GP Monaco, Ferrari: un guasto ai freni condanna Leclerc. Hamilton secondo

7 Giugnoe 2026 - 20:47
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GP Monaco, Ferrari: un guasto ai freni condanna Leclerc. Hamilton secondo

Il Gran Premio di Monaco si chiude con il trionfo in solitaria della Mercedes di Kimi Antonelli, capace di imporre un ritmo inavvicinabile per l’intera griglia. In casa Ferrari, il prezioso secondo posto di Lewis Hamilton salva un fine settimana vissuto sul filo del rasoio tra penalità, allarmi sui consumi e un alto degrado imprevisto. A pesare sul bilancio della Rossa è però l’amaro ritiro di Charles Leclerc, tradito da un catastrofico collasso all’impianto frenante della sua SF-26 in regime di Safety Car.

Kimi fugge via, Ferrari controlla gli avversari

Il Gran Premio di Monaco si apre con una scelta strategica unanime: tutti i piloti optano per le Medium, delineando una chiara tattica a sosta singola con successivo passaggio alle gomme Hard. Già durante il giro di schieramento, le comunicazioni radio si concentrano sull’attivazione degli pneumatici e sul corretto settaggio dei freni per massimizzare l’efficienza nella delicatissima prima staccata.

Allo spegnimento dei semafori, il primo vero colpo di scena rimescola le gerarchie: Max Verstappen incappa in uno stacco frizione pessimo, venendo sfilato da entrambe le Ferrari SF-26, prima di essere costretto al ritiro per un grave guasto alla power unit. Con l’olandese fuori dai giochi, la Mercedes W17 di Kimi Antonelli prende immediatamente il largo, imponendo un ritmo insostenibile.

Le due monoposto di Maranello cercano di stabilizzare il proprio passo, concentrandosi da subito sulle mappature motore per avviare una vitale strategia di risparmio carburante. Al settimo passaggio, Charles Leclerc segnala un comportamento anomalo al retrotreno, legato a sospetti problemi di rigenerazione elettrica. Il muretto box verifica la telemetria ma rassicura il monegasco, non riscontrando criticità.

Parallelamente, Lewis chiede informazioni sulle zone in cui Antonelli fa la differenza, individuando nelle curve 3 e 4 il vero vantaggio della W17. Nonostante i suggerimenti della Ferrari per ottimizzare l’handling nel terzo settore (interventi su differenziale a centro curva, brake balance e brake shaping), la Mercedes dell’italiano scava un solco di quasi sei secondi in sole otto tornate.

Strategie in bilico: alto degrado, penalità e fuel saving

La gara monegasca rivela un’insidia inaspettata a livello di gomme: Hamilton lamenta un degrado dei compound nettamente superiore rispetto alle previsioni dei briefing. Per arginare l’usura, il muretto suggerisce una modifica alla guida: entrare più lenti alla 12 per garantirsi una traiettoria migliore massimizzando la trazione. Al giro 27, il team conferma che il rendimento dei compound è stabile.

La danza dei pit-stop si apre in questa fase. Leclerc anticipa la sosta al giro 26 montando le Hard, applicando una correzione di -4 click all’ala anteriore e variando il brake balance. Hamilton lo segue al giro 29, rassicurato sull’undercut per proteggere la seconda posizione, con l’istruzione di completare un’introduzione “normale” per tre tornate prima di aggredire il target lap time di 1:16.5.

La stabilità tattica dura però pochissimo: Lewis viene sanzionato con 5 secondi di penalità per aver superato il limite di velocità in pitlane. A questo si aggiunge una criticità legata ai consumi: ad entrambi i ferraristi viene imposto un lift-off massiccio, superiore ai 150 metri prima della staccata. Le mappature in uso confermano che si tratta di pura gestione della benzina.

Stiamo parlando di un fardello davvero molto pesante per un Lewis Hamilton già zavorrato dalla penalità. Il team italiano pare scelga di non comunicare subito la sanzione a Leclerc per non alterare l’equilibrio psicologico dei ferraristi. Tuttavia il monegasco della Rossa cerca comunque di alzare il ritmo dimezzando rapidamente il gap dal compagno.

Il caos sotto Safety Car e il collasso dell’impianto frenante

La situazione precipita al giro 59, quando il botto di Lance Stroll chiama in causa la Safety Car. La Ferrari opta per un doppio pit-stop che fa infuriare Leclerc: avendo Hamilton scontato i suoi 5 secondi ai box prima di ripartire, Charles capisce che avrebbe potuto prendere la piazza sulla vettura gemella. Il regime di neutralizzazione si protrae, raffreddando inesorabilmente le componenti meccaniche.

A 12 giri dal termine, prima ancora di riprendere l’azione, si consuma il dramma per la vettura numero 16: l’impianto frenante della SF-26 di Leclerc cede di schianto nel momento di preparare l’uscita dalla curva 19. L’anteriore si blocca, i freni posteriori non rispondono e il monegasco finisce a muro, scagliandosi via radio contro l’inaffidabilità della monoposto.

La gara riprende con una partenza da fermo in cui le posizioni di vertice si cristallizzano, permettendo a Hamilton di chiudere secondo dietro ad Antonelli. Al di là del piazzamento di Lewis Hamilton, Monaco lascia alla Ferrari un pesantissimo interrogativo tecnico: il divario prestazionale accumulato prima della Safety Car nei confronti della W17 evidenzia una superiorità netta del telaio tedesco, capace di fare il vuoto persino su un tracciato dove il deficit di potenza motoristica della monoposto italiana avrebbe dovuto essere azzerato.

GP Monaco, classifica finale

POS. NO. DRIVER TEAM LAPS TIME / RETIRED PTS.
1 12 Kimi Antonelli Mercedes 78 2:23:31.243 25
2 44 Lewis Hamilton Ferrari 78 +6.271s 18
3 6 Isack Hadjar Red Bull Racing 78 +23.394s 15
4 81 Oscar Piastri McLaren 78 +24.261s 12
5 30 Liam Lawson Racing Bulls 78 +26.553s 10
6 41 Arvid Lindblad Racing Bulls 78 +29.010s 8
7 10 Pierre Gasly Alpine 78 +30.369s 6
8 23 Alexander Albon Williams 78 +33.413s 4
9 31 Esteban Ocon Haas F1 Team 78 +37.140s 2
10 11 Sergio Perez Cadillac 78 +39.153s 1
11 14 Fernando Alonso Aston Martin 78 +41.899s 0
12 5 Gabriel Bortoleto Audi 78 +42.748s 0
13 63 George Russell Mercedes 78 +43.353s 0
14 27 Nico Hulkenberg Audi 78 +44.102s 0
15 43 Franco Colapinto Alpine 78 +48.964s 0
16 55 Carlos Sainz Williams 70 DNF 0
NC 16 Charles Leclerc Ferrari 64 DNF 0
NC 18 Lance Stroll Aston Martin 56 DNF 0
NC 1 Lando Norris McLaren 43 DNF 0
NC 87 Oliver Bearman Haas F1 Team 27 DNF 0
NC 77 Valtteri Bottas Cadillac 15 DNF 0
NC 3 Max Verstappen Red Bull Racing 0 DNF 0

 

 

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