Gravina all'attacco: "La politica italiana non ha aiutato la FIGC. EURO 2032 una mia idea"

09 Giugno 2026 - 13:53
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Torna a parlare il presidente federale uscente, nel mirino la politica italiana e soprattutto Andrea Abodi, Ministro per lo Sport.

Gabriele Gravina continua a togliersi sassolini dalle scarpe.


Sono le ultime settimane da presidente della FIGC per lui, dopo le dimissioni presentate in seguito alla mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali per la terza edizione consecutiva, ma il numero uno federale uscente ha ancora qualche precisazione da fare.


Gravina è intervenuto a "Radio Anch'io Sport" su Radio Rai 1 e ha rivolto le sue critiche in particolare alla politica nazionale e al Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.

"LA POLITICA NON HA AIUTATO LA FIGC"

Gravina si scaglia contro la politica italiana, colpevole secondo lui di non aver fatto il massimo per aiutare il mondo del pallone:


"Riuscire a presentare una lista di stadi idonei per EURO 2032 entro la scadenza di ottobre sarà un successo solo del mondo del calcio e che condivideremo con i club che hanno deciso di investire e con i Comuni che hanno creduto in questo progetto".

FRECCIATA AD ABODI

Non manca poi una frecciata di Gravina al ministro Andrea Abodi:


"Non commento le dichiarazioni del ministro Abodi perché non mi va di commentare dichiarazioni di chi ha una responsabilità politica però è l’occasione per evitare equivoci e momenti di confusione".

"EURO 2032 UNA MIA IDEA"

Gravina poi rivendica la paternità della candidatura dell'Italia a ospitare EURO 2032:


"La candidatura ad EURO 2032 è stata una mia intuizione, la co-assegnazione con la Turchia è stata un successo di questa federazione. L’assenza di fondi pubblici a differenza di altri eventi sovvenzionati in gran parte dallo Stato. Non esiste un commissario per EURO 2032, visto che è entrato in vigore con un ritardo incredibile sulla tabella di marcia".

SUCCESSI RECORD

Il presidente federale uscende definisce "da record" i successi delle Nazionali giovanili azzurre, una dimostrazione di come il movimento riesca a produrre talenti in grado di competere con gli altri Paesi.


Lo spazio riservato ai giovani italiani però non è all'altezza e dopo i vent'anni si perdono nel sistema: "Manca la fiducia, li bocciano ai primi errori", commenta Gravina.

SERIE A E FIGC

Gravina prosegue spiegando:


"Perché Serie A e FIGC non si incontrano mai? Abbiamo provato a collaborare. Ma sono differenti le posizioni, lo spirito e la funzione. Le società sono aziende, non possiamo obbligarle a far giocare gli italiani. Serve la pratica degli incentivi".

ELEZIONI FIGC

Infine, un commento sulle elezioni per la presidenza della FIGC:


"Malagò è un grande dirigente, Abete un grande conoscitore del calcio. Auguro però al mio successore di ricevere maggiore considerazione dalla politica, che non ha mai affrontato i problemi reali".

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