Fiido M1 Pro - in prova la Fat Bike più stilosa sul mercato

30 Maggio 2026 - 16:33
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Siamo sempre abituati a vedere le fan bike elettriche con un design molto simile tra i vari modelli, spesso di colorazione nera e con poca personalità. Oggi invece vi parleremo di un modello che spicca in questo settore ovvero la Fiido M1 Pro, colorata e con diverse soluzioni tecniche molto interessanti, adesso vi raccontiamo come si è comportata nei nostri test.

DESIGN

Il design è probabilmente il punto di forza di questo prodotto: unisce elementi differenti senza risultare un “Frankenstein”, riuscendo invece a far dialogare ogni componente in modo armonioso. Frontalmente troviamo una forcella a doppia piastra che ricorda per estetica quelle da downhill mentre il manubrio presenta una colorazione azzurra molto vivace che, dal vivo, risulta più sobria rispetto ai render e con delle geometrie che richiama quelle del mondo BMX. Il telaio invece sfoggia una bellissima colorazione verde metallizzato che, insieme al profilo marrone degli pneumatici, restituisce a questa e-bike un look quasi vintage. Tutti questi elementi contribuiscono a creare uno stile unico e ricercato. Però il design non è solo estetica: queste soluzioni influiscono anche sulla guida. Ad esempio il manubrio, essendo leggermente più largo rispetto a quello di molti competitor, offre un ottimo controllo della bici. L’ammortizzatore anteriore assorbe molto bene le buche e, come se non bastasse, troviamo anche un ammortizzatore a molla posteriore. Bene il peso che pur essendo importante su questa categoria è inferiore ad altri competitor, parliamo di circa 26kg con batteria rispetto ad esempio i 30 abbondanti delle più diffuse Engwe.

COME SI GUIDA

La guida è super confortevole, complice anche la presenza degli pneumatici da 20” x 4”, che riescono a superare e attutire qualsiasi tipologia di ostacolo. Ho attraversato campi con erba alta, buche e pozzanghere importanti senza troppe difficoltà. Il battistrada però è piuttosto liscio e questo permette di avere maggiore aderenza e scorrevolezza sull’asfalto, ma con il fango dovrete prestare leggermente più attenzione non offrendo troppo grip. Bene anche i parafanghi che, oltre alla buona copertura dallo sporco, sono risultati piuttosto silenziosi. I pedali non sono da sottovalutare: sono piatti e, nonostante siano in plastica, il piede resta sempre ben saldo in posizione, consentendo una guida allegra senza preoccupazioni. Inoltre, uno dei vantaggi di questa bici, come vi accennavo, è il peso: essendo più leggera rispetto a molte concorrenti, risulta più agile e maneggevole. Ottimo poi l’impianto frenante idraulico, sia per potenza che modularità. Vi parlavo anche del comparto sospensioni: la forcella anteriore ha un’escursione di 80 mm, mentre quella posteriore a molla è predisposta per essere sostituita nel caso si volesse effettuare un upgrade con una ad aria. Anche questa in dotazione però si è comportata bene, attutendo i salti e non ha presentato il problema del “bobbing”, ovvero quel fenomeno per cui, imprimendo forza sui pedali, l’ammortizzatore tende a comprimersi ed estendersi continuamente.


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