Ebola: il Sudafrica dona 2,5 milioni di dollari all’Unione africana per sostenere la risposta all’epidemia
Il Sudafrica donerà 2,5 milioni di dollari a sostegno della risposta all’epidemia di ebola che sta colpendo la Repubblica democratica del Congo e l’Uganda. Lo hanno annunciato i Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa Cdc), l’agenzia sanitaria dell’Unione africana, ringraziando Pretoria per “questa tempestiva dimostrazione di leadership, solidarietà e impegno per la sicurezza sanitaria collettiva dell’Africa”. L’impegno a donare tale somma al Fondo africano per le epidemie dell’Africa Cdc è giunto dopo l’appello rivolto ieri ai capi di Stato e di governo africani dal presidente della Commissione Ua, Mahmoud Ali Youssouf, affinché dimostrassero “solidarietà continentale” e “azione coordinata” nella risposta all’epidemia. I fondi stanziati dal Sudafrica, ha precisato Africa Cdc, contribuiranno a rafforzare le operazioni di risposta cruciali, tra cui il coordinamento continentale, la sorveglianza, i sistemi di laboratorio, l’intervento rapido in ambito sanitario, la prevenzione e il controllo delle infezioni, la preparazione transfrontaliera e il sostegno alle comunità colpite. “Mentre il continente affronta minacce crescenti per la salute pubblica, con rischi significativi di trasmissione transfrontaliera, il contributo del Sudafrica invia un messaggio forte e rassicurante: l’Africa rimane unita nella protezione della vita e del benessere dei suoi cittadini”, ha ribadito l’agenzia, che ha esortato anche gli altri Stati membri dell’Unione, i Paesi donatori e i partner ma anche le organizzazioni filantropiche ed il settore privato a “seguire questo esempio” e a contribuire al fondo per sostenere gli sforzi di risposta in corso.
Il virus ha iniziato a circolare alla fine di aprile nella provincia congolese orientale di Ituri e sono già stati scoperti casi nella vicina provincia del Nord Kivu, entrambi territori teatro del conflitto tra l’esercito congolese e i gruppi ribelli. Al di fuori dell’Rdc, l’Uganda ha confermato due casi a Kampala, tra cui quello di un uomo congolese deceduto, considerato un caso importato dalla Rdc, e il Sud Sudan ha rilevato un altro caso nello Stato dell’Equatoria occidentale, vicino al confine con la Rdc. L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), che oggi ha confermato 139 decessi e 600 casi sospetti di ebola, ha dichiarato domenica l’emergenza sanitaria internazionale in risposta all’epidemia. Secondo l’Oms, il virus ha un tasso di mortalità medio compreso tra il 25 e il 90 per cento, con un rischio di diffusione ritenuto “elevato” in Africa centrale ma “debole” a livello globale. Il comitato di emergenza Oms dedicato all’evoluzione dell’epidemia di ebola, che ieri si è riunito a Ginevra, ha stabilito che il quadro attuale non soddisfa, in questa fase, i criteri per dichiarare una “emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale”. L’Oms si è tuttavia detta preoccupata dalla “portata e dalla velocità” di contagio dell’epidemia in corso, oltre che dalla mancanza di un vaccino approvato e di un trattamento specifico. Secondo gli ultimi dati confermati oggi dall’Oms si registrano al momento almeno 600 casi sospetti di ebola e 139 decessi sospetti, e si prevede che il numero aumenterà.
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