Giallo di Pietracatella, le risposte nei referti autoptici sul tavolo della Procura e nei campioni di sangue di padre e figlia a Berlino

30 Giugno 2026 - 16:32
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Giallo di Pietracatella, le risposte nei referti autoptici sul tavolo della Procura e nei campioni di sangue di padre e figlia a Berlino

Giallo di Pietracatella, le prime risposte chiave dalle indagini sui dispositivi, i referti autoptici in arrivo oggi e i prelievi di sangue su padre e figlia sopravvissuti all’avvelenamento

Il giallo della ricina a Pietracatella è a una svolta. Il mistero comincia a diradare la nebbia di omissioni volute e silenzi sospetti mentre un invisibile muro di omertà che gli inquirenti si sono trovati di fronte a sbarrare la strada delle indagini sin dall’inizio, sembra cominciare a sgretolarsi. Dunque, l’inchiesta sulla tragica morte di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, decedute lo scorso dicembre per un sospetto avvelenamento da ricina, vedono oggi un’accelerazione cruciale sia sul fronte scientifico. Che su quello investigativo.

Giallo di Pietracatella, cominciano ad arrivare le prime risposte chiave

Oggi (martedì 30 giugno, ndr) sono riprese le attività degli esperti incaricati dalla Procura di Larino, guidata da Elvira Antonelli. Sono stati effettuati i prelievi ematici sui familiari superstiti, Gianni e Alice Di Vita. Quindi, i campioni di sangue, insieme agli alimenti sequestrati nell’abitazione, verranno trasferiti nelle prossime ore in Germania. A Berlino per l’esattezza, dove gli specialisti in bioterrorismo del Robert Koch Institute esamineranno i reperti al microscopio per isolare le tracce della potente tossina.

Prelievi di sangue per Gianni e Alice Di Vita: i campioni inviati al “Robert Koch Institute”

Ma se per i risultati biochimici tedeschi serviranno tre mesi, è attesa entro oggi sul tavolo della Procura la relazione definitiva dell’esame autoptico. L’inchiesta resta al momento sempre a carico di ignoti. Ma l’attenzione degli inquirenti non si allontana mai troppo dal perimetro familiare: l’ipotesi è che il veleno sia stato ricavato da una pianta di ricino individuata poco distante dal paese.

Giallo di Pietracatella, dalla indagini a Berlino alla relazione dell’esame autoptico attesa per oggi

Nel frattempo, le indagini della Squadra Mobile solo nei giorni scorsi hanno registrato un pesante colpo di scena: una stretta amica di Antonella Di Ielsi è stata denunciata per favoreggiamento. Ascoltata tre volte in Questura come persona informata sui fatti, la donna ha sempre negato di essere a conoscenza di problemi o attriti all’interno del nucleo familiare. Una versione blindata, ma clamorosamente smentita dai riscontri oggettivi della Polizia. Dall’analisi preliminare delle chat contenute nei cellulari sequestrati, infatti, sono emersi riferimenti inequivocabili a profonde tensioni e contrasti passati all’interno della casa.

Incroci e riscontri tra omissioni e reticenze: il giallo a un passo dalla svolta

L’amica sapeva, ma ha taciuto di fronte agli inquirenti. Una reticenza, fanno sapere fonti investigative, riscontrata anche in altri testimoni. Ora però, al netto di indiscrezioni legate al presunto invio all’indirizzo degli investigatori di una lettera anonima. E di rumors ininterrotti sin dall’inizio della vicenda  su un ennesimo testimone di turno, quel che conta è che le discrepanze tra le bugie dei verbali e la verità dei dispositivi elettronici potrebbero finalmente squarciare il velo di silenzio che avvolge questa drammatica vicenda. Una vicenda dai contorni ancora troppo oscuri, a ormai 6 mesi dalla misteriosa morte di madre e figlia.

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