Don Milani, vince la destra: inaugurata la statua con la frase che turba la sinistra. “Il comunismo è il male”

“Il comunismo è la mediazione e l’organizzazione politica di ogni male, al fine di consentire a una classe dirigente parassitaria e brutale la gestione di ogni forma di potere sulle spalle degli ultimi”. Così don Lorenzo Milani aveva scritto il 31 luglio 1966 ad Alessandro Mazzerelli, 83 anni, autore di diversi libri sul priore di Barbiana. Ma la sinistra, da quando era stata realizzata una statua in suo onore, aveva scatenato una dura polemica, mettendo in dubbio l’autenticità della frase.
Ma alla fine, a Vagli Sotto, in provincia di Lucca, la destra ha portato a termine la sua battaglia di verità e ieri è stata inaugurata la contestata scultura in marmo dedicata a don Lorenzo Milani (1923-1967), accompagnata dalla targa riportante la frase attribuita al priore di Barbiana.
Don Milani e la frase contestata dalla sinistra
Nonostante le richieste di rimozione o modifica avanzate dalla Fondazione don Lorenzo Milani e da altre realtà legate alla sua eredità culturale, il Comune ha confermato il testo originario della lapide. Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, il consigliere regionale di Forza Italia Jacopo Maria Ferri e Alessandro Mazzerelli, fondatore del Movimento Autonomista Toscano, che da anni sostiene di avere ascoltato personalmente da don Milani, il 31 luglio 1966, la frase riportata sulla targa. Assente, invece, il parroco del paese. Il sindaco di Vagli Sotto, Mario Puglia, ha spiegato che la decisione è stata assunta dopo un ulteriore confronto con Mazzerelli e condivisa dal Consiglio comunale, con il parere favorevole anche del gruppo di opposizione. “La scritta rimane al suo posto”, ha dichiarato il primo cittadino, confermando la volontà dell’amministrazione di non apportare modifiche.
Di segno opposto la posizione della Fondazione don Lorenzo Milani, come riferisce il “Corriere Fiorentino”. Il presidente Agostino Burberi ha annunciato il ricorso alle vie legali, sostenendo che la frase attribuita al sacerdote “non combacia per niente con il suo pensiero” e che don Milani “non si è mai schierato con quei toni con o contro un partito”. Secondo Burberi, attribuire al priore di Barbiana quelle parole significa alterarne profondamente il messaggio. Il presidente della Fondazione ha inoltre ricordato che nelle ultime settimane erano state inviate due lettere al sindaco per chiedere un ripensamento, senza ottenere risposta. In uno dei documenti, sottoscritto anche dall’Istituzione don Milani di Vicchio e dal Gruppo don Milani di Calenzano, si evidenzia come la frase riportata sulla lapide “non rappresenti il suo pensiero e i suoi insegnamenti“, anche qualora fosse realmente tratta da una corrispondenza privata. Dal canto suo, Mazzerelli ha ribadito la propria versione dei fatti, affermando che la citazione è autentica e sostenendo che la sua divulgazione rappresenti un chiarimento storico sulla figura di don Milani. Una ricostruzione che continua tuttavia a essere respinta dalla Fondazione, aprendo ora la strada a un possibile contenzioso giudiziario.
La storia anti-comunista del prete
Don Lorenzo Milani (1923-1967) è stato un sacerdote, educatore e scrittore italiano, tra le figure più influenti del cattolicesimo del Novecento. È noto soprattutto per La scuola di Barbiana, una piccola frazione del Mugello (Firenze), dove dal 1954 educò gratuitamente ragazzi provenienti da famiglie povere ed emarginate, promuovendo una scuola fondata sul merito, sull’impegno e sull’uguaglianza delle opportunità. Don Milani sosteneva una scuola aperta ai più deboli, la centralità dell’istruzione come strumento di emancipazione, la giustizia sociale ispirata al Vangelo, l’impegno dei cristiani contro le disuguaglianze.
Sul piano politico non sostenne mai il Partito Comunista e fu spesso critico anche verso la Democrazia Cristiana. Si definiva un sacerdote fedele alla Chiesa, pur entrando più volte in contrasto con alcune gerarchie ecclesiastiche. In alcune lettere e conversazioni espresse critiche al comunismo marxista.
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