Gila si racconta: "Mi volevano Tare e Allegri, inutile negarlo. Poi mi ha chiamato Amorim... Questa voglia di Milan non ha prezzo, Cardinale mi aspettava a braccia aperte. Gabbia è un leader"
Il nuovo difensore del Milan si racconta nella prima intervista esclusiva.
Mario Gila si concede per la prima volta ai microfoni da giocatore del Milan. L'ex difensore biancoceleste è stato in visita al Flagship Store di via Dante nel centro di Milano.
Il centrale spagnolo è arrivato in rossonero firmando un contratto quinquennale sino al 30 giugno 2031, per una cifra pari a 27,5 milioni di euro. Di seguito, tutte le sue dichiarazioni.
COSA TI HA STUPITO DEL MILAN E DI AMORIM?
Gila comincia così: “Mi è piaciuta della società soprattutto la grandezza che fa vedere, un club grandissimo. I servizi che ha Milanello sono pazzeschi, tutti sono molto disponibili e sono molto contento. Poi parlando del discorso calcistico sono felice che Ruben Amorim faccia un gioco molto moderno. Si lavora molto con la palla e anche sul discorso fisico, tanto. Però è uno stile di gioco che mi piace, penso che posso fare molto bene anche se non l’ho praticato molto in questi anni nella Lazio. Però penso che mi può far migliorare tantissimo come giocatore”.
AMORIM
Un pensiero anche sul nuovo tecnico rossonero: “Con Amorim abbiamo parlato un po’ della maniera di vivere il calcio, in cosa siamo d’accordo. Abbiamo parlato molto del suo stile di gioco, di cose che magari io ho fatto nei diversi stili di gioco con i diversi allenatori che ho avuto. Abbiamo confrontato un po’ le idee, abbiamo parlato di una maniera di pensare calcio uguale. La pensiamo molto simile. Sono molto contento, ho condiviso il mio modo di pensare con l’allenatore e lui mi ha spiegato anche come la vede. Mi è piaciuto molto. È stato in parte lui a spingermi per scegliere questa piazza. Devo dire che magari non era il punto più alto del Milan (si riferisce al momento post campionato, ndr), però mi piace perché andare in squadre che stanno vincendo non è chissà quanto soddisfacente. Arrivare in una piazza dove la gente vuole farla crescere… A me piacciono queste sfide, penso che sia ancora molto più bello. È stato per questo motivo, anche”.
POSIZIONE IN CAMPO
Gila racconta dove si vedrebbe bene nello scacchiere di Amorim: “Mi ha provato sia da centrale che da braccetto. Entrambe le posizioni mi piacciono, sono molto diverse. Il centrale è una posizione più di posizionamento e gestione palla, con un’uscita del pallone che aiuta la squadra e coprire gli spazi quando i braccetti vanno su. È una fase che mi piace, faccio vedere una potenzialità mia che è la velocità. Da braccetto vado molto più in avanti, mi piace essere arrogante, aggressivo in quel senso. Dipende dalla partita. Ci sono partite in cui magari devi controllare di più il gioco e mi piace, ci sono partite in cui posso avanzare di più. Quando mi allenava Tudor ho giocato addirittura braccetto sinistro che mi piace anche. Sono stili diversi, mi piacciono entrambi e sono pronto a tutti e due”.
TI VOLEVANO TARE E ALLEGRI
“È vero che Allegri mi voleva, è una stronzata negarlo. Igli anche. Le cose sono andate così, Allegri e Igli sono andati via… È arrivata la chiamata di Ruben e vedere questa voglia di avermi in squadra al Milan… Penso non ci sia prezzo. Penso che è una squadra molto grande, con tantissima storia, e me l’ha dimostrato in questi primi giorni che ho vissuto qua. Mi è bastato poco per decidermi sinceramente. Mi è piaciuto molto come sono stato accolto, sono contento di essere qua perché penso che posso fare cose importanti. Penso di aver fatto la scelta giusta”.
CARDINALE
“Non ho parlato con lui prima di firmare, ci ho parlato dopo. È stato molto veloce il fatto di sapere che erano molto interessati. La mia scelta non è stata chissà quanto lunga. Non ha avuto manco il tempo di chiamarmi perché io avevo molto chiaro il fatto di venire qua. Quando era tutto fatto mi ha scritto che era molto contento di vedermi e che fossi qua, e che mi aspettava a braccia aperte”.
I COMPAGNI DI SQUADRA
Idee chiare per Gila: “Una personalità che mi è piaciuta molto, che mi ha fatto entrare subito dentro la squadra è stato Gabbia. È un leader importantissimo dentro la squadra. Poi ci sono un paio di ragazzini, Camarda e Bartesaghi. Ho legato molto con loro, sto quasi sempre con loro, mi ha fatto molto piacere che mi abbiano accolto molto velocemente in squadra”.
SPAVENTA IL GIOCO OFFENSIVO DI AMORIM
Gila non ha dubbi: “A me piace il discorso di andare in attacco e poi magari lasciare i difensori in situazioni che sono difficili per noi, però comunque è il calcio attuale. Se fai delle belle posizioni tattiche per attaccare di squadra la difesa può fare bei lavori. Il calcio attuale è così: se vuoi andare in attacco devi prendere rischi, magari sulla sicurezza difensiva. Magari se giochi contro un attacco a tre rimani uno contro uno e te la devi giocare. Questi sono i giocatori che valgono soldi: che vincono i duelli, che ti fanno uscire da situazioni difficili. Se vuoi andare in avanti devi prendere rischi dietro. Non vuol dire che non ci sia una responsabilità difensiva nel calcio, ma è un calcio che propone molta più offensività. Per il mio stile considero che il calcio sta diventando questo e dobbiamo abituarci il prima possibile. Ci porterà tanti risultati positivi”.
UN DIFETTO DA MIGLIORARE?
L'ex Lazio conclude la sua intervista così: “Non ho problemi a rispondere. Considero che sono un giocatore che quando sta in un momento molto positivo della partita guadagno molta fiducia e magari mi piaccio troppo volendo fare troppo. È un fattore che cambia con la maturità, il saper gestire questi momenti in cui ti senti molto bravo. Per un giocatore determina molto la fiducia che ha in testa e psicologicamente, quindi devo gestire quando faccio le cose molto bene ed essere più tranquillo. Gestire meglio questa fiducia. È un fattore su cui devo lavorare e sono cosciente che migliorerò. Spero”.
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