Frasers sale al 4,16% in Burberry e diventa terzo azionista
Frasers, la holding britannica controllata da Mike Ashley, ha rafforzato ulteriormente la propria partecipazione in Burberry, salita al 4,16% secondo quanto riportato da fonti di stampa estera, che citano – stando a Reuters – una comunicazione regolamentare del gruppo del lusso britannico diffusa martedì. La quota, costruita interamente attraverso opzioni put vendute e non tramite azionariato diretto, corrisponde a 15 milioni di diritti di voto ed è stata incrementata rispetto al 3,05% registrato il 24 luglio scorso. Con questo passaggio, Frasers è destinata quindi a diventare il terzo azionista di Burberry, alle spalle di Mfs Investment e BlackRock Investment Management (Uk) Ltd, secondo i dati Lseg riportati da Reuters, a cui il gruppo guidato da Joshua Schulman non ha rilasciato alcun commento in merito.
Non è un caso isolato: Frasers è già il secondo azionista di Mulberry Group, è tra i principali investitori in Hugo Boss (tanto che la società britannica ha superato lo scorso mese la soglia del 30 per cento. Quota che fa scattare l’obbligo di lanciare un’offerta pubblica di acquisto secondo le regole del mercato tedesco), e a marzo aveva costruito una quota del 5,8% in Puma, di cui lo 0,17% come partecipazione diretta e il 5,61% tramite strumenti finanziari. L’ultima operazione, esclusa la ‘scalata’ in Hugo Boss, risale invece allo scorso marzo con un incremento della sua quota in Asos, passando al 29,26% dalla precedente partecipazione al 28,42 per cento. Nel frattempo ha messo nel mirino l’azienda australiana di calzature Accent Group con un’offerta da 390,8 milioni di dollari australiani (circa 238 milioni di euro).
Nei giorni scorsi, sempre secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa britannica, Frasers ha rinviato la pubblicazione delle previsioni per l’esercizio fiscale 2027, citando proprio le offerte di acquisto in corso pe Hugo Boss e Accent Group.
Lo scorso mese la maison britannica ha comunicato i dati relativi ai primi tre mesi del 2026, con ricavi in crescita del 5% a cambi correnti a quota 455 milioni di sterline (circa 525 milioni di euro). In crescita del 5% nel periodo, terminato lo scorso 27 giugno, anche le vendite comparabili, invertendo la rotta rispetto al calo dell’1% del medesimo periodo dello scorso esercizio. Segno che il rilancio guidato dal CEO Joshua Schulman, con il piano ‘Burberry Forward’, sta avendo effetti positivi sui conti del gruppo.
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