È di Varese il più giovane donatore d’Italia. Oliver: “Non mi sento un eroe”

Ha appena 18 anni il più giovane donatore effettivo d’Italia del 2025. Nella Sala della Regina della Camera dei Deputati, a Roma, durante il convegno nazionale “Il Futuro del Dono: il ruolo di ADMO tra Scienza, Ricerca e Solidarietà”, promosso da ADMO e IBMDR, il Registro Donatori di Midollo Osseo.
Il protagonista è Oliver B., iscritto al Centro Donatori IBMDR di Varese attivo presso il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale di ASST Sette Laghi. Al momento della donazione il giovane aveva appena compiuto 18 anni, diventando così il più giovane donatore effettivo del Paese nel 2025.
Un riconoscimento alla cultura del dono
La premiazione vuole valorizzare il gesto di solidarietà compiuto dal giovane donatore e, più in generale, l’importanza della donazione di cellule staminali ematopoietiche, fondamentale per offrire nuove possibilità di cura ai pazienti affetti da gravi malattie del sangue.
«Sapere che un giovane reclutato durante uno dei nostri percorsi di sensibilizzazione sia diventato oggi il più giovane donatore effettivo d’Italia è motivo di grande orgoglio» – Giuseppe Saponara, presidente di Fondazione ADMO Lombardia ETS – «Questo conferma quanto sia fondamentale continuare a investire nella cultura del dono e nella responsabilità verso il prossimo».
“La prima chiamata è stata un po’ criptica”
«Ho preso questa decisione perché ho scoperto l’esistenza del registro tramite una presentazione fatta a scuola. Prima non conoscevo questo mondo e l’ho vista come una possibilità di fare del bene con uno sforzo minimo» racconta Oliver, il giovane donatore varesino premiato a Roma.
Il ragazzo spiega di essersi iscritto quasi senza aspettarsi di essere contattato: «Pensavo di non essere mai chiamato. Mi sono detto: “Dai, mi iscrivo, così posso dire di averlo fatto”. Invece poi è andata diversamente».
Anche il momento della chiamata è stato inizialmente inatteso: «La prima telefonata è stata un po’ criptica. Mi hanno detto di andare subito a fare un controllo. Lì mi hanno spiegato che c’era una possibile compatibilità e ho deciso di continuare tutto il percorso».
Oliver ricorda con serenità anche il giorno della donazione, avvenuta pochi mesi dopo il suo diciottesimo compleanno al San Raffaele di Milano: «È andata benissimo, mi hanno coccolato. Sono stato seguito in tutto e mi sono sentito davvero tranquillo».
Nonostante il riconoscimento ricevuto, il giovane rifiuta l’etichetta di eroe: «Non mi sento assolutamente un eroe, perché non ho fatto nulla di eroico. Ho fatto gesti semplicissimi: mi sono iscritto al registro e sono andato dove mi dicevano di andare. Sono contento di aver fatto del bene, questo sì».
Infine un messaggio rivolto ai coetanei: «Tipizzatevi ragazzi. Molte persone hanno paura semplicemente perché non conoscono questo mondo. Anch’io fino a pochi mesi fa non sapevo nulla. Quando qualcuno me l’ha spiegato bene ho capito che è una cosa accessibile e fattibile. Ai giovani dico di informarsi e di svegliarsi».
Il ruolo del Centro Donatori di Varese
La giornata è anche l’occasione per mettere in evidenza il lavoro svolto dal Centro Donatori IBMDR di Varese, punto di riferimento sul territorio per il reclutamento e la tipizzazione dei nuovi donatori, attivo all’interno della struttura diretta dalla dottoressa Paola Maroni.
Dal 2013 il Centro ha registrato oltre 5mila iscritti al Registro Italiano Donatori Midollo Osseo. Solo nel 2025 i nuovi iscritti sono stati 179, con sei donazioni effettive già realizzate.
L’attività del Centro Donatori di Varese conferma l’impegno di ASST Sette Laghi nella promozione della solidarietà e della cultura della donazione, soprattutto tra i più giovani.
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