Girona retrocesso: dalla Champions League alla seconda divisione in due anni. Il crollo e chi può partire nel mercato
Sensazionali due anni fa, i catalani sono stati condannati assieme al Maiorca nell'ultima giornata de La Liga
Echeverri, Lemar, Ounahi e Tsygankov dietro al navigato bomber di provincia Stuani: questo reparto offensivo qui è retrocesso in Liga da penultimo in classifica con 41 punti. È l'epilogo beffardo della stagione del Girona, che poco più di due anni fa festeggiava una folle qualificazione in Champions League. Dallo spettacolare goal al volo di Portu che sigillò il 4-2 al Barcellona che valse la Champions alla traversa di Lemar che ha negato la salvezza. Come ha fatto la piccola realtà biancorossa a dilapidare tutto quel che aveva messo assieme nel 2023/24, scendendo in seconda divisione dopo 4 stagioni?
GIRONA-ELCHE 1-1
Innanzitutto, la partita: i blanc-i-vermells, sconfitti dall'Atletico Madrid alla penultima, avevano un solo risultato a Montilivi contro l'Elche: la vittoria. Solo che Vanat è infortunato, Abel Ruiz è fuori dai radar e Stuani non ha più i 90', quindi nel primo tempo ha giocato Tsygankov da falso nueve, senza sortire effetti. E Alvaro Rodriguez ha colpito con una girata strepitosa, mettendo ancor più in salita la strada per la squadra del tecnico Michel. Il pareggio di Arnau Martinez in avvio di ripresa ha riacceso il tifo, dalla panchina sono entrati prima Stuani, poi Echeverri e infine Lemar, che ha fatto tremare la traversa con un bolide mancino dal limite al 78': si è infranto lì il tentativo di rimonta del Girona, che si è dovuto arrendere alla retrocessione condannando di fatto anche il Maiorca dell'ex Lazio Muriqi.
ANATOMIA DI UN DECLINO
La retrocessione del Girona è figlia del mercato estivo. Non di quello del 2025, ma di quello del 2024, ovvero quello che avrebbe dovuto mantenere altissimo il livello di una formazione che sì, si era qualificata alla Champions League arrivando terza in classifica, ma aveva perso tutti i suoi migliori giocatori: Dovbyk, Savinho, Yan Couto, Aleix Garcia, Eric Garcia. In particolare la partenza dei due Garcia, l'architetto del gioco e il jolly della difesa, e dei due imprendibili brasiliani, non sono state metabolizzate. La Champions si è chiusa mestamente ai gironi, la stagione ha rischiato di precipitare ma è stata salvata dal cuore dei veterani Portu e Stuani, dopodiché un mercato pur interessante, con gli arrivi nelle due sessioni tra gli altri di Vanat, Ounahi, Lemar, Witsel, Ter Stegen, Vitor Reis ed Echeverri, non è stato seguito da un amalgama sufficiente a salvarsi. Il tecnico Michel (fortemente accostato all'Ajax) non ha cambiato la sua proposta di gioco, raccogliendo risultati sempre meno confortanti: il livello alto della lotta salvezza in Spagna, con la quota fissata a ben 42 punti, e i tanti infortuni gravi (Vanat e Ter Stegen su tutti) hanno fatto il resto. Pensate che con cinque punti in più si eguagliava il decimo posto della Real Sociedad...
OCCASIONI SUL MERCATO
Adesso è caccia alle occasioni: ci sono giocatori che non hanno ragion d'essere in seconda divisione spagnola. Da Arnau Martinez, già accostato a Juventus e Napoli l'estate scorsa, a Joel Roca, che tutto sommato si è ben comportato in tandem con Moreno dopo l'addio di Miguel Gutierrez, da Tsygankov a Lemar passando per Bryan Gil, sulle fasce c'è l'imbarazzo della scelta. Nel mezzo Ounahi è un po' scostante ma ha una cifra tecnica altissima, mentre Vitor Reis (difensore) ed Echeverri (trequartista) sono di proprietà dell'ammiraglia Manchester City. Hanno poco da dire Stuani, David Lopez, Blind e Witsel, tutti sul viale del tramonto, mentre i due attaccanti più giovani, Abel Ruiz e Vanat, sono recuperabili e rilanciabili col progetto giusto.
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