Energia, i 4 punti dell'UE per stare al sicuro
Su cosa si fonda, oggi, la sicurezza energetica dell'Unione Europea? Domanda da farsi, considerando che le crisi geopolitiche – da una parte – e i cambiamenti climatici – dall'altra – minano continuamente la stabilità dei prezzi e la continuità degli approvvigionamenti. Il funzionamento del sistema economico e sociale è dunque tutto a rischio. Per mitigarlo ed evitare di "restare al buio", l'UE ha adottato una strategia che potremmo sintetizzare in quattro punti fondamentali.
Il primo è la diversificazione estrema. Dopo il distacco dal gas russo, l'UE ha smesso di fare affidamento su un unico fornitore. Perciò oggi si basa su gas importato per il 31% dalla Norvegia, per il 26% dagli Stati Uniti, per il 13% dal Nord Africa e per il 4% da Azerbaigian e Qatar.
In secondo luogo, è importante accumulare scorte sufficienti di petrolio, e in particolare l'equivalente di 90 giorni di importazioni nette. Per quanto riguarda il gas, le capacità di stoccaggio già misurata è significativa: basti pensare che fino al 25% del gas che consumiamo in inverno proviene dai depositi.
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