Giornalisti aggrediti a Sestri Ponente, c’è il primo denunciato: è un cinquantenne del quartiere

07 Luglio 2026 - 20:03
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Giornalisti aggrediti a Sestri Ponente, c’è il primo denunciato: è un cinquantenne del quartiere
manifestazione sicurezza sestri ponente

Genova. E’ stato identificato e denunciato dalla Digos uno degli autori delle aggressioni ai cronisti e fotoreporter durante la manifestazione di ieri sera a Sestri Ponente indetta dal gruppo facebook Genova Insicura. E’ un residente del quartiere di circa 50 anni, con precedenti penali. E’ accusato di violenza privata, aggravata dall’essere stata commessa nel corso di pubblica manifestazione. Ha colpito i cellulari tenuti in mano da alcuni giornalisti, mentre erano intenti a fare riprese facendoli cadere a terra e li ha minacciati ripetutamente.

Proseguono le indagini per identificare anche gli altri aggressori. Quattro in tutto i cronisti, fotografi e operatori aggrediti.

Cosa è successo ieri sera a Sestri Ponente

A farne le spese dei tafferugli ieri sera sono stati infatti i giornalisti: in tre sono stati aggrediti e a un quarto è stato rubato il cellulare per impedirgli di filmare. Per fortuna non ci sono state conseguenze più gravi ma quanto accaduto ieri sera, indicativo di un livello di conflittualità crescente in città, desta una certa apprensione in vista della gestione dell’ordine pubblico dei prossimi eventi di piazza, a cominciare da quello di sabato 11 luglio con il comizio del generale Vannacci, leader di Futuro nazionale, i cui principali esponenti politici genovesi erano presenti proprio ieri sera tra le fila del corteo per chiedere “più sicurezza”.

Quella di ieri sera a Sestri Ponente non è stata in realtà la prima manifestazione del comitato o meglio, del gruppo facebook Genova insicura. Le precedenti, in corso Italia e poi a Cornigliano non avevano creato problemi di sorta. Ma due cose sono cambiate ieri.

Anzitutto è stata la prima volta che al corteo si è contrapposta una contro manifestazione. In secondo luogo qualcosa sembra essere cambiato – almeno ieri sera – nella composizione di un gruppo eterogeneo e per questo già di per sé difficilmente inquadrabile. Alla fiaccolata infatti hanno partecipato in massa esponenti politici del centro destra e della destra genovese, da Fratelli d’Italia, alla Lega ai ‘vannacciani’. E con loro si è anche materializzato un gruppo di facinorosi: così all’arrivo del corteo in piazza Baracca non voleva che braccia tese e cori sulla remigrazione fossero immortalati da foto e video dei tanti cronisti presenti.

Così se da un lato è andato in scena uno scambio di urla e insulti con gli esponenti dell’Anpi e di Avs, in gran parte anziani, dall’altro i bersagli prediletti sono stati proprio i fotografi e gli operatori.

D’altro canto anche l’ l’Anpi avrebbe una quota di responsabilità in quanto non ha rispetto la piazza concordata e “preavvisata” alla Questura: doveva essere piazza Tazzoli. Ma i circa 100 presenti invece si sono ritrovati in piazza Baracca, sembra per colpa delle transenne messe per la gara di Orienteering in corso oggi, oppure per poter vedere da vicino il corteo contrapposto che tuttavia era stato autorizzato a passare proprio da via Sestri.

Un contatto che è stato probabilmente sottovalutato e la scelta della Questura -per non alzare il livello di tensione  – di non disporre una fila di agenti del reparto mobile a evitare il contatto,  è stata parecchio rischiosa, visto che il faccia a faccia a suon di urla, insulti e spintono è stato quasi impossibile da gestire, nonostante la buona volontà, per un pugno di poliziotti della digos e un paio di giovani carabinieri.

Quando il corteo è infine sfilato e sembrava tutto finito alcuni dei ‘facinorosi’ sono tornati invece indietro, prendendosela ancora una volta con i giornalisti. A quel punto è stato schierato il reparto che ha messo fine alle scaramucce verbali.

Oggi i rappresentanti di categoria dei giornalisti sono stati ricevuti in un incontro dalla prefetta Cinzia Torraco, a cui hanno partecipato la questora Silvia Burdese e i comandanti provinciali dell’Arma dei carabinieri e della Finanza Alessandro Magro e Luigi Macchia.

Ai giornalisti aggrediti è arrivata la solidarietà delle forze politiche pur con un rimpallo di responsabilità sulle tensioni che si sono verificate ieri sera.

Il generale Vannacci sposta il comizio ad Albaro

Intanto il generale Vannacci, atteso a Genova per un comizio sabato 11 luglio che avrebbe dovuto tenersi in al teatro della Gioventù di via Cesarea, ha concordato con la questura lo spostamento dell’evento in piazza Leopardi nel quartiere di Albaro.

Futuro Nazionale comunica che il comizio del Generale Roberto Vannacci, previsto per sabato 11 luglio, si terrà alle ore 17.30 in Piazza Leopardi, e non più in Via Cesarea come inizialmente previsto.

La modifica del luogo dell’evento è stata concordata con la Questura di Genova, con l’obiettivo di garantire le migliori condizioni per la tutela dell’ordine pubblico, della sicurezza dei cittadini e del regolare svolgimento della manifestazione.
“Futuro Nazionale rivolge un invito a tutta la cittadinanza a partecipare numerosa a questo importante appuntamento pubblico, nel segno dei valori della democrazia, della libertà di espressione, del rispetto reciproco e della legalità, principi fondamentali su cui si fonda il nostro Paese – si legge in una nota – L’incontro sarà un’occasione di confronto pubblico e di partecipazione civile, nel pieno rispetto delle istituzioni e delle regole democratiche”.

Contro la presenza di Vannacci a Genova erano state indette due contro manifestazioni, una da parte della Fiom con Cgil e Anpi in via Cesarea, un’altra in via Macaggi da parte di Genova Antifascista. La Cgil e l’Anpi hanno deciso di non seguire il leader di Futuro nazionale e di mantenere un presidio molto simbolico in via Cesarea.

Da capire cosa deciderà di fare la galassia antagonista, impegnata fra l’altro nell’organizzazione del corteo del 19 luglio, 25esimo anniversario del G8 di Genova, altro appuntamento che suscita una certa preoccupazione per chi dovrà gestire l’ordine pubblico.

 

 

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