Elezioni Reggio, l’appello di Neri: “Efficienza e rilancio delle periferie”

Maggio 21, 2026 - 11:55
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Elezioni Reggio, l’appello di Neri: “Efficienza e rilancio delle periferie”

Dottore Antonino Neri

A pochi giorni dalle consultazioni elettorali che porteranno al rinnovo del Consiglio comunale, interviene il candidato Antonino Neri, professionista tornato nella città dove è nato dopo dieci anni trascorsi a Padova tra scuola di specializzazione e attività lavorativa come anestesista e rianimatore. Oggi contribuisce all’attività del Centro Cuore del GOM di Reggio Calabria.

Dal momento in cui ho formalizzato l’intenzione di impegnarmi per potermi misurare con i problemi di Reggio in modo tale che possa essere possibile solo rivestendo un ruolo specifico, le persone a me care, gli amici, i familiari, mi hanno rivolto la stessa domanda, conoscendo la dedizione con la quale risulto quotidianamente assorbito dal mio lavoro. Mi è venuta in mente la scena toccante di un film nella quale un bambino spiega alla lavagna, ai suoi compagni di classe e al maestro, come l’impegno assunto da qualcuno verso gli altri possa arrivare a coinvolgere positivamente la collettività suscitando l’allegria degli ascoltatori e del docente pronti ad evidenziare la visione utopica.

Il piccolo, giovane, protagonista della scena del film, che si chiama proprio ‘Un sogno per domani’, nell’affermare che non ci sarebbe nessuna contraddizione nella visione descritta termina sostenendo che sarebbe piuttosto indispensabile perché al momento… tutto va male… Chi intraprende un percorso di impegno credo lo faccia sempre perché le cose, nel contesto in cui vive, lo rendono utile se non necessario, proprio perché per dirla, senza che sia possibile rintracciare alcuna banalità, come il bambino del film, le cose non vanno bene…

Una politica miope, probabilmente priva di una visione strategica per la città ne ha determinato l’immiserimento su diversi piani e in diversi ambiti. Ho assistito già da reggino coinvolto anche quando ho vissuto lontano, ad un approccio politico improntato alla strategia del Panem et circenses. Consiliature comunali di colori opposti più che assumere un comportamento cooperativo, hanno inseguito l’immagine di una città teatro di grandi eventi e nella quale si sarebbero dovute realizzare grandi opere.

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Gli atavici problemi reali del territorio reggino

Una politica miope, probabilmente priva di una vera visione strategica per la città, ne ha determinato un progressivo impoverimento sotto diversi aspetti. Anche quando viveva lontano, Neri ha continuato a osservare da reggino coinvolto ciò che accadeva nella sua città: troppo spesso ha visto prevalere un approccio politico improntato alla logica del panem et circenses.

Consiliature comunali di colori politici differenti, anziché adottare un atteggiamento realmente cooperativo, hanno inseguito l’immagine di una città fatta di grandi eventi e grandi opere. Lo sperpero – più che l’investimento – di denaro pubblico per interventi rivelatisi spesso “cattedrali nel deserto”, unito all’incapacità di programmare e garantire il funzionamento delle opere realizzate, ha evidenziato tutte le contraddizioni di un’azione politica poco attenta ai problemi reali del territorio e priva di sforzi concreti per affrontare gli storici problemi civici della città. Questo ha finito per rafforzare, non solo nei cittadini ma anche negli osservatori esterni, l’idea opposta rispetto all’immagine che si voleva trasmettere: quella di una società degradata e disorganizzata.

Investire in infrastrutture è fondamentale. Più che realizzare opere isolate, però, è indispensabile avviare interventi capaci di fungere realmente da volano per il rilancio della città. Se pensasse davvero che non esistano segnali positivi, avrebbe poco senso mettersi in gioco. Neri invece crede che segnali incoraggianti esistano. Pensa, ad esempio, ad alcune opere di rilievo recentemente realizzate, come l’aeroporto, oppure a ipotesi progettuali che hanno animato il dibattito cittadino negli ultimi mesi, come quella relativa alla possibile nascita di un polo universitario di Medicina in città, magari all’interno di un quartiere periferico oggi degradato.

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Verso una maggiore efficienza della macchina amministrativa

L’amministrazione comunale ha certamente dei compiti diversi da quelli attribuiti ai governi regionali o ad altri attori della macchina pubblica. Proprio per questo è importante attivare quel dialogo tra istituzioni di cui ho appena parlato. Nessun ragionamento serio improntato al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini e dal rilancio di una società che deve essere moderna e dinamica può fare a meno di perseguire la strada maestra diretta verso il raggiungimento di una maggiore efficienza della macchina amministrativa. Indispensabile assicurare la garanzia per i cittadini dell’erogazione da parte degli attori pubblici delle prestazioni essenziali, un’azione che si traduce in un minore tempo di attesa per l’accesso ai servizi fondamentali, tanto in tema sanitario quanto relativamente ad ogni ambito che vede le istituzioni coinvolte nella vita dei cittadini, riferendomi al welfare, ai trasporti, alla viabilità.

Sono un medico e il tema della sanità è a me molto caro, come quello delle condizioni di vita, per avere una visione della città e per la città occorre rivolgere lo sguardo nella direzione giusta e potenziare i servizi, contrastando fenomeni che richiamano spirali, come il turismo sanitario fuori regione, sia riferito alle persone che hanno diritto di curarsi con standard elevati sia ai professionisti. La tematica non è solo regionale e i servizi sul territorio sono coinvolti. Sempre da medico ho studiato l’importanza delle connessioni tra il sistema centrale e quello periferico e ribaltando la logica sulla tematica sociale cittadina ho salutato positivamente la nascita delle circoscrizioni ma credo che ancora molto vada fatto per riqualificare le periferie più che investire sempre sul centro cittadino.

L’emergenza sociale e abitativa nel quartiere di Arghillà

Un quartiere come Arghillà vive un’emergenza sociale paragonabile solo a quella di altre pochissime e note aree dello stato. Come ho accennato prima il quartiere potrebbe essere coinvolto in progetti nati da idee di riqualificazione legate al mondo universitario già in discussione. L’emergenza abitativa è uno degli annosi irrisolti problemi non solo di quel quartiere ed è inimmaginabile che la politica sia sorda a problemi così gravi e ancora persistenti nel terzo millennio. Non si tratta però di guardare solo ad Arghillà, tutte le aree periferiche vanno incontro ad un drammatico problema demografico che porta con sé l’assenza di quei pochi presidi e servizi una volta attivi.

Una idea che mi piace molto è quella di aprire la città al turismo congressuale oltre che a quello comunemente inteso. La tutela delle fasce deboli è un punto imprescindibile della futura azione politica e amministrativa, una città inclusiva e vicina a tutti è una città centrata sulle persone e le loro problematiche è una città più bella e vivibile. Occorre investire e sono tanti gli interventi realizzabili. Non mancheranno certamente le idee, soprattutto se supportate da una visione condivisa e dall’impegno di persone competenti, capaci di programmare e trasformare i progetti in maniera concreta.

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