Guerra in Iran, la proposta di Teheran per la tregua e la rivelazione di Trump: “Stavano per farli saltare in aria, ho dovuto fermarli”
Il ministro degli Esteri dell’Iran, Abbas Araqchi, avrebbe offerto, in incontri privati a New York, l’accesso agli impianti bombardati agli ispettori dell’AIEA in cambio di un allentamento delle sanzioni. Lo rivela Bloomberg, citando fonti informate, sebbene l’agenzia di stampa statale IRNA ha smentito la notizia. arlando in comizio in Texas, il presidente Donald Trump ha dedicato un altro passaggio all’Iran, lanciando un avvertimento: “O faranno qualcosa di molto corretto e intelligente, oppure non dureranno ancora a lungo. C’è un gruppo di persone che vuole che sia così, perché dice che non si può fare un accordo con loro che poi rispettino”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato giovedì di colpire l’Iran “molto duramente” se dovesse emergere il coinvolgimento di Teheran nell’attacco con coltello in volo contro il pilota di un volo Flydubai, “Saranno colpiti molto duramente, non preoccupatevi“, ha detto il presidente degli Stati Uniti quando un giornalista gli ha chiesto se gli Stati Uniti avrebbero reagito qualora fosse stata provata la responsabilità di Teheran.
Il Pentagono sta inviando un terzo gruppo d’attacco di portaerei e ulteriori navi dei Marines in Medio Oriente, aggiungendo dai 9.000 ai 10.000 soldati alla regione, mentre il presidente Trump sta valutando la possibilità di riprendere gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni di medio termine. Lo riferisce il Wall Street Journal citando funzionari statunitensi. Le navi, i caccia e i marines arriveranno, secondo il quotidiano statunitense, entro fine novembre. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha spiegato di essere intervenuto contro l’Iran per “spegnere l’incendio in Medio Oriente”. “Dissi così, dissi perché faranno saltare in aria Israele, faranno saltare in aria il Medio Oriente e poi cominceranno a colpire noi in Europa. Sono pazzi. Questa gente è completamente pazza. Quindi non avevamo scelta”, ha detto in un comizio elettorale in Texas.
Il Pentagono ha annunciato l’assegnazione a Raytheon di un contratto da 24,4 miliardi di dollari per accelerare la produzione di missili SM-6, mentre Washington lavora per reintegrare le ingenti quantità di munizioni impiegate durante il conflitto con l’Iran. Si tratta di missili che costituiscono “munizioni fondamentali per la difesa antiaerea e il combattimento antinave. Questo accordo quinquennale, che prevede due anni di opzione aggiuntivi, consentirà di accelerare i ritmi produttivi”, ha dichiarato il Pentagono in un comunicato. L’intesa “offre all’industria della difesa la prevedibilità a lungo termine necessaria per potenziare la capacità della forza lavoro e mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento critiche”, ha aggiunto la nota.
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