Gruppo Samuele, discernimento vocazionale in un cammino di libertà
Il partecipanti al gruppo samueleIn una Milano che incalza i giovani, esigendo scelte immediate sullo studio e sul futuro, un centinaio di ragazzi ambrosiani ha scelto un percorso diverso: da ottobre a maggio si sono riuniti nei fine settimana per “fermarsi”, interrogandosi sulla propria vocazione. Fanno parte del Gruppo Samuele, il cammino diocesano di discernimento vocazionale che giungerà alla sua conclusione annuale domenica 7 giugno con un incontro al Centro pastorale di Seveso. Qui i giovani consegneranno nelle mani dell’Arcivescovo una lettera che esprimerà la scelta di vita di ciascuno.
Il Gruppo Samuele è nato nel 1989 da un’intuizione del cardinale Carlo Maria Martini, allora Arcivescovo di Milano, e ogni anno accompagna quasi un centinaio di giovani tra i 20 e i 30 anni, desiderosi di coltivare uno spazio per la propria fede. Il percorso è semplice: partendo dai propri dubbi e domande, i partecipanti sono accompagnati nella preghiera e nella riflessione, alla ricerca della propria “vocazione”, che sia il matrimonio o una forma di consacrazione. Ogni ragazzo individua una guida spirituale, che può essere un sacerdote, una persona consacrata o laica, che avrà il compito di accompagnarlo lungo il cammino e di approfondire con lui le tematiche.

Un’esperienza allargata
La provenienza dei partecipanti è cambiata rispetto ai primi anni. Oltre ai giovani delle parrocchie e degli oratori, oggi l’ambiente è più eterogeneo grazie a chi arriva dai movimenti come Azione Cattolica, Comunione e Liberazione o Fuci. «Alcuni arrivano anche grazie al passaparola – racconta suor Concetta, una delle componenti consacrate dell’équipe del gruppo -. Grazie anche a loro il gruppo ha ricevuto un’esperienza ecclesiale più allargata». In questa diversità si scopre una ricchezza anche nei dettagli più semplici: «Fino a pochi anni fa i canti di Chiesa erano sempre gli stessi e li sapevamo a memoria – spiegano i coniugi Guido Morosi e Cristina Biotto, guide laiche del gruppo -. Oggi invece, grazie a chi proviene da altre realtà e ha sensibilità diverse, abbiamo allargato il nostro repertorio, e carichiamo i testi online così che tutti li possano imparare».
Ogni anno Morosi, che insieme alla moglie segue il cammino da dodici anni, si domanda come saranno i successivi gruppi: quali storie porteranno dietro, e con quali fatiche. Tuttavia, osservando il percorso appena concluso, le guide sono soddisfatte dei risultati. «La forza del Gruppo Samuele non sono gli effetti speciali, ma la linearità – sottolinea Morosi -: dall’iniziale paura di sbagliare, in un anno fioriscono scelte in grande libertà». Oltre alla continuità dei ragazzi (pochi non concludono il percorso, e nel caso dopo solo i primi incontri), suor Concetta in particolare intravede la loro crescita, soprattutto nel condividere gli aspetti più interiori della propria vita e di fede: «Dopo questo cammino, è come se si aprisse una porta verso il futuro, che riserva loro ancora moltissime fortune».
Manca ancora solo un passo a questi ragazzi per arrivare alla fine, ma al contempo al principio di questo loro viaggio. Che si condenserà in un foglio di carta: la cosiddetta “lettera di fortificazione” con cui i giovani ufficializzano la loro scelta. «Per molti di loro sono spesso impegni anche simbolici per l’anno che verrà, come cominciare un anno di vita comune o cambiare facoltà» spiega suor Concetta. Metterli nero su bianco, però, li aiuta a porre fine all’indecisione, consapevoli soprattutto che saranno letti direttamente da monsignor Delpini. «L’Arcivescovo le legge tutte – puntualizzano Morosi e Biotto – e di solito entro agosto spedisce una risposta a ciascun ragazzo».
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