DMA: Parlamento UE chiede applicazione più rigorosa

Maggio 2, 2026 - 19:00
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DMA: Parlamento UE chiede applicazione più rigorosa

Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione non vincolante per chiedere alla Commissione un’applicazione più rigorosa del Digital Markets Act (DMA). I deputati sollecitano una conclusione rapida delle indagini e l’imposizione di sanzioni maggiori, senza il condizionamento di paesi terzi. Viene anche suggerito un monitoraggio approfondito sui sistemi operativi per smart TV.

Applicazione del DMA più efficace e rigorosa

Senza fare nomi, il Parlamento europeo ha evidenziato le continue pressioni politiche di paesi terzi per indebolire il DMA, sottolineando che queste interferenze non devono compromettere la sovranità e l’autonomia dell’UE nell’applicazione delle proprie norme. La Commissione dovrebbe utilizzare pienamente gli strumenti previsti (indagini, procedimenti per non conformità e sanzioni) per impedire ai gatekeeper di aggirare la legge.

Il riferimento è ovviamente agli Stati Uniti. L’amministrazione Trump (inclusi Presidente e Vice Presidente) ha criticato le leggi digitali europee, minacciando ritorsioni in diverse occasioni. I deputati sollecitano la conclusione delle indagini in corso e invitano la Commissione ad imporre sanzioni più efficaci e proporzionate. Quelle ricevute da Apple e Meta (500 e 200 milioni di euro, rispettivamente) sono state considerate troppo basse.

A fine aprile, la Commissione europea ha sottolineato i risultati positivi ottenuti con l’applicazione del DMA. Il Parlamento ha tuttavia evidenziato che i piccoli operatori continuano a subire pratiche discriminatorie e restrizioni dai gatekeeper che ostacolano l’innovazione e riducono la scelta per i consumatori.

I deputati hanno elencato alcuni comportamenti non conformi al DMA, tra cui l’auto-preferenza di Google, le schermate di consenso di TikTok basate su tecniche comportamentali, le modifiche delle impostazioni predefinite, l’ostacolo all’accesso ai servizi concorrenti da parte di Microsoft e l’uso continuato delle clausole di parità tariffaria vietate da parte di Booking.com.

Il Parlamento ha infine sottolineato l’accesso limitato ai servizi audiovisivi sulle smart TV, invitando la Commissione a monitorare questo segmento di mercato per evitare pratiche scorrette. A fine marzo, la Association of Commercial Television and Video on Demand Services in Europe ha chiesto di designare come gatekeeper i provider di sistemi operativi per smart TV e di assistenti virtuali.

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Redazione Eventi e News Redazione Eventi e News in Italia