Garante per gli anziani: via libera dalla Regione Lazio
Un nuovo presidio istituzionale per difendere i diritti della terza età. Il Consiglio regionale del Lazio vota in via definitiva la proposta di legge n. 187 che istituisce il Garante Regionale per i diritti e la tutela delle persone anziane.
Garante per anziani, un percorso molto lungo
La giornata suggella un passaggio molto atteso, giunto al termine di un percorso iniziato nel marzo del 2025 quando, proprio nelle sale del Consiglio Regionale, i rappresentanti delle istituzioni, insieme alle associazioni avevano acceso i riflettori sulla necessità di creare uno strumento stabile di tutela per una fascia della popolazione sempre più ampia e spesso troppo vulnerabile e vittima di isolamento sociale, truffe, difficoltà economiche e nell’accesso ai servizi, intesi anche come informazione, ascolto, accompagnamento e assistenza. Non a caso, un ruolo centrale sarà affidato ai Centri anziani e alle Case sociali delle persone anziane e del quartiere, ormai quid in più delle comunità, considerati veri e propri presidi e punti di riferimento per l’aggregazione.
Dal Lazio al resto d’Italia: l’obiettivo è un Garante nazionale della terza età

Con questo provvedimento, il Lazio punta a trasformarsi in un vero e proprio laboratorio nazionale. In tal senso, l’approvazione della legge regionale è interpretata come un primo passo verso un modello più ampio: il progetto è di unificare la nazione sotto l’egida di un Garante Nazionale della Terza Età che possa coordinare le strutture regionali e garantire gli stessi livelli di tutela in tutto il Paese. Del resto non è una novità che, anche in base al CAP, si stiano generando delle crepe fra anziani di serie A e serie B anche in relazione all’accesso alle cure di prime necessità. Una frammentazione che, secondo i promotori dell’iniziativa, può e deve essere superata solo attraverso un regolamento coerente e la possibilità di accedere a poteri uniformi.
La vera sfida: da simbolo istituzionale a strumento operativo

Fatto il garante, adesso… c’è da garantire! Specie che la terza età non sia una fase della vita socialmente e moralmente mortificante. L’invecchiamento della popolazione è una realtà che richiede interventi ad ampio raggio. La vera sfida, adesso, è rendere il nuovo organismo immediatamente efficace e fruibile, trasformandolo da simbolo di creatura delle istituzioni a strumento realmente operativo sul territorio. Al Garante aspetta, quindi, una sfida complicata: misurarsi con i problemi concreti che attanagliano una fascia sociale debole. In primis, l’accesso ai servizi sanitari e, a seguire, la sicurezza per gli anziani vittime di furti, truffe telefoniche o di violenze. L’alveo si allarga anche al welfare: occorre garantire sicurezza economica e sociale anche ai cosiddetti nuovi poveri, neo pensionati che dopo anni di lavoro, faticano a far quadrare i conti.
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