Il Met celebra luci e ombre del geniale John Galliano

01 Agosto 2026 - 10:55
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Dalla couture al fast fashion. Dall’emarginazione alla celebrazione. La vita di John Galliano continua a seguire un percorso altalenante. Ieri il Metropolitan Museum of Art ha annunciato una mostra dedicata al celebre stilista inglese intitolata ‘John Galliano: Horizons’. La retrospettiva del Costume Institute, prevista per la primavera 2027, sarà la prima grande esposizione museale a esaminare l’intera ampiezza della sua produzione creativa. Il percorso espositivo includerà pezzi tratti dalla storica collezione di laurea del 1984 alla Central Saint Martins di Londra, passando per le collezioni eponime e gli incarichi presso Givenchy, Christian Dior e Maison Margiela.

A quanto pare, però, non ci saranno le creazioni ideate per Zara, marchio di punta del colosso iberico Inditex per cui il designer realizzerà collezioni stagionali per due anni, come comunicato lo scorso marzo. La mostra sarà visitabile dal 9 maggio 2027 al 9 gennaio 2028. L’esibizione renderà Galliano il terzo designer vivente a essere mai stato oggetto di una mostra personale al museo, dopo Yves Saint Laurent e Rei Kawakubo.

“Accanto agli straordinari traguardi creativi di Galliano, la mostra affronterà anche la condotta denigratoria che ha profondamente segnato la sua carriera e la percezione pubblica di lui. In questo modo, l’esposizione rifletterà su come il valore artistico debba essere compreso insieme alla responsabilità etica”, spiega il Met in  una nota facendo riferimento al grave episodio di antisemitismo che costò a Galliano la direzione creativa di Dior nel 2011, ben raccontato nel documentario ‘High & Low’.

“Tutto ciò rende comunque una scelta spinosa per la mostra in questo momento particolare – scrive il New York Times -. L’antisemitismo è in aumento, e alcuni newyorkesi ebrei si sentono a disagio con la leadership del sindaco Zohran Mamdani, soprattutto dopo l’accoltellamento di due uomini la scorsa settimana in pieno giorno, uno dei quali stava uscendo da un centro comunitario ebraico a Manhattan. L’aggressione viene perseguita come hate crime“.

Il quotidiano statunitense riporta di un incontro a porte chiuse al Met organizzato a maggio tra Anna Wintour, direttrice editoriale globale di Vogue e membro del consiglio di amministrazione del Met, nonché storica sostenitrice di Galliano, Andrew Bolton, curatore responsabile del Costume Institute del Met, Galliano e un gruppo ristretto tra i rabbini e i leader ebraici più influenti della Grande Mela. “L’incontro era stato organizzato per raccogliere le loro opinioni sulle potenziali criticità legate alla grande mostra di moda prevista per il prossimo anno e forse per ottenere la loro approvazione”.

“Ogni collezione di Galliano nasce come un viaggio tra elementi separati da tempo, luogo o mezzo espressivo: ritratto e postura, silhouette e racconto, memoria e materia – ha dichiarato Bolton -. ‘Horizons’ affronta la moda come una forma di cartografia, che non mappa territori ma affinità, tensioni e trasformazioni”.

La mostra sarà organizzata in tre parti: ‘Bearings’ (Coordinate), ‘Horizons’ (Orizzonti) e ‘Atlas of Transformation’ (Atlante della Trasformazione). Il primo si aprirà con una cronologia concettuale che collega la carriera e le collezioni di Galliano a eventi storici e culturali più ampi. Affronterà direttamente la rottura causata dalla sua condotta antisemita, razzista e anti-asiatica nel 2010 e nel 2011, che portò al suo licenziamento da Dior e dal proprio marchio eponimo, oltre alla condanna da parte di un tribunale di Parigi per insulti pubblici basati su razza, religione, etnia o origine. “Verrà inoltre considerato il successivo percorso di cura per dipendenza da sostanze e il suo riconoscimento pubblico delle proprie azioni. Anziché presentare una narrazione convenzionale di disgrazia e redenzione, la sala esaminerà come memoria, esperienza, valori culturali e circostanze storiche modifichino continuamente la ricezione dell’opera di un designer, invitando i visitatori a riflettere su come traguardo estetico, responsabilità etica e riconoscimento istituzionale si intreccino tra loro”.

Sulla base di questo impianto, ila seconda parte, ‘Horizons’, mapperà le fonti d’ispirazione ricorrenti del designer, analizzando come costruisca mondi immaginari in cui il significato non nasce da un’unica fonte, ma dalle relazioni tra esse. “Attraverso questa lente, le collezioni di Galliano si configurano come atti di interpretazione creativa che ampliano le possibilità della moda come pratica culturale e artistica”.

Infine, l’ultima sezione, ripercorrerà il processo creativo di Galliano attraverso i suoi libri di ricerca, bozzetti, prototipi, prove d’abito e capi finiti. “Rivelando l’evoluzione dall’immagine all’oggetto, dal riferimento alla realizzazione, questa sala offrirà uno sguardo sulla creatività, l’artigianalità, la sperimentazione e l’innovazione tecnica che sono alla base del suo lavoro”.

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