Governo sotto sulla Legge elettorale, Ciriani: “Andiamo avanti” – La diretta

15 Luglio 2026 - 16:30
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Governo sotto sulla Legge elettorale, Ciriani: “Andiamo avanti” – La diretta

All’indomani della sconfitta per un voto  ieri in Aula alla Camera, quando l’emendamento alla legge elettorale sulle preferenze voluto da FdI, Udc e Nm e appoggiato, sulla carta, anche da FI e Lega, è stato bocciato, e la conseguente richiesta delle opposizioni alla premier Giorgia Meloni di dimettersi, il governo andrà avanti. Ne è certo il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani: “Non intendiamo concludere questa esperienza di governo. Il centrodestra ha lavorato bene per quattro anni, c’è stato questo episodio di ieri che intendiamo superare”, ha detto Ciriani. Ma dalle opposizioni continuano ad arrivare attacchi e richieste di dimissioni. Intanto oggi prosegue l’esame della legge in Aula e si va avanti con le votazioni.

QUI LE FOTO DELL’ESULTANZA DELLE OPPOSIZIONI IN AULA DOPO IL VOTO

Legge elettorale, tensioni nella maggioranza e con le opposizioni – Tutte le notizie di oggi 15 luglio
Inizio diretta: 15/07/26 11:11
Fine diretta: 15/07/26 23:00
Opposizioni verso il sì all'emendamento di maggioranza per i fuorisede

Opposizioni verso il sì all’emendamento di maggioranza per i fuorisede. Pronto al voto favorevole il Movimento 5 stelle, il cui presidente Giuseppe Conte sottolinea che “quella di ampliare i più possibile la partecipazione ed estendere il sacrosanto diritto di voto è una nostra battaglia sin dall’inizio”. Sulla stessa linea anche Avs ed è orientato per il sì anche il Pd che, per confermare la linea unitaria del centrosinistra sul testo, attende solo di vedere la riformulazione del Comitato dei nove.

Rampelli (FdI): "La sinistra fa tifo per il monocameralismo di fatto"

“La sinistra si è sempre lamentata del monocameralismo di fatto, che costringe solo una Camera a esaminare e ad approvare una proposta di legge – prassi peraltro introdotta dal governo Gentiloni – e ora che il presidente La Russa ricorda le prerogative dell’altra Camera si scandalizzano? È la dimostrazione di come il campo largo voglia piegare, nelle migliori tradizioni totalitarie, le istituzioni ai suoi comodi”. Lo dichiara Fabio Rampelli, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Camera.

Ziello: "Video voto segreto poco elegante ma non sbagliato"

“Se rivendichiamo la scelta di filmare il voto segreto? Lo rivendico con orgoglio, perché erano tutti d’accordo nell’attribuire la responsabilità del voto contrario a Futuro Nazionale”. Così il deputato di Futuro Nazionale Edoardo Ziello, rispondendo alle domande dei cronisti all’esterno della Camera dei Deputati. Ziello ammette che registrare il voto non è stato “un atto elegante”, ma non è “assolutamente un atto illegale”. “Parliamoci chiaro, non è un voto segreto. Se uno si fosse astenuto avrebbe illuminato la pulsantiera di bianco”, sottolinea il deputato futurista, per il quale “non abbiamo fatto niente di sbagliato dal punto di vista regolamentare”. “Si può discutere sulla forma, ma la forma in questo caso non è sostanza”.

 

Ziello: "Meloni segue Vannacci su preferenze e Lega vota contro"

“FdI e FnV nuova minoranza in parlamento? Dal punto di vista dei voti del tabulato sì, è evidente. Significa che Fratelli d’Italia ha seguito il generale Vannacci nell’indicazione di introdurre le preferenze per restituire ai cittadini italiani il diritto di scegliere i propri parlamentari. Evidentemente, però, i partiti di centrodestra non hanno accolto questo appello del generale e hanno votato contro. Tra l’altro, dai banchi della Lega abbiamo sentito in modo evidente le indicazioni di voto dei parlamentari di votare contro all’emendamento di Futuro Nazionale che prevedeva l’introduzione delle preferenze. Un bel cortocircuito per un partito che si dichiara sovranista a parole, ma nei fatti fa esattamente l’opposto”. Così il deputato di Futuro Nazionale Edoardo Ziello, intercettato dai cronisti all’uscita della Camera dei Deputati.

“Prove di alleanza Meloni-Vannacci? L’alleanza si fa sulla base di un programma”, risponde l’onorevole futurista, rimarcando poi che “chi vota la fiducia a Meloni in modo palese dai banchi della maggioranza poi nel voto segreto l’ha tradita”. “Evidentemente chi è funzionale alla sinistra è chi la tradisce nel voto segreto, non chi palesemente vota contro la fiducia per una questione di un eventuale rapporto che ancora non c’è”, aggiunge. In questo senso, “sicuramente Futuro Nazionale non ha perso la trebisonda su certi principi, tra cui quello di attribuire ai cittadini italiani il diritto di scegliere i parlamentari”, oltre che sulla sicurezza, sull’invio delle armi all’Ucraina. “Noi siamo un albero maestro, che Meloni potrebbe seguire per ripristinare la coerenza che in certi comparti e argomenti ha perduto”.

Donzelli: "FdI assieme a FnV? Votiamo ciò che riteniamo utile per italiani"

“Fratelli d’Italia vota con Futuro Nazionale? FdI da quando siamo in parlamento vota qualsiasi cosa che ritiene utile per gli italiani. Non abbiamo motivo di non votare una cosa perché la propongono le opposizioni. Se fosse rimasto l’emendamento del centrosinistra lo avremmo votato. Lo hanno ritirato. Dopo aver fatto polemica per tanti mesi”. Così il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli fuori da Montecitorio sul voto di questa mattina all’emendamento Ziello (Futuro Nazionale) sulle preferenze nella legge elettorale che ha visto il partito di Vannacci votare a favore assieme a quello di Meloni. Contrarie oltre alle opposizioni Lega e Forza Italia.

Costa (FI): "Governo è solido, va avanti e lavora bene"

“Quello di ieri è stato un voto parlamentare che non ha alcuna attinenza con l’azione del Governo. L’Esecutivo è solido, va avanti e lavora bene. Anche ieri il Consiglio dei ministri ha approvato provvedimenti importanti: non esiste, dunque, alcuna connessione tra quel voto e l’azione di Governo”. Lo ha detto Enrico Costa, presidente dei deputati di Forza Italia, a ‘4 di Sera’.

 

Vertice dei leader Pd-M5S-Avs alla Camera

I leader del centrosinistra, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli si sono riuniti per circa mezz’ora, nel corridoio della Corea, a Montecitorio, per fare il punto sulla linea da tenere nella prosecuzione dell’esame della legge elettorale.

Foti: "Preferenze? Aspettavamo emendamento Schlein ma si è persa"

“Noi siamo a favore delle preferenze. Se voteremmo qualsiasi emendamento in materia anche dall’opposizione? Aspettavamo quello del Pd. Stavolta non l’abbiamo vista arrivare sul serio. Si è persa la Schlein sull’emendamento sulle preferenze”. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti fuori da Montecitorio nella pausa della seduta della Camera su discussione e voto degli emendamenti alla legge elettorale.

Faraone (Iv): "Maggioranza non c'è più, inevitabile riflessione"

“Il voto sull’emendamento di Futuro nazionale ha dimostrato, questa volta in modo chiaro, che la maggioranza è divisa. Si tratta di un fatto politico che impone una riflessione”. Lo ha detto Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista, intervenendo in Aula alla Camera sulla legge elettorale.
“Ieri la testarda volontà di affrontare una modifica alla legge elettorale come tema centrale su cui bloccare il Parlamento e anche testare la solidità della maggioranza si è tradotta in una clamorosa debacle: l’Aula ha dimostrato che questa maggioranza non esiste più. La stessa premier ha chiesto, non a caso, una riflessione. Oggi, al ritorno in Aula, la maggioranza si è di nuovo divisa su un emendamento di Futuro nazionale. E stavolta non con un voto segreto ma in modo chiaro. Da un lato, si conferma che Vannacci condiziona la maggioranza. Dall’altro, la necessità di una riflessione diventa a questo punto inevitabile. La convocazione della capigruppo è per questo dovuta. Non si può continuare a far finta di nulla”, ha concluso.

Ronzulli (FI): "Pd contro preferenze, Schlein vuole scegliere fedelissimi"

“Perché quella sinistra che dice di voler dare agli elettori la possibilità di scegliere i loro rappresentanti in Parlamento ieri ha votato contro l’emendamento sulle preferenze? Le critiche sui capilista bloccati certamente non valgono per i partiti più grandi, come il Pd, che hanno la possibilità di far eleggere non solo il capolista ma anche due o più candidati con le preferenze. La realtà è che le preferenze non vanno bene a Schlein perché le levano la possibilità di scegliere chi portare in Parlamento. Con le preferenze rischiano di arrivare a Roma i deputati che Schlein non controlla. Il Pd non ha votato le preferenze perché altrimenti Schlein non avrebbe potuto scegliere i suoi fedelissimi. Alla faccia della rappresentanza”. Lo ha detto la senatrice di Forza Italia e vice presidente del Senato, Licia Ronzulli, a margine della 60esima assemblea pubblica Aiscat, a Roma.

Braga (Pd): "Asse Meloni-Vannacci sposta governo più a destra"

“Oggi in Aula è nata una nuova maggioranza: un’asse Meloni-Vannacci che sposta il governo ulteriormente a destra. La maggioranza che ha elaborato la legge elettorale non esiste più. Occorre un chiarimento politico, non si può andare avanti facendo finta di nulla. Meloni deve porre fine a questa fallimentare stagione di governo: non servirà a nulla inseguire Futuro nazionale con un settimo provvedimento sulla sicurezza, invece di occuparsi dei problemi del Paese”. Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula sulla legge elettorale.

Sospesi i lavori alla Camera, si riprende dopo il question time

Sono stati sospesi nell’Aula della Camera i lavori di esame della legge elettorale e riprenderanno dopo il question time delle 15. Tra gli emendamenti ancora da esaminare, quello del centrodestra sui fuorisede (numero 2.01.006), cui governo e relatori hanno dato parere positivo.

Lollobrigida: "Capire se ci sono problemi di natura politica o sono velleità individuali"
Il ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida. (Foto Mauro Scrobogna/LaPresse)

“Le opposizioni tutte, a mio avviso, hanno votato contro l’emendamento sulle preferenze, al di là di chi ha dichiarato di aver votato a favore. E un numero molto esiguo di colleghi della maggioranza ha fatto una scelta che noi non condividiamo. Però non è finita qui. Se mi sono fatto un’idea sulla provenienza di questi colleghi? Ma no, lungi da me pensare di lavorare contro quello che la Costituzione prevede cioè votare secondo coscienza. Ma credo vada stigmatizzato un fatto: noi non abbiamo mai avuto paura di metterci la faccia. Se sei contro qualcosa lo dici a viso aperto”. Sono le parole del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida intercettato dai cronisti fuori da Palazzo Chigi.

Al ministro ed ex capogruppo dei deputati meloniani alla Camera ieri sera è stata attribuita da alcuni organi di stampa la frase “Li cerco io i franchi tiratori” dopo il voto dell’aula di Montecitorio che ha bocciato l’emendamento di maggioranza sulle preferenze nella legge elettorale. Voto segreto che ha visto il governo andare sotto con 188 no e 187 sì a cause del voto contrario dell’opposizione ma anche di alcune decine di membri della maggioranza.

“Riflessioni sul prosieguo della legislatura? Le riflessioni sono sempre utili per capire se ci sono problemi di natura politica. Se invece, come io penso, ci sono delle velleità individuali a rimanere all’interno di un Palazzo senza avere il consenso dei cittadini quello è un problema legato ai soggetti che hanno poca coscienza civile”. 

Conte: "Pronti a condividere un programma e un criterio per la scelta del candidato premier"
Giuseppe Conte

“Abbiamo un Paese in ginocchio. Eravamo tra i primi per Pil quando abbiamo lasciato” Palazzo Chigi “e adesso siamo a crescita zero. Noi abbiamo fatto da mesi un processo interno con i cittadini per scrivere il programma che è quasi pronto. Se dobbiamo anticipare, lo facciamo la settimana prossima. Noi in pochissimo tempo condivideremo un programma e anche un criterio per dare indicazione del candidato premier, se imposto dalla legge elettorale. Non c’è altra via, non giochiamo su questo”. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, a ‘L’aria che tira’ su La7, rispondendo a una domanda sul centrosinistra.

La Russa: "Bene Meloni sulla riflessione ma si sta esagerando"

Dopo quello che è accaduto ieri alla Camera, “il fatto politico rimane e io ho detto che fa bene Meloni a considerare motivo di riflessione importante i voti che sono mancati a un provvedimento voluto dal governo. Ma mi pare che si stia facendo un’esagerazione sul voto a un emendamento, non a un provvedimento, non a un voto di fiducia, ma neanche a una legge; a un emendamento non firmato nemmeno da tutta la maggioranza”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, a margine della proiezione del documentario ‘1969-1980. Dagli anni di piombo alla rivolta borghese’, a Roma.

La Camera boccia l'emendamento di Futuro Nazionale sulle preferenze

L’aula della Camera ha bocciato l’emendamento di Futuro Nazionale, a prima firma Edoardo Ziello, per reintrodurre le preferenze, su cui il Governo con i relatori si era rimesso all’Aula. La richiesta di modifica è stata respinta con 233 voti contrari e 139 favorevoli. 

Conte: "Non votiamo emendamento FnV, non è accettabile"

“Noi non votiamo l’emendamento Vannacci” alla riforma della legge elettorale sulle preferenze a prima firma Edoardo Ziello (FnV) “perché non è un emendamento accettabile comunque in un contesto non accettabile. Noi abbiamo fatto una proposta per il proporzionale puro e per inserire preferenze vere. Adesso è una partita tra di loro, tra Futuro nazionale e la maggioranza. Se la giochino tra di loro”. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, a ‘L’aria che tira’ su La7. 

Conte: "Meloni sfiduciata da sua maggioranza si inchioda a poltrona"

“Abbiamo una premier che è stata bocciata e rimandata da 15 milioni di cittadini sulla riforma della giustizia. Qualsiasi altro premier avrebbe rimesso il mandato, ha fatto finta di nulla ma è rimasta azzoppata. Poi c’è stata la scomunica di Trump e ieri” per Giorgia Meloni è arrivata “la scomunica e la sfiducia di fatto dalla sua stessa maggioranza”. Lo ha detto il presidente del M5S, Giuseppe Conte, a ‘L’aria che tira’ su La7. “I nostri voti non c’erano per un impianto di legge incostituzionale”. Quello di ieri sulle preferenze “non era dal punto di vista formale un voto di fiducia, ma lei ha fatto un appello e ci ha messo la faccia perché tutta la maggioranza votasse compatta. Quei franchi tiratori significa che Meloni è stata sfiduciata dalla sua stessa maggioranza. Meloni si inchioda alla poltrona? Lo faccia. Se dopo quattro anni blocchi il Parlamento per accroccare un obbrobrio giuridico, devi andare a casa. La sfiducia è totale. Devono andare a casa, il Paese ha bisogno assolutamente di ripartire”, ha aggiunto.

 

Braga (Pd): "Altro che incidente, governo incassa sfiducia politica"

“Quello che è accaduto ieri non è un incidente, ma una sfiducia completa al governo. Del resto era stata la stessa Premier Meloni ad alzare la posta sfidando il parlamento e le opposizioni e invece ha ottenuto solo l’immagine plastica di una frattura profonda nella sua maggioranza. Per questo non si può far finta di nulla. Ora avrebbero dovuto abbandonare la legge elettorale e invece vogliono andare avanti come se nulla fosse inchiodando il paese su una questione che certo non dà risposte ai problemi del paese, ma serve solo a conservare il potere. Del resto lo sfaldamento nella maggioranza è chiaro dalla paralisi nell’azione di governo. Noi siamo pronti ad andare compatti al voto assumendoci la responsabilità di mandare a casa la destra e costruire una vera alternativa. La posta in gioco è altissima e le opposizioni hanno dimostrato di essere all’altezza di fare muro contro una legge elettorale che punta esclusivamente ad aumentare il potere della maggioranza per controllare le istituzioni ed eleggersi il Presidente della Repubblica. Il parlamento è stato più forte e responsabile”. Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, intervenendo a Radio Popolare.

Richetti (Az): "Premio maggioranza dovrebbe garantire governabilità"

“Azione è convinta che il premio di maggioranza debba essere previsto solo come un premio di governabilità, cioè in caso di raggiungimento della maggioranza politica nelle urne. Il nostro emendamento, bocciato dell’Aula, riconosceva un premio in seggi in Parlamento a chi si fosse rivelato maggioranza nelle elezioni raggiungendo la metà più uno dei voti. Garantire una maggioranza parlamentare a chi è minoranza politica nel paese, seppur maggioranza relativa, non è garanzia di governabilità. Avere la maggioranza nelle Camere deve essere conseguenza del raggiungimento della maggioranza politica nelle urne. Invece, questa legge elettorale crea un sistema in cui, con il 50 per cento di astensionismo, viene consegnata la maggioranza di 220 seggi a chi nella realtà ha il 25 per cento di voti e fa parte di una coalizione eterogenea”. Lo dice Matteo Richetti, capogruppo di Azione alla Camera.

Paita (Iv): "Se ha coraggio Meloni si dimetta"

“Se la presidente del consiglio avesse coraggio, si dimetterebbe e manderebbe il Paese a votare”. Lo dice la senatrice Raffaella Paita, capogruppo al Senato di Italia Viva, prendendo la parola sull’ordine dei lavori.

“Con un Paese in gravissima difficoltà per i costi dell’energia, il carrello della spesa, le liste d’attesa e la situazione geopolitica da brivido, il governo Meloni decide di dare priorità assoluta dell’agenda politico parlamentare alla legge elettorale, fallendo miseramente sulle preferenze. Quello che ha sfiduciato il governo – ricorda Paita – è stato il centro destra, i trenta e più franchi tiratori. Uno spettacolo indecoroso”.

 

Giorgetti: "Timori su governo? No, ci sono cose peggiori"

“Ma no. Ci sono cose peggiori di questa, ci sono le guerre”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intercettato a margine dell’assemblea dell’Abi, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano se abbia timori per la tenuta del governo. Ieri la maggioranza è stata battuta sull’emendamento sulle preferenze sulla legge elettorale.

Prosegue in Aula esame dopo ritiro emendamenti centrosinistra

Prosegue in Aula alla Camera l’esame degli emendamenti alla legge elettorale rimasti dopo che, ieri notte, le opposizioni hanno ritirato in segno di protesta la quasi totalità degli emendamenti presentati. Rimane, tra gli emendamenti da esaminare, quello del centrosinistra sui fuorisede, cui governo e relatori hanno dato stamani parere positivo.

Rotondi (FdI): "Preferenze storica battaglia Dc, grazie Meloni"

“Quella di ieri è stata una giornata parlamentare lunga, difficile. Sul ritorno delle preferenze siamo stati sconfitti. Si tratta di una storica battaglia democristiana, e Giorgia Meloni l’ha sostenuta, contro tutti. Comunque finisca l’avventura, le diciamo grazie”. Così Gianfranco Rotondi, presidente Dc e deputato di Fratelli d’Italia.

Vannacci: "Meloni faccia votare emendamento FnV, tiri fuori attributi"

“Meloni tiri fuori gli attributi e faccia votare l’emendamento di Futuro Nazionale che propone le preferenze senza capolista bloccato. La partita non è persa, bisogna solo avere la volontà di vincerla”. Lo scrive su Facebook il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, a proposito della proposta di modifica alla legge elettorale a prima firma Edoardo Ziello (FnV).

Ciriani: "Priorità chiudere alla Camera, a settembre in Senato"

“Il programma prevedeva la conclusione del voto domani sera, vedremo come lavora la Camera. La priorità è chiudere questa legge elettorale, che andrà al Senato senza preferenze” ed “è un peccato. È essenziale che la Camera voti questa legge, che non è per la Meloni, ma chi ha un voto in più governa” e rappresenta “la logica opposta a quella che abbiamo visto ieri delle trappole, degli inciuci e del voto segreto. Ci dispiace che qualcuno abbia ragionato per difendere i propri interessi, noi andiamo avanti per la nostra strada. Chiudiamo tra domani e al massimo venerdì alla Camera, al Senato si può naturalmente modificare. Sicuramente a settembre sarà uno dei primi argomenti, se non il primo che affronterà il Senato”. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a SkyTg24.

Boccia (Pd): "Meloni voleva umiliare donne, lo abbiamo impedito"

“Alla Camera ieri è stato espresso un voto politico di grande rilievo. Una parte consistente della maggioranza, insieme alle opposizioni unite, ha respinto un emendamento che, per tutta la serata di ieri, è stato propagandato come l’introduzione delle preferenze, ma che, in realtà, era l’ennesimo tentativo di mantenere liste bloccate con capilista predeterminati, cancellando persino il principio dell’alternanza di genere. La verità è che con il nostro no all’emendamento di FdI ieri abbiamo impedito che la Presidente del Consiglio donna cancellasse l’alternanza di genere nel nostro Paese, umiliando le donne”. Così il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.

Arianna Meloni: "Vergognosa esultanza sinistra come vittoria ai Mondiali"

“Non dimenticate mai questa foto. Tenetela sempre a mente. La sinistra che esulta come se avesse vinto i Mondiali dopo aver bocciato la proposta di Giorgia Meloni di restituire agli italiani il diritto di scegliere chi mandare in Parlamento. Sono vergognosi”. Così Arianna Meloni, responsabile Adesioni e segreteria politica di Fratelli d’Italia, su Instagram, dove posta a corredo una foto dell’esplosione di gioia fra i banchi delle opposizioni di ieri alla Camera dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze, in cui si vede tra gli altri la segretaria del Pd, Elly Schlein.

Vannacci: "Non siamo noi stampella sinistra ma ossessionati da poltrone"

“Gli infami della poltrona se la tengono stretta sotto al sedere. Ieri i badogliani della destra hanno potuto sparare alla schiena della loro stessa formazione grazie alle munizioni loro fornite dal Pd che ha chiesto il voto segreto. Morale: la sovranità al popolo non la vuole ridare nessuno e tutti i partiti si vogliono tenere il potere nelle loro segreterie. Chi fa da stampella alla sinistra non siamo noi, ma gli ossessionati dal potere e dalle poltrone. Rimane solo Futuro Nazionale a pensare ai cittadini e a voler ridare la sovranità al popolo”. Lo scrive su Facebook il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci. Che in un video aggiunge: “Chi sono gli inaffidabili? Chi è funzionale alla sinistra? Come avete visto, nessuno vuole le preferenze, solo noi le portiamo avanti. Noi, Futuro nazionale, l’unica destra autentica”.

Ciriani: "Questa legge è un inizio di premierato"

“Il premierato è in Parlamento, è difficile pensare di poterlo approvare entro la fine della legislatura. La legge elettorale è un inizio di premierato, perché del premierato condivide il principio” secondo cui “chi vince” le elezioni “ha il diritto democraticamente di poter governare con una maggioranza sicura. Una maggioranza che non intacca i principi costituzionali, perché abbiamo ridotto il premio di maggioranza”. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a SkyTg24. “Il premierato non riusciremo a farlo molto probabilmente, ma la legge elettorale è un principio per passare dall’oscurità degli accordi nelle segrete stanze alla trasparenza”, ha aggiunto.

Ciriani: "Parlamento di nominati, Meloni è stata coerente"

“Le donne di tutti i partiti hanno detto: ‘Noi vogliamo le preferenze’. Questo è un pretesto, questo è un Parlamento di nominati e li capisco. Meloni è stata coerente, quello che abbiamo fatto lo rifarei domani mattina. Altri, come i Cinquestelle e Avs, hanno votato per sottrarre ai cittadini la possibilità di scelta. Io vado a testa alta. Non è soltanto un voto politico, è un voto contro un sistema di autoconservazione dei parlamentari che non è il motivo per cui siamo stati eletti”. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, a SkyTg24, rispondendo a una domanda sulla polemica legata all’alternanza di genere nella legge elettorale.

Renzi: "Non hanno numeri, ieri perso in Aula e oggi faccia"

“Giorgia Meloni ha fatto una forzatura, cambiando la legge elettorale a otto mesi dalle elezioni. Penso che questo nasca dalla paura che ha Giorgia Meloni di perdere” le elezioni. “Il fatto politico è che i numeri non li hanno. Bene? Male? Fatti loro. Noi” del centrosinistra “avremmo dovuto dire una cosa molto semplice: non siamo disponibili per governi tecnici. Se si va al Quirinale, si va alle elezioni”. Lo ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, a SkyTg24. “Forza Italia ha paura di essere tagliata fuori da Futuro nazionale, la Lega è in crisi e Fratelli d’Italia è meno compatto. Ieri hanno perso in Aula, oggi hanno perso la faccia nel tentare di andare avanti”.

Renzi. "Regolamento conti in centrodestra, Meloni abbia sussulto coraggio"

“Il problema non è più il tema delle preferenze. Noi siamo favorevoli alle preferenze”, ma “quello che si è consumato ieri è un chiaro regolamento di conti all’interno del centrodestra. La Meloni dice di avere una maggioranza compatta e, appena c’è il voto segreto, i suoi le votano contro”. Lo ha detto il leader di Italia viva, Matteo Renzi, a SkyTg24. C’è la “possibilità” che “Meloni abbia un sussulto di coraggio e dica: ‘Mi avete rotto le scatole, cari camerati della destra, e vi porto a votare’, e si va a votare a settembre con il Rosatellum. Si può fare? Sì, si è fatto quattro anni fa. Io dico: chiudete questa benedetta legge elettorale in 24 ore e occupiamoci di stipendi e di innovazione tecnologica e lavoro”, ha aggiunto.

Relatore cambia parere su 2 emendamenti preferenze, 'decide Aula'

Nel corso della seduta dell’Aula della Camera con al centro la riforma della legge elettorale, il relatore di maggioranza Angelo Rossi (FdI) ha annunciato il cambio di parere su due emendamenti sulle preferenze, passando dal ‘no’ alla ‘remissione all’Aula’: uno a prima firma del deputato di FnV, Edoardo Ziello, e l’altro a prima firma Francesco Gallo (Misto). La ministra per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati, a nome del governo, ha dato parere conforme.

Seduta Camera sospesa in attesa pareri su emendamenti

La seduta dell’Aula della Camera con al centro l’esame della riforma della legge elettorale è stata subito sospesa e riprenderà alle 10.15. Lo ha annunciato il presidente di turno, Fabio Rampelli. A chiedere la sospensione è stato il presidente della commissione Bilancio, Giuseppe Mangialavori, che ha detto: “La commissione ha bisogno di esprimere gli ultimi pareri” sugli emendamenti, “abbiamo chiesto al Mef e siamo in attesa delle determinazioni del Mef per poi dare gli ultimi pareri, per cui chiedo all’Aula una sospensione di circa mezz’ora”.

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