodi, assessore al Welfare, Servizi sociali, Famiglie, Terza età e Disabilità del Comune di Genova, ha sottolineato il valore del progetto di vita come diritto da garantire con strumenti e risorse adeguate: «Sostenere un progetto di vita significa riconoscere che esso deve diventare un livello essenziale delle prestazioni, garantito con risorse stabili, affinché possa accompagnare la persona per tutta la vita. Genova, insieme alla Regione Liguria, è stata scelta come area sperimentale e siamo molto soddisfatti del lavoro svolto fino a oggi. Avevamo già uno strumento consolidato grazie al lavoro delle équipe multidisciplinari e all’integrazione tra sociale, socio-sanitario e sanitario. Ora sarà necessario mettere in campo anche nuove risorse affinché questi progetti possano trovare piena attuazione». L’assessore ha inoltre evidenziato il valore della collaborazione con la Consulta comunale permanente delle persone con disabilità e con il mondo associativo, sottolineando la necessità di rafforzare le reti già esistenti tra Comune, Regione e servizi territoriali.
“La sfida più importante che il Piano pone non riguarda la singola azione o il singolo intervento, ma la capacità di leggere la disabilità come una responsabilità condivisa tra politiche e istituzioni diverse. Per questo il Piano è stato costruito come un sistema integrato, nel quale temi come il progetto di vita, l’istruzione, il lavoro, la salute e la partecipazione dialogano tra loro e si rafforzano reciprocamente. La fase che si apre oggi è quella della concreta attuazione di questo approccio nei territori”, dichiara Serafino Corti, Coordinatore Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e Direttore del Dipartimento delle Disabilità della Fondazione Istituto Ospedaliero di Sospiro ONLUS
“Dopo due anni di intenso lavoro all’interno dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità e il superamento dell’intero iter istituzionale, il Piano di Azione Triennale si prepara a diventare realtà su tutto il territorio nazionale. Non si tratta semplicemente di far conoscere un documento, ma di esigerne e guidarne l’attuazione concreta sui territori: lì dove le persone vivono, studiano e lavorano. Il ciclo di dieci incontri che inauguriamo a Genova, grazie all’impegno organizzativo di AISM, nasce esattamente con questo scopo: tessere una rete solida e operativa tra istituzioni, amministrazioni locali e mondo associativo”, afferma Vincenzo Falabella, presidente della FISH.
“AISM ha contribuito alla costruzione di questo Piano come uno degli undici membri di diritto dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e oggi si assume la responsabilità di accompagnarne la diffusione e l’attuazione nei territori. Nell’Agenda della SM e patologie correlate 2030 il Piano di Azione Triennale rappresenta una delle leve fondamentali per promuovere diritti, inclusione e partecipazione. Continueremo a mettere a disposizione di istituzioni, federazioni e territori competenze, esperienze e capacità progettuali per accompagnare percorsi di cambiamento capaci di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie.” dichiara Mario Alberto Battaglia, Presidente della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM), Direttore Generale AISM e Vicepresidente FISH.
Dopo la tappa inaugurale di Genova, il percorso proseguirà nei prossimi mesi in Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Marche, Lazio, Emilia-Romagna, Sardegna, Campania, Puglia e Sicilia, coinvolgendo istituzioni, organizzazioni rappresentative e realtà territoriali impegnate sui temi della disabilità.
Qual è la tua reazione?
Mi piace
0
Antipatico
0
Lo amo
0
Comico
0
Wow
0
Triste
0
Furioso
0
Commenti (0)