E. Jean Carroll può incassare 5,8 milioni da Trump: il giudice autorizza il pagamento

09 Luglio 2026 - 04:38
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Un giudice federale di Manhattan ha autorizzato E. Jean Carroll a ricevere quasi 5,8 milioni di dollari, somma depositata da Donald Trump dopo il verdetto civile del 2023 che lo aveva ritenuto responsabile di abuso sessuale e diffamazione. L’ex presidente ha già presentato appello contro l’ordine del giudice Lewis Kaplan.

Il giudice sblocca il pagamento

Nuovo capitolo nella lunga battaglia legale tra E. Jean Carroll e Donald Trump.

Il giudice federale di Manhattan Lewis Kaplan ha autorizzato il pagamento di quasi 5,8 milioni di dollari a favore della ex columnist di Elle. La somma comprende i 5 milioni di dollari stabiliti dal verdetto civile del 2023 più gli interessi maturati.

Il denaro era già stato versato da Trump in un fondo vincolato durante il processo d’appello.

La decisione dopo il no della Corte Suprema

La richiesta dei legali di Carroll è arrivata dopo che la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di esaminare l’appello di Trump contro il verdetto civile del 2023.

Secondo Reuters, nessuno dei nove giudici della Corte Suprema ha segnalato dissensi nel rifiutare il caso. Dopo quel passaggio, gli avvocati di Carroll hanno chiesto lo sblocco dei fondi già accantonati.

Meno di un’ora dopo l’ordine di Kaplan, i legali di Trump hanno depositato un nuovo appello davanti alla corte federale d’appello di Manhattan.

Il verdetto civile del 2023

Il caso riguarda le accuse mosse da E. Jean Carroll contro Trump.

Carroll, oggi 82 anni, sostiene che Trump l’abbia aggredita sessualmente nel 1996 in un camerino del grande magazzino Bergdorf Goodman a Manhattan. Trump ha sempre negato le accuse, definendole una falsità e sostenendo di non conoscere Carroll.

Nel 2023 una giuria civile ha ritenuto Trump responsabile di abuso sessuale e diffamazione, ma non di stupro, assegnando a Carroll 5 milioni di dollari di danni.

Trump denuncia una “caccia alle streghe”

I legali di Trump si oppongono allo sblocco dei fondi.

Secondo la difesa, Carroll avrebbe dovuto attendere l’esito di una nuova richiesta alla Corte Suprema prima di poter ricevere il denaro. Gli avvocati sostengono che Trump potrebbe subire un danno irreparabile se la somma venisse trasferita e poi donata, come Carroll ha indicato di voler fare.

Un portavoce del team legale di Trump ha definito il caso parte di una serie di “witch hunts” e ha parlato di vicende politicamente motivate.

Carroll accusa Trump di prendere tempo

Carroll, invece, sostiene che Trump stia usando ogni strumento legale possibile per ritardare il pagamento e sottrarsi alla responsabilità.

La scrittrice e i suoi avvocati considerano il rifiuto della Corte Suprema di esaminare l’appello come un passaggio decisivo per rendere esecutiva la somma depositata.

Il giudice Kaplan ha accolto questa impostazione, autorizzando il rilascio del denaro.

Resta aperto il secondo verdetto da 83,3 milioni

La vicenda non si chiude qui.

Nel gennaio 2024, un’altra giuria ha ordinato a Trump di pagare a Carroll 83,3 milioni di dollari per ulteriori dichiarazioni diffamatorie pronunciate nel 2019, durante il suo primo mandato alla Casa Bianca.

Trump sostiene di avere diritto all’immunità presidenziale per quelle dichiarazioni e intende portare anche quel caso davanti alla Corte Suprema.

A settembre, la corte d’appello federale del Second Circuit aveva rifiutato di annullare il verdetto da 83,3 milioni.

Due casi collegati ma distinti

I due verdetti sono collegati, ma restano giuridicamente distinti.

Il primo riguarda la responsabilità civile per abuso sessuale e diffamazione collegata alle dichiarazioni del 2022.

Il secondo riguarda le dichiarazioni del 2019 e ha prodotto un risarcimento molto più alto, soprattutto per danni reputazionali e punitivi.

La strategia legale di Trump punta a contestare entrambi i casi, ma l’ordine di Kaplan rappresenta una vittoria concreta per Carroll sul primo verdetto.

Una decisione dal forte peso politico

La decisione arriva mentre Trump continua a denunciare una presunta “weaponisation” del sistema giudiziario contro di lui.

I suoi sostenitori interpretano i procedimenti come attacchi politici. I critici, invece, sostengono che i casi dimostrino il principio opposto: anche un presidente deve rispondere davanti alla legge.

Il caso Carroll resta uno dei più significativi perché non riguarda soltanto la politica, ma anche responsabilità civile, accuse di violenza sessuale, diffamazione e potere delle vittime di portare in tribunale uomini molto influenti.

Il denaro può ora essere trasferito

Con l’ordine del giudice Kaplan, Carroll può ricevere quasi 5,8 milioni di dollari.

L’appello presentato immediatamente dai legali di Trump tenterà di fermare o contestare l’esecuzione dell’ordine, ma per ora il tribunale ha stabilito che il pagamento può procedere.

Per Carroll è un passo importante dopo quasi sette anni di battaglia giudiziaria.

Per Trump, è un nuovo fronte legale aperto in un dossier che continua ad avere forte risonanza pubblica e politica.

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