Giorgetti: “La sicurezza marittima è parte integrante di quella economica nazionale”

21 Maggio 2026 - 15:00
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La crisi di Hormuz “ha dimostrato che la chiusura di un choke-point produce effetti immediati su traffici, costi assicurativi, energia e logistica. Ciò ha confermato, ancora una volta, che la sicurezza marittima è ormai parte integrante della sicurezza economica nazionale”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, in un videomessaggio inviato in occasione dell’edizione 2026 di “Deportibus – Il festival dei porti che collegano il mondo” a Ravenna. “L’Italia — Paese trasformatore, importatore di energia, vocato all’export — deve trarne una consapevolezza più profonda: i porti sono infrastrutture strategiche, non mere strutture di servizio. Il porto moderno non è più soltanto una banchina. È una piattaforma economica che integra mare, ferro, strada, digitale, energia e impresa. Investire in modo efficace nei porti significa far crescere l’intero sistema territoriale: le aree retroportuali, i distretti produttivi, l’autotrasporto, la logistica, le imprese esportatrici”, ha aggiunto.

I dati ci dicono che “investire nella portualità sta pagando. Nel 2025 i nostri porti hanno movimentato 510 milioni di tonnellate di merci, con una crescita del 3,5 per cento rispetto al 2024. Il traffico container è cresciuto del 7,1 per cento. Il nostro obiettivo comune deve essere rafforzare questo trend e collocare l’Italia in una posizione di primazia nei collegamenti marittimi mediterranei. Questa ambizione è anche la linea direttrice della riforma della governance portuale che il governo ha sottoposto al Parlamento. La riforma — e la proposta di costituzione della società Porti d’Italia — mira a utilizzare con efficacia le risorse disponibili e a rafforzare la regia nazionale del sistema, in particolare sulle grandi opere. Il passaggio parlamentare e il confronto con il mondo portuale, le imprese, gli operatori logistici, i territori e gli stakeholder saranno decisivi per costruire un modello equilibrato ed efficace”, ha aggiunto.

Investire nei porti “significa investire nella capacità dell’Italia di sostenere la vocazione internazionale della nostra manifattura, difendere la continuità degli approvvigionamenti, trasformare la posizione geografica in vantaggio competitivo. Il periodo che attraversiamo, segnato da turbolenze inedite, è anche quello in cui l’economia italiana mostra dati positivi, quasi sorprendenti se si guarda il contesto”, ha sottolineato Giorgetti, che ha concluso: “Il ministro dell’Economia guarda sempre i dati. E i dati ci dicono che il Paese ha fondamenta solide. Il compito della politica economica è rafforzarle, facendo della portualità una componente essenziale della strategia industriale, logistica ed energetica nazionale”.

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