Giallo di Pietracatella, entrano in azione gli specialisti di Berlino: si cercano tracce di ricina in 70 alimenti nei frigo e nei freezer

19 Giugno 2026 - 19:26
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Giallo di Pietracatella, entrano in azione gli specialisti di Berlino: si cercano tracce di ricina in 70 alimenti nei frigo e nei freezer

Giallo di Piedtracatella a caccia della ricina: entrano in campo gli esperti tedeschi

A sei mesi dal dramma degenerato in giallo di Pietracatella, il piccolo centro in provincia di Campobasso dove nei giorni di Natale sono morte Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, l’inchiesta per duplice omicidio volontario aggravato imbocca una svolta scientifica internazionale. La Procura di Larino ha deciso di allargare il pool di consulenti e ha affidato un nuovo delicato incarico agli specialisti del Robert Koch Institut di Berlino, centro d’eccellenza tedesco per lo studio delle minacce biologiche.

Giallo di Pietracatella, in campo gli specialisti di Berlino: si cercano tracce di ricina in 70 alimenti

L’obiettivo degli inquirenti è scovare l’origine e la via di somministrazione della ricina. Ossia, la potentissima tossina vegetale che la relazione dell’Istituto Maugeri di Pavia ha già accertato aver causato un’esposizione acuta e letale nelle due vittime. Per fare luce sul mistero, sono finiti sotto sequestro ben 70 alimenti – tra cibi fatti in casa, conserve e prodotti confezionati di varie marche – rinvenuti nei freezer e nei frigoriferi delle abitazioni della famiglia poste sotto sequestro. Alimenti sequestrati e affidati all’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise: ora i nuovi consulenti italiani e tedeschi avranno il compito di verificare se in questi cibi siano presenti o meno tracce di ricina.

Pietracatella, il “Robert Koch” di Berlino analizza i freezer per cercare tracce di ricina

Non solo, perché i reperti, inizialmente affidati all’Istituto Zooprofilattico di Abruzzo e Molise, verranno ora esaminati con le tecnologie d’avanguardia del laboratorio tedesco per verificare la presenza di residui del veleno. Ma non è ancora tutto. Perché stando agli ultimi aggiornamenti d’indagine, le attività degli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso, affiancati dalla polizia scientifica tedesca, non si fermeranno all’alimentazione. È previsto, infatti, un nuovo e minuzioso sopralluogo nella casa di Via Risorgimento per campionare mobili. Indumenti. Borracce e stoviglie: a caccia di ogni microscopica traccia chimica.

Giallo di Pietracatella, saranno analizzati anche i campioni ematici di Gianni Di Vita e della figlia maggiore

L’indagine intende inoltre verificare se il contatto con la sostanza tossica abbia riguardato l’intero nucleo familiare. Per questo motivo verranno prelevati campioni ematici anche dal marito e padre delle vittime, Giovanni Di Vita, e dalla figlia maggiore Alice. Tutto al fine di individuare l’eventuale presenza di anticorpi specifici contro la ricina. Pertanto, mentre si attende il deposito della relazione autoptica finale e il conferimento formale dell’incarico ai consulenti tedeschi fissato per il 29 giugno a Pavia, gli esperti informatici continuano a spulciare i dispositivi elettronici sequestrati. Cercando nei messaggi e nelle chat il possibile movente del delitto.

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