Gli educatori di strada di DesTEENazione Varese mappano i desideri e i bisogni degli adolescenti

Prendere i desideri degli adolescenti, ascoltarli senza giudicare e trasformarli in azioni concrete. È questa l’essenza di DesTEENazione Varese, un progetto nazionale attivo in 92 città italiane che mette al centro il protagonismo giovanile nella fascia d’età compresa tra gli 11 e i 21 anni. Più che un semplice servizio, una vera e propria spinta a rimettere i ragazzi in movimento, a partire dal cuore pulsante del progetto: la sede di via Maspero a Varese, un grande spazio di aggregazione aperto dal lunedì al sabato.
«Il nome completo è “DesTEENazione: desideri in azione”, poiché il nostro obiettivo è chiedere ai ragazzi cosa vogliano fare concretamente», spiega Melissa Lastella, educatrice del progetto. «Non ci limitiamo a offrire attività:chiediamo ai ragazzi quali siano i loro desideri e cosa vorrebbero creare, mettendo a disposizione gli spazi e le nostre competenze». L’équipe si divide tra chi gestisce le attività quotidiane nella sede centrale e chi, come Melissa, si occupa di educativa di strada: operatori che si spostano sul territorio nei luoghi di ritrovo spontanei dei ragazzi per intercettarli e attivarli.
Il tour in provincia: l’educativa va “a casa” dei ragazzi
Nato in via Maspero a Varese, il progetto sta uscendo dai confini della città per incontrare i giovani direttamente sul loro territorio. DesTEENazione ha infatti inaugurato un vero e proprio tour in tre tappe che tocca gli oratori della provincia, all’interno dei comuni legati all’ATS (Ambito Territoriale Sociale). Il progetto sul territorio si struttura in due poli principali: sotto il polo di Casciago rientrano Barasso, Comerio, Luvinate e Brinzio; sotto quello di Bodio Lomnago ci sono Cazzago Brabbia, Inarzo e Galliate Lombardo, a cui si aggiungono Lozza e Malnate.
Questo viaggio risponde a una precisa linea del bando nazionale, come sottolinea l’educatrice Giorgia Silvestrini: «Se nel centro di via Maspero sono i ragazzi a venire da noi, nel caso dell’educativa di strada siamo noi educatrici a incontrare i ragazzi nei loro luoghi di aggregazione». L’organizzazione di questi appuntamenti è nata proprio dopo una serie di incontri con i referenti comunali e le realtà locali per mappare i bisogni dei ragazzi nei piccoli centri. Il viaggio ha preso il via a Bodio Lomnago, ha fatto tappa proprio in questi giorni all’oratorio di Casciago e si concluderà mercoledì 29 maggio a Lozza. Proprio su Lozza, l’équipe ha fatto un discorso a parte: «Ci è stato riferito che lì ci sono già molti ragazzi agganciati, ma mancano figure adulte di riferimento, quindi andremo noi in supporto degli educatori proponendo le nostre attività», conclude Silvestrini. Per quanto riguarda Malnate, invece, si stanno definendo i dettagli organizzativi.
I bisogni degli adolescenti: Varese centro contro la provincia
Lavorare con ragazzi dagli 11 ai 21 anni significa confrontarsi con un’età di grandi transizioni, bilanciata tra la ricerca della propria identità e le scelte sul futuro. Ma le necessità cambiano drasticamente a seconda del contesto geografico.
«In città è più facile trovare i ragazzi per strada», spiega Claudia Baratelli, una delle educatrici di strada. «Lavoriamo spesso con una fascia d’età dai 15 anni in su, ragazzi che magari hanno molto tempo libero non strutturato e meno controllo a casa. In provincia, invece, incontriamo più facilmente i ragazzi delle scuole medie. Le famiglie sono presenti e li spronano, ma vivono in contesti territoriali che offrono pochissimo». Nei piccoli comuni della provincia, l’allarme principale intercettato dalle educatrici si chiama isolamento: «Il rischio maggiore qui è il ritiro sociale: molti ragazzi restano a casa a giocare ai videogiochi e hanno pochi stimoli per socializzare. Il nostro obiettivo è creare occasioni interessanti per spingerli a uscire e a incontrare i coetanei che vivono vicino a loro e che magari non conoscono nemmeno».
L’educativa di strada ribalta completamente il concetto tradizionale di educazione istituzionale, come emerso dalle riflessioni del team sul campo: «A scuola c’è un contenitore con regole precise e sei all’interno di un’istituzione. A scuola il ragazzo viene ‘a casa mia’ e io, come docente, lo accolgo. In strada, invece, sono io educatore che vado a casa loro. Entro nel loro territorio in punta di piedi, chiedendo il permesso e accettando le loro regole – dice Claudia -. Tuttavia, come figura adulta, il mio ruolo è aiutarli a mettere in discussione quelle regole, distinguendo tra quelle funzionali e quelle disfunzionali, per offrire loro un punto di vista diverso e aiutarli a rielaborare le proprie idee».
Cosa c’è in via Maspero: dalla musica al supporto psicologico
Mentre l’educativa di strada mappa il territorio, la sede centrale di via Maspero a Varese rimane il punto di riferimento quotidiano, sempre aperto a ragazzi e famiglie. L’offerta è vastissima e spazia dall’aula computer per i compiti e lo studio silenzioso a laboratori decisamente più creativi e stimolanti.
All’interno del centro si trovano un’aula di musica per imparare a suonare o cantare (incentivando i ragazzi più esperti a fare da tutor ai coetanei), un’aula d’arte con tele e colori per la creatività libera e uno spazio per la motricità che si sta allestendo in base alle richieste dirette dei frequentatori, come l’installazione di un sacco da boxe. Le attività quotidiane includono tornei di carte, scacchi, sessioni di Dungeons & Dragons, creazione di braccialetti e progetti futuri legati alla scrittura creativa e al rap, senza dimenticare lo spazio esterno dotato di un campo da bocce. Oltre ai laboratori, il progetto DesTEENazione offre risposte strutturate a 360 gradi, che comprendono l’attivazione di tirocini, percorsi nelle scuole con la linea “Get Up”, il contrasto alla dispersione scolastica e uno sportello di supporto psicologico gratuito sia per i ragazzi sia per i genitori che necessitano di un confronto.
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