Foto sui social dei figli minori di 14 anni, un genitore non può decidere da solo

19 Giugno 2026 - 09:29
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Pubblicare sui social le foto dei figli sotto i 14 anni non è una scelta che può fare un genitore da solo, anche quando parliamo di immagini normalissime, magari una ricorrenza, un momento in famiglia, una giornata qualsiasi. Serve prima il consenso di entrambi i genitori. Vale anche se le foto sono poche, se vengono pubblicate senza cattive intenzioni o se il profilo è chiuso. Il Garante per la protezione dei dati personali lo ha ribadito esaminando il caso di una madre che aveva caricato sui social immagini dei figli minori senza l'autorizzazione dell'altro genitore: per l'Autorità, quel trattamento è illecito.

La vicenda è partita dalla denuncia di un padre, che aveva segnalato la pubblicazione sui social, soprattutto su Facebook, di fotografie dei figli sotto i 14 anni da parte dell'ex moglie. La madre aveva spiegato che si trattava di poche immagini, legate alla vita di tutti i giorni e prive di contenuti dannosi, condivise solo per mostrare momenti familiari a una cerchia ristretta. Secondo il Garante, invece, mettere online le immagini di un minore resta un trattamento di dati personali e, sotto i 14 anni, richiede il consenso di entrambi i genitori. Anche il profilo privato non basta a chiudere la questione, perché le impostazioni possono cambiare e chi vede una foto può salvarla, inoltrarla o ricondividerla.

Nel provvedimento torna anche il tema dello sharenting, cioè l'abitudine di pubblicare online immagini e informazioni sui figli. Secondo il padre, la diffusione ripetuta delle fotografie poteva esporre i minori a rischi di abuso e incidere sulla loro futura possibilità di decidere come essere presenti online. Una foto caricata con leggerezza, magari dentro un profilo privato e senza nessuna intenzione dannosa, può uscire dal controllo della famiglia molto più in fretta di quanto si pensi quando si preme "pubblica".

L'Autorità ha ricordato che i minori meritano una tutela rafforzata sui propri dati personali, anche perché possono essere meno consapevoli dei rischi e delle conseguenze legate alla circolazione online delle immagini. La pubblicazione di foto di minori sui social, inoltre, viene considerata un atto che eccede l'ordinaria amministrazione e richiede quindi il consenso preventivo di entrambi i genitori, anche quando è previsto l'affidamento condiviso.

Per il Garante, non fanno venire meno questa esigenza né la finalità affettiva della pubblicazione né il numero limitato di fotografie né l'assenza di contenuti apparentemente pregiudizievoli. La liceità del trattamento non può dipendere solo dal fatto che le immagini mostrino momenti di vita quotidiana o situazioni familiari serene. Conta la diffusione online di dati personali riferiti a minori e, in assenza dell'accordo tra i genitori, manca la base giuridica necessaria.

Nel caso esaminato, accertata l'assenza del consenso del padre, il Garante ha vietato alla madre di pubblicare sui social network immagini dei figli minori senza l'autorizzazione del padre. Nei suoi confronti è stato disposto anche un ammonimento per violazione della normativa privacy. La donna dovrà inoltre comunicare entro 30 giorni quali iniziative ha adottato per dare piena attuazione al provvedimento.


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