E' testa a testa tra Antonio Conte e Roberto Mancini per la panchina della Nazionale: cosa sta succedendo, tutti gli scenari
L'allenatore del Napoli rimane un candidato autorevole sia per Malagò che Abete, ma occhio ad un altro possibile clamoroso ritorno
Il valzer delle panchine pronto a scatenarsi con l'addio pressoché certo di Antonio Conte dalla panchina del Napoli e le grandi incognite legate al futuro di Massimiliano Allegri e Maurizio Sarri può generare interessanti incastri sia per quanto concerne alcune delle principali big della nostra Serie A sia per quanto concerne la Nazionale italiana.
ALLEGRI E CONTE
I nomi di Antonio Conte e di Massimiliano Allegri rimangono assolutamente in auge, in quanto sia la volontà di Giovanni Malagò che di Giancarlo Abete – i due candidati unici per la successione di Gabriele Gravina alla guida della Federcalcio – è di presentarsi con un profilo autorevole per rifondare completamente dopo la terza mancata qualificazione ai Mondiali. Col tecnico milanista che non ha ancora escluso una sua permanenza in rossonero – dipenderà dal confronto a fine campionato che avrà col patron Gerry Cardinale e dal possibile scatto del prolungamento automatico del contratto fino al 2028 (per un ingaggio complessivo di 11-12 milioni di euro netti nelle prossime due stagioni), Conte è in questo momento uno degli allenatori maggiormente accreditati per accasarsi in azzurro.
LE DIFFICOLTA' PER CONTE
Per il tecnico salentino si tratterebbe di un ritorno dopo la felice esperienza dal 2014 al 2016, quando raccolse una Nazionale a pezzi dopo l'eliminazione al primo turno del Mondiale in Brasile (con conseguenti dimissioni proprio di Abete come presidente della FIGC e di Prandelli dal posto di ct) e la trascinò ad un passo dalle semifinali dell'Europeo in Francia arrendendosi solo ai calci di rigore contro la Germania. Con un gruppo di calciatori di livello non altissimo ma che Conte aveva saputo rendere un blocco compatto e con un profondo attaccante alla causa. Certo, le richieste economiche dell'allenatore uscente del Napoli potrebbero essere importanti, non esattamente in linea coi parametri finanziari della Federazione ma, esattamente come 12 anni, non è da escludere l'intervento di sponsor importanti per favorire un'operazione di questo livello.
MANCINI IN RIMONTA
Se Conte rappresenterebbe una garanzia per la panchina azzurra, un altro tecnico che la conosce alla perfezione avendola frequentata dal 2018 al 2023 – ottenendo nel mezzo un incredibile ed insperato successo agli Europei del 2021 – è Roberto Mancini. Sotto contratto con l'Al Sadd fino al 2028, tre anni dopo la clamorosa rottura con la Federazione susseguente alla cocente delusione dell'aver mancato la qualificazione agli ultimi Mondiali in Qatar e la scelta di salutare tutti per approdare alla guida dell'Arabia Saudita, Mancini sarebbe pronto a fare un passo indietro, dopo aver pubblicamente ed indirettamente ammesso di essersi pentito per quanto accaduto nell'agosto 2023. Secondo Il Corriere dello Sport, sarebbe addirittura lui in questo momento il candidato numero uno per prendere il timone della Nazionale. Più propenso ad accettare un progetto a lungo scadenza con la FIGC e probabilmente dai costi e dalle pretese, a tutti i livelli, inferiori rispetto a quelle di Conte.
VALZER DELLE PANCHINE
Niente è ovviamente ancora deciso e ogni scenario resta verosimile. In considerazione del fatto che, prima del prossimo 22 giugno, non conosceremo il nome del nuovo presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio e in considerazione del fatto che il valzer delle panchine che coinvolge davvero tanti allenatori tutti assieme – Allegri, Conte, Sarri, Italiano, Grosso, forse De Rossi – non è ancora partito. Si tratta solamente di aspettare.
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