Fondazione Carige, due percorsi di rinascita per le detenute del carcere di Pontedecimo

Genova. Fondazione Carige rafforza il proprio impegno sul reinserimento sociale mettendo in campo due nuovi progetti con al centro le detenute della sezione femminile della casa circondariale di Genova Pontedecimo, restituendo al pubblico i contenuti cardine della cultura, della creatività e dell’inclusione come strumenti concreti di rieducazione e reinserimento sociale.
Il progetto più ampio e su rete nazionale che fa da cornice all’appuntamento teatrale genovese è Per Aspera ad Astra. Il percorso sostenuto dalla Fondazione Carige in sinergia con il Teatro Nazionale di Genova culminerà il 25 maggio con la rappresentazione di Alice Underground, spettacolo che – dopo essere stato presentato negli spazi della Casa Circondariale di Genova Pontedecimo – arriva adesso al Teatro Gustavo Modena con una replica straordinaria aperta a tutta la città (alle ore 18:30).
Inoltre, il progetto artistico e ambientale Trame Sospese, che porterà a Palazzo Ducale, il 15 e 16 maggio, una mostra realizzata dalle detenute attraverso laboratori creativi basati sul recupero dei materiali e sull’economia circolare.
Per Aspera ad Astra, progetto nazionale di Acri (Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio), realizzato e promosso a livello locale da Fondazione Carige in sinergia con il Teatro Nazionale di Genova e con la regia di Elena Dragonetti, ha coinvolto dodici detenute in un laboratorio teatrale intensivo fondato sulla recitazione e sull’espressione corporea.
Un percorso intenso e articolato che non si è limitato all’esperienza attoriale, ma che ha permesso alle partecipanti di confrontarsi anche con i mestieri artigianali del teatro, dalla realizzazione di scenografie e costumi fino al lavoro di squadra necessario per costruire uno spettacolo.
Accanto al teatro, Fondazione Carige ha scelto di sostenere e accompagnare anche Trame Sospese, progetto ideato dallo scrittore Roberto Baghino e sviluppato dalla Cooperativa Sociale Il Biscione con il coinvolgimento di Amiu. Dodici detenute sono state coinvolte in un laboratorio artistico e ambientale che intreccia sostenibilità, manualità e riflessione sul concetto di “scarto”, trasformando materiali di recupero in opere creative e simboli di rinascita personale.
“Quest’anno abbiamo scelto di dedicare un’attenzione particolare alla realtà della Casa Circondariale di Pontedecimo, promuovendo percorsi che attraverso il teatro, l’arte e la creatività potessero offrire alle detenute occasioni concrete di impegno, espressione e confronto – sottolinea il presidente di Fondazione Carige, Lorenzo Cuocolo -. Ci ha colpito vedere come queste esperienze abbiano permesso alle partecipanti di costruire relazioni, acquisire competenze e ritrovare motivazione, fiducia e il desiderio di mettersi in gioco. Il fatto che uno spettacolo nato all’interno del carcere possa arrivare sul palco del Teatro Modena o che le opere realizzate dalle detenute vengano accolte a Palazzo Ducale rappresenta molto più di un risultato simbolico: significa creare un dialogo reale tra dentro e fuori e avvicinare mondi che troppo spesso restano lontani. Fondazione Carige crede fortemente in progetti come questo, capaci di generare energie positive, nuove consapevolezze e occasioni concrete per affrontare con maggiore forza e fiducia anche le situazioni più difficili”.
“È con grande piacere ed entusiasmo che presentiamo queste due iniziative, che puntano al riscatto attraverso il connubio tra lavoro e arte – aggiunge la direttrice della casa circondariale di Genova Pontedecimo, Paola Penco -. Da un lato, il progetto ‘Per Aspera ad Astra’, che culminerà il 25 maggio al Teatro Gustavo Modena con lo spettacolo Alice Underground, offre alle detenute un rigoroso percorso di scavo interiore e l’acquisizione di competenze professionali concrete legate ai mestieri del teatro. Dall’altro, ‘Trame Sospese’, le cui opere saranno esposte nella prestigiosa cornice di Palazzo Ducale, utilizza l’arte del recupero per trasmettere un messaggio potente: così come si dà nuova vita a un materiale, nessuna persona è uno ‘scarto’ se inserita in un contesto di cura e stimolo”. “Il raggiungimento di questi traguardi è frutto di collaborazioni d’eccellenza – aggiunge Penco -. Desidero ringraziare in primis la Fondazione Carige, per aver creduto in questi progetti finanziandone la realizzazione. Un ringraziamento sentito va al Teatro Nazionale di Genova e alla regista Elena Dragonetti, la cui grande professionalità e sensibilità hanno guidato le partecipanti in un percorso umano e tecnico di altissimo livello. Grazie allo scrittore Roberto Baghino, autore e mente creativa del progetto ‘Trame Sospese’, per la sua visione ispirata. Infine, il mio riconoscimento più profondo va a tutto il personale della Casa Circondariale: è solo grazie al loro impegno quotidiano e alla loro dedizione che è possibile trasformare l’istituzione penitenziaria in un luogo di vera opportunità e inclusione”.
I due percorsi attivati da Fondazione Carige, in collaborazione con la Casa Circondariale di Genova Pontedecimo, possono contare anche sul sostegno istituzionale degli enti locali, in primis Regione Liguria e Comune di Genova.
“Regione Liguria guarda con grande attenzione a iniziative come queste, che mettono al centro la persona e il valore del reinserimento sociale attraverso cultura, formazione e creatività. I progetti sostenuti da Fondazione Carige dimostrano come il carcere possa diventare anche un luogo di crescita, consapevolezza e nuove opportunità, favorendo inclusione e autonomia – sottolinea il presidente del Consiglio regionale della Liguria, Stefano Balleari -. Teatro, arte e sostenibilità sono strumenti capaci di restituire dignità, competenze e fiducia, creando un dialogo positivo con la comunità e riducendo le distanze tra chi vive la realtà carceraria e il resto della società. Come istituzioni, riteniamo fondamentale sostenere esperienze concrete che favoriscano il riscatto sociale e contribuiscano a costruire una società più coesa, solidale e attenta a non lasciare indietro nessuno”.
“Come amministrazione comunale abbiamo voluto essere presenti accanto a questi progetti perché rappresentano esempi concreti di come cultura, arte e partecipazione possano creare connessioni tra il carcere e la città – afferma Emilio Robotti, assessore alla Mobilità Sostenibile del Comune di Genova -. Sia ‘Alice Underground’ sia ‘Trame Sospese’ costruiscono ponti: tra dentro e fuori, tra fragilità e opportunità, tra percorsi individuali e comunità. È importante che le istituzioni sostengano iniziative capaci di promuovere inclusione, responsabilità e reinserimento sociale, offrendo alle detenute occasioni reali di crescita personale e di dialogo con il territorio”.
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