Dispersione scolastica ai minimi storici: il segreto è nel modello duale?

Aprile 25, 2026 - 23:00
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Dispersione scolastica ai minimi storici: il segreto è nel modello duale?

lentepubblica.it

Nel panorama dell’istruzione italiana si consolida un segnale che fino a pochi anni fa appariva tutt’altro che scontato: la riduzione della dispersione scolastica.


I dati più recenti evidenziano un miglioramento significativo, con un traguardo europeo raggiunto con largo anticipo. A incidere in maniera decisiva su questo risultato è stato lo sviluppo dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) in modalità duale, una formula che integra apprendimento teorico ed esperienza pratica.

Un obiettivo europeo centrato con anni di anticipo

Secondo le ultime rilevazioni dell’ISTAT, nel 2025 il tasso di abbandono scolastico precoce in Italia si è attestato all’8,2%. Si tratta di un dato particolarmente rilevante se si considera che l’Unione Europea aveva fissato per il 2030 l’obiettivo del 9%. In altre parole, il sistema Paese ha anticipato di cinque anni il raggiungimento del target.

Il miglioramento non riguarda solo le aree tradizionalmente più performanti del Nord, ma coinvolge anche il Mezzogiorno, dove il tasso si è ridotto fino all’8,4%. Un risultato che segna una discontinuità rispetto al passato, caratterizzato da forti squilibri territoriali.

Il ruolo strategico del sistema duale

Alla base di questo progresso si colloca un cambiamento strutturale nel modo di concepire la formazione. Il modello duale, applicato ai percorsi IeFP, rappresenta un sistema ibrido che combina lezioni in aula e formazione sul campo, spesso direttamente in azienda. Questo approccio si dimostra particolarmente efficace per gli studenti che faticano nei percorsi scolastici tradizionali.

Gli investimenti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno contribuito in modo determinante a rafforzare questo modello, anche grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, in particolare nell’ambito della Missione 5 dedicata all’inclusione e alla coesione sociale.

I numeri confermano la portata dell’intervento: a livello nazionale, i percorsi duali hanno coinvolto circa 189 mila giovani, superando di oltre il doppio l’obiettivo iniziale fissato a 90 mila partecipanti. Un risultato che testimonia non solo la capacità di implementazione del sistema, ma anche la crescente attrattività di questo tipo di formazione.

Mezzogiorno protagonista del cambiamento

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il ruolo delle regioni meridionali, spesso considerate anello debole del sistema educativo. In questo caso, invece, il Sud si è distinto per una performance superiore alle aspettative, raggiungendo il 250% dei target programmati.

Tra i casi più emblematici emerge la Campania, dove il numero di iscritti ai percorsi duali è cresciuto in maniera esponenziale. In pochi anni si è passati da meno di mille partecipanti a oltre quattromila, con un incremento superiore al 500%. Parallelamente, anche gli esiti formativi hanno registrato un miglioramento sensibile: la percentuale di studenti che completano con successo il percorso è salita dal 42% al 75%.

Non meno significativo è il contributo della Sicilia, che si colloca tra le regioni più attive a livello nazionale. Con oltre 24 mila percorsi duali conclusi positivamente, l’isola si posiziona subito dopo Lombardia e Veneto, contribuendo in modo sostanziale alla riduzione del divario territoriale.

Un modello inclusivo e orientato alle competenze

Alla base dell’efficacia dei percorsi IeFP in modalità duale c’è un’impostazione profondamente diversa rispetto ai modelli scolastici tradizionali. Il sistema punta su un apprendimento personalizzato, che tiene conto delle inclinazioni individuali e valorizza le competenze pratiche.

Come sottolineato dalla ministra del Lavoro, Marina Calderone, si tratta di un modello capace di rimettere al centro i giovani, offrendo opportunità concrete soprattutto a chi ha già sperimentato difficoltà nel percorso scolastico. L’approccio esperienziale consente infatti di recuperare motivazione e fiducia, elementi fondamentali per contrastare l’abbandono.

Le risorse del PNRR e l’effetto leva sugli investimenti

Nel triennio compreso tra il 2022 e il 2025, il rafforzamento del sistema duale è stato sostenuto da un finanziamento complessivo di circa 600 milioni di euro provenienti dal PNRR. Queste risorse hanno permesso di ampliare l’offerta formativa, migliorare le infrastrutture e consolidare le collaborazioni con il tessuto produttivo.

L’investimento si inserisce in una strategia più ampia che mira non solo a ridurre la dispersione scolastica, ma anche a contrastare fenomeni come la disoccupazione giovanile e la fuga di talenti, particolarmente diffusi nelle aree più fragili del Paese.

Verso un consolidamento strutturale del sistema

I risultati raggiunti rappresentano un punto di partenza per una fase successiva, orientata al consolidamento del modello. A partire dal 2025, il Governo ha previsto un incremento progressivo delle risorse nazionali destinate alla IeFP, con uno stanziamento che a regime supererà i 500 milioni di euro annui.

Si tratta di un raddoppio rispetto ai livelli precedenti, che segna uno degli investimenti più rilevanti degli ultimi venticinque anni nel settore della formazione professionale. L’obiettivo è quello di rendere strutturale il sistema duale, trasformandolo in uno dei pilastri dell’istruzione italiana.

Un cambio di paradigma nella formazione

L’evoluzione dei percorsi IeFP in modalità duale riflette un cambiamento più ampio nel rapporto tra istruzione e lavoro. Non si tratta più di due ambiti separati, ma di dimensioni sempre più integrate, capaci di dialogare in modo continuo.

Questo nuovo paradigma risponde alle esigenze di un mercato del lavoro in rapida trasformazione, dove le competenze pratiche e trasversali assumono un ruolo centrale. Allo stesso tempo, contribuisce a ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, uno dei nodi storici del sistema italiano.

Prospettive future e impatti sul sistema Paese

Guardando al futuro, il rafforzamento del modello duale potrebbe avere effetti significativi non solo sul piano educativo, ma anche su quello economico e sociale. Una riduzione stabile della dispersione scolastica implica infatti una maggiore inclusione, un aumento dell’occupabilità e, in prospettiva, una crescita più equilibrata.

Il percorso avviato sembra indicare una direzione chiara: investire sui giovani, sulle competenze e sull’innovazione dei modelli formativi. Una strategia che, se mantenuta nel tempo, potrebbe contribuire a colmare divari storici e a rendere il sistema educativo italiano più efficiente e inclusivo.

L’approfondimento curato dal Ministero

Qui il documento completo.

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